ATP TORONTO: FEDERER NON BASTA, TSONGA TORNA A RUGGIRE

Jo-Wilfried Tsonga trionfa nella Rogers Cup 2014 di scena a Toronto. Battuto Federer 7-5 7-6(3) e ritorno in Top10 per il francese.
lunedì, 11 Agosto 2014

Tennis. Si conclude nel miglior modo possibile la settimana perfetta di Jo Wilfried Tsonga, che sotto il cielo di Toronto ha battuto Roger Federer in due set conquistando la Rogers Cup 2014. Il classe ’85 nato a Le Mans ha messo le mani sul trofeo dopo aver battuto in serie Edouard Roger-Vasselin al primo turno, Jeremy Chardy al secondo turno, Novak Djokovic dopo una strepitosa prestazione che gli ha permesso di raggiungere i quarti di finale e, successivamente, nientemeno che il britannico Andy Murray e Grigor Dimitrov, prima di avere la meglio sul campione elvetico, già vittorioso in questo evento nel 2004 quando batté Andy Roddick, anch’egli in due set.

Il match ha vissuto sostanzialmente sulla maggiore esplosività del francese che, fin dal primo momento, si è dimostrato arrembante e determinato a controvertire un finale che il pubblico presente, tutto dalla parte del “Maestro” di Basilea, sembrava già avere scritto. Federer ha evidenziato una scarsa mobilità con i piedi e poca sicurezza da fondo campo, simbolo della quale sono stati i due diritti totalmente sbagliati che hanno regalato al suo avversario break e primo set sul punteggio di 5-6 . Le difficoltà al servizio, poi, hanno reso le cose ancora più difficili, nonostante le 6 palle break salvate su altrettante occasioni per il suo avversario: uno Tsonga che, da parte sua, ha servito alla grandissima conquistando il 93% di punti con la prima palla e non concedendo neanche una palla break all’elvetico in tutto l’arco del match. Il tie-break per decidere il secondo set è sembrata l’unica ancora di salvezza per Federer che, nonostante i 2 aces in apertura , ha ceduto un solo mini-break che però è stato impossibile recuperare ad un giocatore che dall’altra parte della rete pareva semplicemente imbattibile in questa occasione. Risultato finale: 7-5 7-6(3) in un’ora e quarantanove minuti.

Tsonga si prende titolo e Top10, dopo aver scacciato i fantasmi di una stagione totalmente da buttare e dopo aver messo in bacheca il secondo successo in un “mille” dopo Bercy 2008.  Federer vede sfumare la chance di raggiungere le 80 vittorie di tornei ATP e di 300 vittorie in Masters 1000.

Non resta che attendere il sacro, caotico cemento di Flushing Meadows Park per capire che direzione prenderà l’ultimo Slam della stagione, con un candidato che resta forte nonostante la sconfitta, ed un altro che da comprimario si affaccia al panorama dei più forti. All’inferno e ritorno, possiamo dire, Jo.

 


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