ATP SYDNEY, SEPPI SCIUPA TOMIC RINGRAZIA

Andreas fallisce l’occasione di regalarsi la finale di Sydney, mostrandosi meno solido dei turni precedenti e, nella prima frazione, scialacquando una marea di palle break e palle set. Tomic, aiutato anche dai giudici, ringrazia e sfiderà per il titolo K. Anderson, a sua volta vincente su J. Benneteau. Ad Auckland, nessuna sorpresa: sarà Ferrer-Kohlschreiber.
venerdì, 11 Gennaio 2013

Tennis. In nottata, gli occhi degli appassionati italiani erano tutti puntati sull’Atp 250 di Sydney (Hard, 436, 630 $). Di scena le semifinali, che, nella parte bassa del tabellone, vedevano come protagonisti il nostro n. 1 (testa di serie n. 3 del torneo), Andreas Seppi, e il giovane tennista di casa, Bernard Tomic. Ad accomunare i due semifinalisti, solo il fatto di essersi garantiti entrambi un posto fra i primi quattro della competizione, facendo proprio lo scalpo di una testa di serie. Quanto allo stile di vita e al carattere dei due giocatori, possiamo infatti affermare, senza possibilità di smentita, che i due avversari di giornata sono molto lontani fra loro. Amante di una vita goduriosa, esuberante e bizzoso, l’australiano; più misurato e introverso, l’altoatesino. Ma torniamo alle informazioni prodromiche all’incontro di giornata. Il nostro portacolori, dopo aver beneficiato di un bye al primo turno e aver disputato un esordio balbettante con la wild card John Milman, si è liberato agevolmente dell’iberico Marcel Granollers, n. 8 del seeding e giustiziere, negli ottavi di finale, di Fabio Fognini. Molto incoraggiante il tennis che ha consentito al bolzanino di garantirsi il lasciapassare al penultimo turno degli Apia International, soprattutto nelle fasi finali dell’incontro, dove si è visto un Seppi solido, molto propositivo e con una prima di servizio dalle percentuali invidiabili (90%). Tomic, dal canto suo, dopo essersi liberato più o meno agevolmente dell’ostacolo costituito da Marinko Matosevic, ha fatto fuori, nell’ordine, Florian Mayer, n. 5 del seeding, e Janko Nieminen, campione uscente del torneo. L’inizio di stagione del giovane atleta chiamato a rinverdire i fasti della celebre scuola australiana, sembrerebbe molto incoraggiante. A suffragare l’ottimismo che regna sul suo conto,  vi sono non solo la semifinale  raggiunta a Sydney, ma anche e soprattutto l’exploit con il quale, all’evento-esibizione tenutosi a Perth, ha sconfitto il n. 1 del ranking Atp, Novak Djokovic. Dunque – dopo che l’attuale n. 64 al mondo, nel 2012, si è fatto ricordare più per le sue intemperanze (fuori e dentro al campo) che per i risultati sportivi conseguiti sul rettangolo di gioco – sembrerebbe sia finalmente intenzionato ad invertire la rotta. Per gli amanti dei numeri,  l’ultimo face to face tra i due tennisti non era molto incoraggiante per i tifosi tricolore. L’incontro di cui si tratta è andato di scena, nel 2010, all’Atp di Halle, e ha visto infatti Seppi soccombere a Tomic in tre set, dopo aver sciupato anche un match point. A distanza di qualche anno, purtroppo, il registro non è cambiato. Come infatti pronosticato dai bookmakers, che davano favorito il giovane australiano, Tomic ha prevalso sul nostro n. 1 con lo score di 7-6(10) 6-4, in 1h e 25min. di partita.

Il Seppi osservato oggi è lontanissimo parente di quello mirato e rimirato nei turni precedenti: meno quadrato, meno propositivo, meno incisivo e, soprattutto, tremendamente sciupone. Non si contano infatti le palle break e quelle set che ha dilapidato nel corso della prima frazione di gioco, la quale, se solo fossero state finalizzate anche solo la metà delle occasioni avute a disposizione,  avrebbe condotto la partita su binari diversi. Dunque, se domani l’altoatesino non sarà a giocarsi la sua prima finale all’Apia International, di certo non è per i meriti del suo avversario, il quale non è mai apparso irresistibile. D’altronde, è risaputo che, una volta giunti alle tappe finali di una competizione, molto più che il gioco espresso, contano l’atteggiamento in campo e il killer instinct mostrato nel giocare i punti decisivi. Tutte caratteristiche che, oggi, in campo, hanno latitato. Ma passiamo a dettagliare l’incontro.

