ATP SHANGHAI: DJOKOVIC VINCE SENZA CONVINCERE, MURRAY VOLA

Un irriconoscibile Novak Djokovic continua a soffrire a Shanghai. In semifinale, per lui, Roberto Bautista Agut. Andy Murray continua a vincere, colpo di Gilles Simon
venerdì, 14 Ottobre 2016

TENNIS – La lunga e travagliata avventura di Novak Djokovic a Shanghai prosegue in maniera piuttosto opaca. Il numero uno del mondo, assente a Pechino, dalla vittoria al debutto contro Fabio Fognini non ha mai realmente convinto. E oggi, contro Mischa Zverev, ha più volte rischiato di salutare il penultimo Masters 1000 della stagione. Masters 1000 che ha portato a casa ben tre volte.

Brutto, sporco e cattivo. Novak Djokovic centra il successo numero 30 della sua stagione nei 1000 e raggiunge Roberto Bautista Agut in semifinale, ma non brilla, non convince. Il 3-6 7-6(4) 6-3 che dopo più di due ore gli consente di portare a casa l’incontro racconta tanto. E la splendida partita che il più grande dei fratlelli Zverev riesce a tirare su, malgrado la pessima prestazione dell’avversario, fa oscillare tutte le certezze del tennista serbo, costretto agli straordinari per mantenere il trend vincente in Asia anche nel 2016.

La partenza di Mischa è letale. Djokovic non riesce a prendere le misure ad un giocatore che fa del serve&volley la sua ragione di vita, così dopo aver sciupato due chance di break nel secondo gioco si incarta e con un doppio fallo regala il primo break del suo incontro. Nole completa la frittata nel nono gioco, quando con uno sciagurato errore al volo regala il secondo set point al suo avversario: il rovescio vincente sul primo dei due set point, quindi, si rivela vano.

Il secondo set è una vera e propria altalena. Zverev cavalca l’onda e sfrutta un altro terribile game dell’avversario per portarsi sul 2-0 ed ipotecare una storica vittoria. La reazione di Nole, tra luci e ombre, arriva con un parziale di 8-0 che si concretizza nel settimo gioco. Quando Nole mette la testa avanti per la prima volta nell’incontro, Zverev accorcia ancora una volta le distanze e sia sul 5-4 che sul 6-5 ha la possibilità di rispondere per potare a casa la partita.

Djokovic, nel momento del bisogno, esce allo scoperto e si aggiudica facilmente il tie break, mettendo poi a segno il break decisivo ad inizio terza frazione e volando verso il 6-3 finale senza troppe difficoltà di fronte ad un avversario evidentemente stanco e demotivato. Prima della finale, comunque, il serbo dovrà sbarazzarsi del giocatore-rivelazione del torneo: Roberto Bautista-Agut. Lo spagnolo, approfittando di una prestazione di Jo-Wilfried Tsonga, vince 6-3 6-4 e si avvicina prepotentemente alla 14esima posizione mondiale.

E mentre Djokovic tentenna, Andy Murray vola. Il britannico spazza via senza troppe difficoltà un tenace David Goffin con un duplice 6-2 e si dimostra ancora una volta il giocatore più in forma del circus. Il punteggio è severo – perché il belga ha chance di break in entrambe le frazioni – ma la grande determinazione di Andy nei momenti chiave è devastante, così come è devastante il 28/31 che riesce a collezionare con la prima di servizio. In semifinale se la vedrà contro Gilles Simon, che dopo 2 ore e 40 minuti di battaglia piega la resistenza di Jack Sock. Il transalpino, dopo la vittoria su Stan Wawrinka, supera la prova del 9 e per la seconda volta in carriera si qualifica tra i primi quattro a Shanghai.


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