ATP PARIGI BERCY: FEDERER FUORI, NADAL QUASI. MURRAY E DJOKOVIC NON SI FERMANO

Atp Parigi Bercy: Federer cede al tiebreak decisivo con un grande Isner. Rafa salva un match point e rimonta Anderson. Murray annienta Goffin, mentre non brilla Djokovic, ma con Simon non ha problemi

TENNIS – Cattivi presagi per il Belgio in vista della prossima finale di Coppa Davis. Certo, a Gent, nell’ultimo weekend di novembre, si giocherà sulla terra rossa e sarà probabilmente un’altra storia, ma i diavoli rossi non possono sicuramente salutare con gioia il 6-1 6-0 rifilato da Andy Murray al numero uno belga David Goffin, nell’incontro che apre l’eccezionale programma del giovedì al Bnp Paribas Masters di Parigi Bercy, che vede in campo 14 dei primi 16 giocatori del mondo. Bastano appena 53 minuti al britannico per sbrigare una delle pratiche più comode della sua carriera, contro un avversario mai in partita e probabilmente troppo rinunciatario dopo l’inizio negativo. Lo scozzese tesse le sue tele senza problemi per tutto l’incontro, costringendo l’avversario a numerosi errori, nel tentativo di tenere un ritmo per lui insostenibile e mai nemmeno avvicinato. Il numero 3 del mondo, con questa vittoria, strappa per la sesta volta il pass per i quarti di finale al torneo Atp Parigi Bercy, traguardo che però non è mai riuscito a superare fino ad oggi. Quest’anno Murray si presenta all’appuntamento con appena quattro game persi in due partite. Domani affronterà Richard Gasquet, che si conferma bestia nera per Kei Nishikori, sconfitto per la sesta volta, in altrettanti confronti diretti con il transalpino. L’ex enfant prodige di Beziers approfitta del ritiro del giocatore giapponese, quando il punteggio lo vede avanti per 7-6(3) 4-1. Primo set di pura sofferenza per il tennista padrone di casa, spesso alla mercè del ritmo di Nishikori e molto in difficoltà nei suoi turni di battuta. In tutta la prima frazione Gasquet deve annullare ben sette palle break, poi all’improvviso nel tiebreak arriva la fiammata che gli regala il set. Nel secondo Nishikori fa sempre più fatica, evidenziando problemi alla schiena che lo costringono infine al ritiro, dopo aver incassato il secondo break consecutivo. Terzo quarto di finale a Bercy per Gasquet, che contro Murray andrà alla ricerca della seconda semifinale. L’infortunio mette in dubbio la partecipazione alle Finals di Nishikori. Di un eventuale forfait del nipponico potrebbe avvantaggiarsi proprio Gasquet, al momento nono nella Race to London.

Nole brutto e vincente. Come già accaduto nel primo incontro con Bellucci, Novak Djokovic non brilla nel suo ottavo di finale contro il numero 14 del mondo Gilles Simon, ma una prestazione decisamente discontinua gli è sufficiente per imporsi 6-3 7-5 contro un avversario privo del tennis per mettere in difficoltà il numero uno del mondo. Nole porta a quota 19 la striscia vincente, partita allo Us Open. Il serbo si ritrova subito sotto di un turno di battuta, quando perde il servizio nel terzo gioco del primo set. Il piccolo passaggio a vuoto è però soltanto il preludio al monologo del numero uno del mondo, che sfrutta agevolmente la poca potenza del gioco di Simon per imporre il suo indiavolato ritmo. Ne viene fuori un parziale di cinque giochi ad uno, che dopo 34 minuti regala al serbo il venticinquesimo set vinto consecutivamente. È la striscia più lunga della sua carriera e supera quella registrata a cavallo tra 2013 e 2014, dalle Atp Finals ai quarti di di finale dell’Australian Open persi in cinque set contro Stan Wawrinka. Il rendimento del serbo cala vistosamente nel secondo set. Arrivano tantissimi errori da fondo campo, specie di diritto, e più in generale Nole non ha la solita incisività. Il tutto però soltanto nei suoi turni di battuta, perché quando va a rispondere per Simon non c’è scampo. Nei primi sei game del secondo parziale arrivano altrettanti break, con Djokovic incapace di scappare via. Al quarto break messo a segno consecutivamente e (Simon mette vince appena 5 punti nei suoi primi 4 game di battuta) settimo complessivamente nel set, Djokovic tiene finalmente la battuta, non prima di aver annullato l’ennesima palla break. Poco dopo Simon lo imita a fatica e riesce a rientrare in partita, soffiando ancora il servizio al numero uno del mondo, che torna ad essere falloso come forse mai in questa stagione. Per rimettere le cose a posto Djokovic strappa il servizio a Simon per la quinta volta nel set, quella finalmente decisiva per chiudere il match dopo un’ora e 35 minuti. Ai quarti di finale, il serbo partirà forte delle 19 vittorie in 21 precedenti contro Tomas Berdych, che approfitta di uno Jo Wilfried Tsonga debilitato da un problemino al ginocchio, per imporsi con il punteggio di 6-3 6-4.