La prima frazione di gioco scorre liscia fino al 5-5, con Seppi che esibisce la ormai consueta sicurezza al servizio, conservando agevolmente tutti i suoi turni di battuta. All’11simo gioco, a nostro modesto avviso, si decide non solo il singolo game in esame, ma l’intero incontro. Il bolzanino, avanti 0-40 sul servizio del suo avversario, scialacquava la bellezza di 5 palle break, fallendo imperdonabilmente l’occasione di andare a servire per il primo set. Sarà questo il refrain dell’intero match. In proposito, è forse utile fare ricorso all’eloquenza di un dato statistico: quello delle palle break. A fine partita, Seppi vanterà infatti il poco onorevole record di 0 palle break salvate e, soprattutto, di 0 palle break (su 6) realizzate. Non si potrà dire altrimenti di Tomic, il quale, su questo stesso piano, farà invece en plein. Giunti al tie-break, il nativo di Caldaro si portava fino al 6-4 in suo favore, prima di dilapidare malamente altre due palle pesantissime, perché stavolta decisive ai fini dell’intero primo set. L’australiano ringraziava e si riportava in piena corsa per vincere il parziale d’apertura. Sull’8-7 per il bolzanino, altro episodio che metteva una seria ipoteca sulle possibilità di Seppi di far propria la semifinale. Il giudice di linea, poi smentito da quello di sedia, valutava out un dritto vincente del nostro portacolori, clamorosamente dentro di almeno 5 cm. Andreas era così costretto – suo malgrado –  a dover ripetere lo scambio, con il suo rivale che riusciva a sventare il successivo set point. A questo punto, era ormai già chiaro a tutti (fatalisti o non) come si sarebbe concluso quel maledetto tie-break. E le previsioni non saranno disattese: il n. 23 al mondo, dopo aver fallito l’ennesima palla set, cedeva il minibreak al servizio, perdendo la combattuta frazione per12 a 10.

Il secondo parziale si rivelava meno emozionante del primo, come è dimostrato dal fatto che, dopo il festival di palle break sciupate nel primo set, in questa frazione se ne presenterà soltanto una, e sarà a favore dell’idolo di casa, oggi meno filantropo del suo avversario e decisamente baciato dalla sorte. La svolta si registrava infatti sul 4-4, quando Tomic, avanti 15-40, grazie all’ausilio di un nastro beffardo, soffiava il servizio al nostro Andreas, facendo suo anche il successivo game alla battuta e, con esso, l’intero match. Il rivale di domani per il titolo sarà il sudafricano Kevin Anderson, il quale, al termine di un incontro molto combattuto, ha avuto la meglio sul francese Julien Benneteau, finalista dell’edizione scorsa.

Quanto alle semifinali dell’ Heineken Open (Auckland – Nuova Zelanda, Hard, 433,400 $), il responso del campo non ci consegna alcuna sorpresa. La testa di serie n. 1 del torneo, nonché campione uscente della competizione, David Ferrer, ha infatti asfaltato il transalpino Gael Monfils, apparso troppo nervoso per fare partita contro ‘Ferru’, a causa del riacutizzarsi degli ormai cronici problemi alle ginocchia (più volte è stato richiesto anche l’intervento del fisioterapista). Molto più lottata è stata, al contrario, l’altra semifinale, che vedeva opposto lo statunitense Sam Querrey al teutonico Philippe Kohlschreiber, testa di serie n. 2 del torneo. Il tedesco ha prevalso sul tennista americano con lo score di 6-4 7-6(2), mostrandosi molto più propositivo del suo rivale e tenendo sempre in mano il pallino del gioco. 

 

ATP SYDNEY- Semifinali

J. Benneteau d. K. Anderson  6-3 4-6 6-7(8)

(3) A. Seppi d. B. Tomic 6-7(10) 4-6

 

 

ATP AUCKLAND – Semifinali

 S. Querrey d. (2)P. Kohlschreiber 4-6 6-7(2)

(1) D. Ferrer d. G. Monfils  6-1 6-2

 

 


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