ATP SHANGHAI: UN PESSIMO DJOKOVIC CROLLA, MURRAY NON TRADISCE

Un irriconoscibile Novak Djokovic cede a Roberto Bautista Agut, quarto della generazione d'oro del tennis spagnolo a raggiungere una finale Masters 1000. In finale troverà Andy Murray, che in 4 partite ha perso appena 20 game
sabato, 15 Ottobre 2016

TENNIS – La controfigura di Novak Djokovic si presenta senza voglia e senza determinazione sul campo centrale di Shanghai e, proprio ad un passo dalla finale, cade inerme di fronte ad un agguerrito Roberto Bautista Agut. Il numero uno del mondo, al rientro dopo la sconfitta in finale a Flushing Meadows, tentenna e gioca una partita orribile (condita da 23 vincenti e da 29 errori non forzati) dimostrando tutte le difficoltà mentali degli ultimi mesi proprio nel momento in cui servivano conferme. Perché dalla sconfitta contro Sam Querrey a Wimbledon, passando per quella all’esordio contro Juan Martin Del Potro alle Olimpiadi, quelle che ad inizio anno sembravano essere aspirazioni di Grande Slam si sono rapidamente trasformate, per Nole, in piccole tragedie.  Con la vittoria più prestigiosa della sua carriera, Bautista Agut diventa il quarto della generazione d’oro del tennis spagnolo – dopo Rafa Nadal, David Ferrer e Fernando Verdasco – a raggiungere l’atto finale in un Masters 1000, ma anche il numero due di Spagna e il numero 13 del mondo.

Lo spagnolo gioca una partita ordinata, si prende i giusti rischi, ottiene tanti punti dalla prima di servizio e nel decimo gioco sfrutta l’unica possibilità che l’avversario gli concede. Djokovic, dalla sua, alterna colpi di pregevole fattura a veri e propri disastri, sciupando due occasioni per andare a servire per il set sul 4-4 e crollando, di netto, immediatamente dopo. Bautista, sulle ali dell’entusiasmo, non si disunisce e approfitta nella migliore delle maniere della situazione anche nel secondo set: Nole commette un sanguinoso doppio fallo nel quinto punto del sesto game, quando il tabellone luminoso dice 30-30, e regala di fatto il primo game del secondo set. La stentata reazione del numero uno del mondo si concretizza non senza qualche difficoltà, alla terza palla break.

Sotto 3-4, ma rinfrancato dal contro break, Nole non riesce comunque a reagire fino in fondo. Sulla seconda palla game per impattare sul 4-4 combina un pasticcio con la palla corta e apre le porte al nuovo break dello spagnolo, che si procura così la possibilità di andare a servire per la partita con merito. Tuttavia, nel momento della verità, qualcosa si inceppa. Il serbo raschia il fondo del barile e trova le armi per annullare tre match point, riuscendo alla quarta palla break e riequilibrare la situazione. Il decimo game, a contrario delle aspettative, non è quello a mettere in palla Djokovic. Anzi. Il numero uno del mondo si innervosisce, si incarta, si disunisce e dà la possibilità a Roberto Bautista Agut, al quarto match point, di chiudere la faccenda dopo 5 k.o. consecutivi.

Si ferma invece invece ad un passo dal sogno la favola di Gilles Simon, finalista nel 2014. Un imperturbabile Andy Murray vince – per la sedicesima volta in diciotto incontri contro il transalpino – e mette la firma sul successo numero 61 della sua stagione a Shanghai, dove ha vinto nel 2010 e nel 2011. Andy legittima la superiorità con un rapido 6-4 6-3, mantenendo il positivissimo trend della settimana: per arrivare in finale, infatti, ha lasciato per strada la miseria di 20 game.

Il britannico, dopo una partenza lenta, inanella una serie di 6 giochi a 2 e vola verso la conquista della prima frazione senza troppe difficoltà. Malgrado un passaggio a vuoto nel secondo set, Andy risolve la faccenda nell’ottavo game e si garantisce la possibilità di avvicinarsi sempre più prepotentemente a Djokovic e allo stesso tempo di portare a casa il titolo numero 62 della carriera.


Nessun Commento per “ATP SHANGHAI: UN PESSIMO DJOKOVIC CROLLA, MURRAY NON TRADISCE”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.