IL BALZO DI RAONIC

Milos trionfa a San Josè (doppio 7-6 a Verdasco). La Spagna si consola con Almagro, che conquista Costa do Sauipe. Prova di forza di Soderling a Rotterdam
domenica, 13 Febbraio 2011

SAN JOSE’ – E’ andato fino in fondo, Milos. Sedici anni dopo Greg Rusedski (che aveva anche passaporto inglese), il Canada può salutare un nuovo vincitore sul circuito. Nella settimana che aveva dato lustro anche all’altra sorpresa dei recenti Australian Open (Dolgopolov, finalista in Brasile), il ventenne Raonic, nativo di Podgorica, nel Montenegro, e residente a Tornhill, ha vinto il primo titolo in carriera battendo in finale il defending-champion del torneo californiano, Fernando Verdasco.

Raonic ha dimostrato di saper giocare al meglio anche quando si è trovato sotto pressione. Nel primo set infatti ha recuperato in un paio di situazioni quando si è trovato sotto nel servizio (ma senza mai concedere palle-break) e, soprattutto, ha risalito la corrente nel tie-break annullando ben quattro set-point consecutivi al più esperto rivale. Con sei punti infilati uno dietro l’altro, Milos si è aggiudicato il primo set e ha lasciato “Nando” con piùdi un rammarico.

Nel secondo parziale il servizio ha tenuto ancora banco e solo nel nono game si è registrata la prima e unica palla-break del match; l’ha avuta Verdasco ma Raonic è riuscito ad annullarla ed allungare il set ad un nuovo gioco decisivo. Nel secondo tie-break il canadese si è portato a tre palle-match sul 6-3; l’iberico ha vanificato le prime due ma ancora una volta il servizio di Raonic ha fatto la differenza e adesso Raonic entrerà tra i primi 60 del mondo. Un balzo notevole per il giovane che a San Josè ha messo in riga Malisse, Blake, Berankis e Verdasco, oltre ad aver beneficiato del ritiro di Monfils in semifinale.

ROTTERDAM – Difendeva il titolo conquistato l’anno scorso (in finale su Youzhny) e difendeva anche l’imbattibilità negli head-to-head con il suo avversario odierno, il francese Jo-Wilfried Tsonga (3-0 e nemmeno un set perso); Robin Soderling centra il secondo titolo stagionale e ottavo in carriera e si conferma quarto giocatore del mondo.

Tre strappi – La sfida tra due “pesi massimi” del circuito non poteva prescindere dal servizio anche se l’andamento dei primi sei giochi, che hanno mantenuto i protagonisti in equilibrio, è stato piuttosto tortuoso. Lo svedese è partito meglio, ha subito sfruttato la palla-break concessa dal tennista di Le Mans nel secondo gioco e si è portato avanti 3-0. Per nulla turbato, il francese ha tenuto la battuta nel quarto game e si è rimesso in carreggiata centrando il break in quello successivo: un errore di dritto a campo aperto di Soderling (0-30) e un gran rovescio lungolinea hanno portato Tsonga sul 15-40, poi graziato da una pessima volee di Robin. Con tre ace (uno di seconda) e un servizio vincente “Alì” ha pareggiato (3-3) ma da quel momento lo svedese ha fermato l’emorragia, ripagando il rivale con la stessa moneta: due ace e settimo gioco a zero (4-3). Il break decisivo è arrivato nell’ottavo game e ha fatto quasi tutto Tsonga: il solito rovescio fuori misura, una demi-volee che gli è rimasta sulla racchetta e un dritto out per il 5-3 scandinavo, divenuto subito dopo 6-3 grazie alla solidità della battuta. Pur avendo servito percentualmente in maniera simile (63% Soderling, 59% Tsonga), la differenza l’ha fatta la capitalizzazione delle prime, con Soderling che ha convertito il 73% contro il 46% del francese.

Riscatto servito – Jo-Wilfried deve aver capito che la strada per il successo passava attraverso il servizio e nel secondo set ha alzato vertiginosamente il rendimento nel colpo, piazzando in tutto nove ace e convertendo praticamente tutte le prime messe nel rettangolo (16 su 17!). Il momento clou si è verificato tra il quinto e il sesto gioco; Tsonga ha rintuzzato il tentativo di mini-golpe scandinavo portandosi sul 3-2 dopo essere stato 40-0 e aver scialacquato tre punti consecutivi mentre nel game successivo (il più bello dell’incontro) è salito 15-40 con una risposta fulminante di dritto, si è visto annullare due palle-break da altrettante prodezze di Soderling (una pregevole volee bassa e un rovescio violentissimo) ma se ne è procurata una terza disegnando il campo con il rovescio e chiudendo a rete. L’errore di Soderling ha decretato il 4-2 e a quel punto al francese è “bastato” tempestare di ace la metà campo avversaria (altri cinque)per chiudere 6-3, con il ricamo finale di due eccellenti rovesci.

Punto di rottura – Il match non ha mai derogato dal suo copione originale e quindi la frazione decisiva è diventata per entrambi una ricerca della rara occasione concessa dall’avversario. Soderling si è salvato in un quinto gioco che poteva complicarsi (30-30) con un bel dritto dopo il servizio e una pregevole volee mentre nel settimo ha confermato di non essere solo potenza toccando con il velluto una demi-volee bloccata di rovescio tutt’altro che ordinaria. Sul 4-3 Svezia, Tsonga non ha trovato quasi mai la prima e con qualche errore di troppo si è visto sfilare il servizio decisivo, che ha mandato Robin “Hood” a scoccare le sue frecce per confermarsi campione del torneo di Krajicek. E’ stato un ace, “appena” il 12° dello scandinavo (contro i 20 di Tsonga), a regalare al tennista allenato dal nostro Pistolesi il secondo titolo stagionale dopo quello ottenuto a Brisbane. Ma Tsonga esce dalla vicenda a testa alta.

COSTA DO SAUIPE – Nicolas Almagro, prima testa di serie e vincitore di questo torneo nel 2008, ha centrato la doppietta nell’appuntamento dello stato di Bahia battendo l’ucraino Alexandr Dolgopolov con lo score di 6-3, 7-6. Lo spagnolo ha disputato un ottimo primo set, in cui ha concesso appena tre punti quando ha servito la prima, ma in tutto il match si è registrato un solo break, catturato dall’iberico nella prima frazione.

Nonostante si sia giocato sulla terra, il servizio ha avuto un’importanza determinante con Almagro che non ha concesso nemmeno una palla-break e Dolgopolov che è riuscito a salvarne 4 su 5. Il tie-break del secondo set è stato controllato da Nicolas che ha chiuso 7-3, conquistando l’ottavo titolo in carriera (tutti sul rosso).

“E’ stata una finale bellissima” ha detto Almagro al momento della premiazione. “Questo è un torneo importante per tutto il Brasile e sono felice di averlo vinto due volte. Spero di continuare a fare bene anche in futuro, qui”.

Anche Dolgopolov, che potrebbe entrare per la prima volta in carriera tra i primi 30 della classifica mondiale, si è detto soddisfatto, nonostante la sconfitta: “Penso di aver disputato un ottimo torneo. Oggi Almagro ha giocato meglio di me. Adesso mi concentrerò sul prossimo torneo e spero di tornare e fare bene l’anno prossimo”.


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