ATP, IL RANKING DEI FORFAIT

La racchetta maschile non regge tanto più di quella femminile: negli ultimi cinque anni, l'attuale top 10 ATP ha contato 40 ritiri, appena sette in meno delle colleghe della WTA. Fuori dai primi dieci, maglia nera per Tipsarevic e Davydenko.
lunedì, 18 Novembre 2013

TENNIS – A conclusione della stagione 2013, arriva il momento dei bilanci. Difficile prendere in esame un fattore del genere, soprattutto se si pensa all’incredibile rimonta di Nadal dopo il calvario attraversato. Eppure, la top ten del ranking non è esente dai forfait nell’arco delle ultime cinque annate: gli attuali primi dieci del mondo, a partire da gennaio 2009, contano un totale di 40 tra ritiri o cosiddetti walkover dei propri avversari, che hanno sfruttato l’abbandono ancor prima di scendere in campo.

Il dato diventa curioso se viene confrontato a quello della WTA. La racchetta femminile, infatti, conta appena sette casi in più rispetto ai colleghi. Tra gli uomini, il più avvezzo a questa statistica negativa è Jo-Wilfried Tsonga, che può annoverare ben sette ritiri e un abbandono del torneo senza disputare il proprio match. Nello stesso periodo, lo segue Tomas Berdych con sei forfait all’attivo, impensabile per atleti di tale livello.

C’è stato anche chi ha invertito il trend negli ultimi anni, grazie ad inversioni di tendenza nel proprio stile di vita. Il caso più famoso è certamente quello di Novak Djokovic, che si mantiene tra i primi due del mondo da marzo 2011. Il cambiamento di dieta a causa della sua celiachia ha influito positivamente sul suo rendimento: il serbo è passato dai sette ritiri tra il 2006 e il 2008 ai quattro dal 2009 ad oggi, senza dimenticare il 2011, l’anno dei record, in cui ha sfoderato un percorso lineare senza forfait.

La crescita fisica di Nole è certamente il cardine su cui si è fondata la sua rincorsa agli allora intoccabili Nadal e Federer: lo spagnolo, nonostante il lungo stop dei mesi scorsi, continua ad annoverare solo un ritiro ed un walkover, casualmente entrambi a favore di Andy Murray. L’elvetico, in calo nell’ultimo anno, ha comunque mantenuto un ruolino atletico costante, concedendo un solo walkover a partire dal 2009. Il britannico, attualmente ai box per un problema alla schiena che non gli ha permesso di disputare le Finals, conta tre abbandoni complessivi al pari di Juan Martin Del Potro. Fa meglio David Ferrer, che è riuscito a ritagliarsi uno spazio alle spalle dell’attuale tandem di testa: tre ritiri per lui negli ultimi anni. A chiudere la speciale graduatoria troviamo Wawrinka con quattro ritiri e Gasquet con cinque.

Se la top 10 fa registrare un numero così elevato, appena fuori dall’Olimpo del tennis c’è chi ha fatto molto peggio. I due nomi più altisonanti sono quelli di Nikolay Davydenko e Janko Tipsarevic, che trovano così la spiegazione al proprio crollo nel ranking. negli ultimi cinque anni, il serbo si è ritirato ben 20 volte, senza contare tre walkover. Bandiera nera per il russo, che invece ha all’attivo ben 24 forfait e otto walkover.

Numeri da capogiro, se confrontati al nome e al passato di questi due atleti. Al termine del 2006, Davydenko girava in terza posizione nella classifica mondiale: oggi chiude al 53° posto della classifica. Tipsarevic è crollato dalla 8 alla 36 in un anno e mezzo. Djokovic, invece, sette anni fa iniziava la scalata dall’ottantesimo al sedicesimo piazzamento. L’età favorisce Nole, ma questa statistica dimostra che nel tennis bisogna sapersi adattare anno dopo anno.


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