ATP: TRIONFANO MULLER E POUILLE

Pouille supers Lopez a Stoccarda e centra il terzo titolo in carriera. Sarà numero 14 del mondo. Muller piega Karlovic in due tiebreak a 's-Hertogenbosch nella finale più anziana dal 1977.
domenica, 18 Giugno 2017

TENNIS – Una domenica così racconta bene la transizione del tennis moderno. A Stoccarda, Lucas Pouille rimonta 46 76 64 Feliciano Lopez e migliorerà il best ranking al numero 14 del mondo. A ‘s-Hertogenbosch, Gilles Muller diventa il secondo campione più agée nella storia del torneo piegando in due tiebreak Ivo Karlovic nella finale ATP più “vecchia” dal 1977, dalla vittoria del 43enne Rosewall sul 31enne Gorman a Hong Kong.

Pouille  conquista così il suo terzo titolo in cinque finali, dopo aver salvato un match point contro Struff. Evidentemente, trovarsi a un punto dalla sconfitta gli porta bene: ne aveva salvati due all’esordio contro Jiri Vesely prima di festeggiare il primo torneo stagionale a Budapest. Lopez, che perde così la sua undicesima finale in carriera, la prima dalla sconfitta a Los Cabos dello scorso agosto contro Karlovic, è comunque sicuro di essere numero 32 del mondo la prossima settimana. Pouille chiude con 28 ace e il 71% di punti con la prima, nonostante un doppio fallo sul primo match point.

Lo spagnolo, che sull’erba ha il miglior rapporto fra vittorie e sconfitte rispetto alle altre superfici, firma il primo break. Il doppio fallo di Pouille, che invece sull’erba non aveva mai vinto prima del 10-8 al quinto a Tomic a Wimbledon l’anno scorso, gli consegna una seconda palla break che il francese annulla col servizio. I ricami dell’iberico, però fanno la differenza. Nonostante il 56% di prime in campo, nel primo set Lopez perde 6 punti al servizio e chiude 64.

Pouille però si fa via via più aggressivo al servizio, anche se continua a subire il gioco dell’avversario, più adatto certamente ai rimbalzi bassi e alle soluzioni veloci richieste dall’erba. Il francese cancella altre due palle break e, spinto da 11 ace, riesce ad allungare al tiebreak. A sorpresa, è suo il primo minibreak: decisivo l’attacco sul rovescio di Lopez che non controlla il pallonetto e non avrà occasioni in risposta. Una prima solida, al terzo set point, il primo al servizio, certificano il 7-5.

La partita cambia. Pouille stampa un gran dritto, poi approfitta dell’errore di Lopez sulla palla break per salire 3-2 e servizio. E’ il momento che decide l’incontro e di fatto gli regala la settima vittoria stagionale al set decisivo nel 2017, la quinta contro un mancino a fronte di quattro sconfitte.

A ‘s-Hertogenbosch, si conferma invece la tradizione. In tre confronti diretti nel circuito maggiore, tutti sull’erba, Karlovic e Muller hanno disputato solo tiebreak. Ne bastano due al lussemburghese, unico insieme proprio a Pouille ad aver giocato finali su tre superfici diverse nel 2017, a centrare il secondo titolo in carriera dopo il primo, storico, successo a Sydney a inizio stagione. Muller, che ha perso due volte il servizio in tutto il torneo, diventa così il primo mancino a conquistare il titolo in Olanda dopo Michael Llodra che sconfisse Guillermo Coria nel 2004, e il secondo vincitore più anziano dopo Nicolas Mahut che l’aveva battuto l’anno scorso.

Karlovic, che avrebbe potuto diventare il vincitore più agé del torneo in calendario dal 1990, concede qualcosa di più al servizio e viene costretto due volte ai vantaggi nel match, negli ultimi due game in cui chi risponde arriva a 40. Muller cede solo un punto con la prima nel primo set, saranno tre nel match e fa la differenza soprattutto da sinistra. Karlovic protegge il lato del rovescio, ma non gli basta per incidere e si rende, così, più vulnerabile nelle occasioni in cui Muller cambia direzione e piazza la prima al centro. Muller allunga 2-0, subisce il ritorno di Karlovic ma disegna una gran risposta col rovescio in chop per recuperare un minibreak di vantaggio, preludio al 7-5 e al nono tiebreak vinto in stagione.

Karlovic impiega un set e mezzo per raggiungere i 14 che lo portano a 12mila in carriera (Davis esclusa). Ma non gli bastano per raggiungere il nono titolo, alla diciottesima finale in carriera,la prima dalla vittoria a Los Cabos dello scorso agosto su Feliciano Lopez. Il secondo tiebreak del match, segnato dalla miglior risposta di Muller, è il settimo che il croato perde sui 13 giocati. Muller, che ne ha vinti 10 su 15, può liberare tutta la sua gioia per un titolo, e una stagione, davvero speciali.


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