ATP PARIGI-BERCY: MEDVEDEV RITROVA DJOKOVIC

È tutto pronto per la finale del Masters 1000 di Parigi-Bercy
domenica, 7 Novembre 2021

Tennis. Daniil Medvedev ha raggiunto la sua seconda finale consecutiva a Parigi-Bercy. Il numero 2 del mondo ha lasciato la miseria di quattro game al povero Alexander Zverev, confermando il suo straordinario feeling con questa superficie.

Quando vinci 6-2, 6-2 non cambieresti nulla di ciò che hai fatto. Chiaramente il risultato non riflette esattamente quanto accaduto sul campo. Come quando eravamo sul 2-1 15-40.

A volte nel tennis si tratta di mettere una palla sulla linea, un vincente sulla linea, ed è abbastanza per farti ottenere il break e magari guadagnare un po’ di fiducia.

Ad inizio match è molto importante. Il punto cruciale del match è stato tenere quel turno di servizio e piazzare il break subito dopo, perché ho guadagnato molta fiducia da quella situazione” – ha raccontato Medvedev in conferenza stampa.

Il moscovita è pronto per una nuova sfida contro Novak Djokovic: “I precedenti hanno un peso a livello tattico.

Il numero di successi non è rilevante a questo livello a meno che si parli di 8-0 o 10-0. Ecco in quel caso, sì, forse l’avversario ha un vantaggio e gli piace qualcosa del mio gioco.

Contro alcuni giocatori puoi trarre fiducia se hai vinto qualche mese addietro. Contro Novak sai che in realtà vorrà batterti ancora di più dopo che lo hai sconfitto.

Abbiamo vinto un match a testa, entrambi in una finale Slam. Ogni partita ti aiuta tatticamente e mentalmente, così, ad esempio, la finale dell’Australian Open mi ha aiutato molto a prepararmi al meglio per lo US Open.

Ovviamente vincere quest’ultimo titolo mi ha forse dato qualche spunto tattico che voglio provare a ripetere o usare contro Novak.

Allo stesso tempo, ancora una volta, sappiamo tutti chi è Novak. Se lui non fosse in grado di adattarsi alle circostanze, non sarebbe dove è adesso, quindi cercherà sicuramente di cambiare qualcosa.

Abbiamo giocato diversi match, alcuni li ha vinti lui, altri io, ma la maggior parte delle volte nelle nostre sfide lui era il numero uno al mondo. Quindi c’è sempre una vasta gamma di emozioni quando giochiamo.

È una sfida, e se siamo arrivati entrambi in finale vuol dire che abbiamo giocato bene. Sono felice di giocare contro di lui”.


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