ISNER, 35 ANNI DOPO

Superando in finale Olivier Rochus lo statunitense ha vinto a Newport il secondo titolo in carriera. Sull'erba americana non vinceva la prima testa dal 1976, quando trionfò Vijay Amritraj
lunedì, 11 Luglio 2011

Newport (Stati Uniti). Trentacinque anni dopo Vijay Amritraj, che nel 1976 si aggiudicò la prima edizione, la testa di serie numero uno è tornata a trionfare nel torneo Atp 250 di Newport, ultimo appuntamento stagionale sull’erba. A farcela, nella spettacolare cornice dell’International Tennis Hall of Fame & Museum è stato lo statunitense John Isner, in gara grazie a una wild card concessagli in extremis dagli organizzatori. Il gigante del North Carolina è stato capace di servire la bellezza di 76 aces nel corso della settimana, 22 dei quali in finale, perdendo il servizio in un’unica occasione. All’ultimo atto ‘big John’ (205 cm) si è trovato di fronte ‘pollicino Rochus’ (167 cm), in quella che – secondo le statistiche Atp – è stata la finale con la maggior differenza di centrimetri fra i due contendenti, e si è imposto senza problemi con il punteggio di 6-3 7-6. “Penso di non aver mai avuto una settimana migliore al servizio”, ha dichiarato il vincitore. “Ho servito in maniera eccellente, e sono stato fortunato perchè ce l’ho fatta per cinque match consecutivi. Sono davvero felice di aver vinto qui, su questi campi, in questo torneo, con condizioni perfette per me”.

Un solo break è sufficiente. Come tre dei precedenti quattro incontri vinti da Isner, anche la finale ha goduto di grandissimo equilibrio, ma, facendo leva sul servizio, l’americano si è fatto valere nei momenti importanti. Nel primo set ha piazzato sul 4-3 l’unico break dell’incontro, salvando l’unica palla-break sul 5-4 e chiudendo 6-4, mentre nella seconda partita non ne ha nemmeno avuto bisogno. Perdendo la misera di cinque punti in sei turni di servizio Isner non ha mai tremato in battuta, ma non è nemmeno riuscito a beffare il rivale, capace di cancellare ben cinque break-points. Inevitabile quindi il tie-break, nel quale John si è portato avanti per 6-4 prima di subire due ottimi punti di Rochus, capace di riportarsi in parità. Ciò non è però bastato a negare all’americano la 100esima vittoria nel circuito maggiore, siglata – due punti più in là – con il 22esimo ace.

Secondo titolo in carriera. Così facendo Isner ha potuto mettere le mani sul secondo titolo in carriera – dopo quello colto sul cemento di Auckland nel 2010 (anno in cui disputò quattro finali ma vinse solo la prima) – succedendo al connazionale Mardy Fish (assente per gli impegni di Coppa Davis) nell’albo d’oro dei Campbell’s Hall of Fame Tennis Championships. “Quest’anno non ho avuto grandi risultati”, ha proseguito Isner. “L’ultima volta che avevo vinto qualche match consecutivamente era stato a Miami, perchè non ero mai andato oltre i quarti di finale nel 2011. Quindi vincere cinque match qui è stato ancora più bello, e mi restituisce tanta fiducia, che spero di poter conservare per i prossimi impegni”. Sorride anche la classifica, che lo vede scalare dieci posizioni, e portarsi al gradino numero 36. Un solo posto lo guadagna invece Rochus, che ha difeso la finale dello scorso anno, ma non è riuscito a cogliere il terzo titolo in carriera, venendo sconfitto per la settima volta in nove finali disputate. “E’ stato un grande torneo”, ha spiegato il belga. “Il mio livello è stato ottimo per tutta la settimana, e sono fiero di me stesso per essere riuscito a raggiungere la finale qui per il secondo anno consecutivo. E’ fantastico. Purtroppo oggi Isner è stato più bravo di me, e ha servito alla grande. Però credo di essere riuscito a rendergli la vita difficile, costringendolo a faticare fino all’ultimo punto”.


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