Isner bombarda Federer. Si conferma lo scarso feeling di Roger Federer con il Master 1000 parigino, torneo che lo svizzero ha portato a casa in una sola occasione, nel 2011. Il numero due del mondo esce di scena in anticipo anche quest’anno, sotto i colpi di uno straordinario John Isner, che si impone per 7-6(3) 3-6 7-6(5) e centra la seconda vittoria in sette incontro contro il fenomeno elvetico. Che sia un Federer diverso da quello che ieri ha concesso appena 47 minuti al nostro Seppi lo si capisce subito. Lo svizzero appare svagato e i colpi non fanno male come al solito. È lui a dover annullare palle break nel corso del primo parziale, ma alla fine si approda al tiebreak come da copione. L’americano gioca aggressivo, centra un minibreak e se lo tiene stretto fino alla fine. Nel secondo Roger arriva ad un passo dal baratro, concede tre palle break in apertura e rischia grossissimo quando Isner non finalizza una comoda volee di rovescio. Scampato il pericolo Federer chiede un antidolorifico al medico e al ritorno in campo si costruisce le prima chance di break della partita. Isner mette due ace, ma nel game successivo perde la battuta per la prima e unica volta nell’incontro. 6-3 e si va al terzo. Tornano a dominare i servizi, l’americano sciupa una chance, poi ne salva a sua volta tre, la prima delle quali con una volee ad altissimo coefficiente di difficoltà. Per due volte Big John arriva a due punti dal match, ma Roger si issa comunque al tiebreak. Qui Isner piazza il minibreak ancora in avvio, poi alterna ace e servizi vincenti. Di strappo l’americano ne centra un altro e arriva ad avere quattro match point. Federer ne salva tre di fila, ma alla quarta occasione incassa il solito servizio vincente e saluta il torneo. Lo statunitense troverà David Ferrer, che vince una partita estenuante contro un Grigor Dimitrov, tornato ad ottimi livelli in questo torneo, proprio nel finale di una stagione per lui disgraziata. Lo spagnolo la spunta alla distanza, imponendosi per 6-7(4) 6-1 6-4 in quasi due ore e mezza di gioco. Il numero 8 del mondo soffre per larghi tratti, perde il tiebreak del primo, ma poi è bravo a concretizzare il calo di tensione del bulgaro nel secondo set ed è stato infine bravo a rimontare un parziale decisivo che lo ha visto sotto per 3-1. Il grande merito del vincitore dell’edizione 2012 di Bercy è quello di rimanere incollato al bulgaro anche nei momenti di suo massimo splendore, per poi imporsi in volata grazie ad una condizione fisica che a 33 anni suonati sembra essere addirittura la migliore della carriera. È la quinta volta consecutiva che Ferru si issa ai quarti di finale di quello che è senza dubbio il suo Master 1000 preferito (oltre alla vittoria del 2012 si ricorda anche la finale persa l’anno successivo contro Djokovic.

Rafa di ferro. Il match del giorno però è quello che chiude il programma tra Rafael Nadal e Kevin Anderson. A portarlo a casa, con le unghie e con i denti è il maiorchino, che si impone in rimonta per 4-6 7-6(6) 6-2, dopo aver annullato un match point nel tiebreak del secondo set. Rafa parte male e perde la battuta in apertura, concedendo in questo modo il primo parziale ad un Anderson perfetto con il servizio per due set. Nel secondo non si vede l’ombra di una palla break e si approda al tiebreak, dove Nadal insegue dall’inizio alla fine e concede anche una palla match, che però annulla con un eccellente diritto anomalo a uscire. Sfiancato dalla fatica dei primi due set e della grande vittoria di ieri contro Thiem, Anderson non può essere competitivo fino in fondo nel parziale decisivo. Rafa così si avvantaggia immediatamente di un turno di battuta e dopo essere sopravvissuto al quarto lunghissimo game, annullando ben 6 palle break, si invola facilmente verso la vittoria e verso i quarti di finale contro Stan Wawrinka, che non incontra invece grandi problemi per liberarsi in due set (6-4 7-5) del serbo Viktor Troicki.

BNP Paribas Masters – Ottavi di finale

(1) Djokovic b. (14) Simon 63 75
(5) Berdych b. (9) Tsonga 63 64
(4) Wawrinka b. Troicki 64 75
(7) Nadal b. (11) Anderson 46 76(6) 62
(8) Ferrer b. Dimitrov 6-7 (4) 6-1 6-4
(13) Isner b. (3) Federer 7-6(3) 3-6 7-6(5)
(10) Gasquet b. (6) Nishikori 76(3) 41 rit.
(2) Murray b. (16) Goffin 61 60

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