AUGURI CAMILA GIORGI, MINA VAGANTE DEL WTA

Nel penultimo giorno dell'anno 1991, nasceva Camila Giorgi, la giovane campionessa italo-argentina che negli ultimi anni ha scalato le classifiche WTA fino ad arrivare alla posizione n. 34. Nel 2015 la consacrazione definitiva?
martedì, 30 Dicembre 2014

Tennis. La vita e la carriera di Camila Giorgi, alla soglia del ventitreesimo compleanno, sono già un romanzo, anche se non si può certo dire di lei che sia una campionessa affermata. Nata a Macerata da genitori argentini, si è messa in mostra relativamente tardi nel circuito WTA, e, pur non avendo ancora ottenuto risultati prestigiosi, è una delle giovani più in vista per vari motivi: gli addetti ai lavori concordano sul fatto che il suo tennis è dotato di rara potenza ed esplosività, la mobilità e la preparazione fisica sono eccellenti e la mentalità è quella di una top assoluta. Mancano, come detto, i risultati, che però, stanno crescendo fra alti e bassi anche se i suoi difetti principali, al momento, sono la mancanza di senso tattico e di variazioni da alternare ad un gioco eccessivamente rischioso e, quindi, non sempre redditizio.

Il romanzo della vita di Camila inizia quando, a soli cinque anni, scopre il tennis e ne rimane stregata. Da quel momento, sottoposta a duri allenamenti ispirati sia al pugilato che alla ginnastica artistica, non smetterà più di inseguire il sogno di diventare una campionessa, sostenuta da un padre, Sergio, altrettanto ostinato nel ruolo di coach. Ma la figura paterna è alquanto controversa e, se da un lato non gli si può contestare il fatto di essere il primo tifoso della figlia nelle cui qualità crede ciecamente, da un altro il suo carattere emotivo, a volte, sembra essere controproducente e non adatto ad uno sport mentale come il tennis (non di rado lo si vede a bordo campo in preda a crisi di sconforto o ad impennate di esultanza esagerata). Inoltre, a partire dal 1999, le sue scelte hanno portato la piccola Camila e la famiglia (madre, due fratelli e una sorella) a peregrinare per l’Italia e per il mondo in modo frenetico, passando con trasferimenti repentini da Macerata a Pesaro, a Como, a Milano, alla Francia (presso Mouratoglu), alla Spagna, agli Stati Uniti, per un’esperienza col guru Bollettieri. Tutto questo non può non aver influito sull’equilibrio di una ragazza che, certamente avrebbe avuto bisogno di maggiore tranquillità per crescere.

A tutte queste difficoltà, insite nella carriera di ogni sportivo professionista, non poteva non aggiungersi un lungo e tormentato infortunio alla spalla, curato male negli Stati Uniti, e che almeno ha avuto il merito di riavvicinare Camila all’Italia, visto che da quando si è sottoposta alle cure del nostro celeberrimo dottor Parra, sembra aver trovato di nuovo l’efficienza della spalla così importante per il servizio, che l’azzurra scaglia a velocità elevatissime e che costituisce un’arma essenziale del suo gioco. E, per concludere il quadro, non si può non segnalare che nella famiglia Giorgi c’è stata una vera tragedia: la morte di Antonella, la sorella di Camila, avvenuta a Parigi nel 2011, a causa di un incidente stradale. Inutile commentarne le conseguenze….

Tutto questo serve a delineare il quadro di una giovane donna, prima che di una tennista: molto determinata e carismatica ma altrettanto chiusa e sospettosa verso il mondo, un carattere non facile che non la aiuta nei rapporti interpersonali. A volte in campo sembra perdere completamente la bussola e trovarsi lì per caso, estranea alla partita e alle sue interpretazioni; altre volte invece, assistita dalla giusta ispirazione e dal suo enorme talento, ci lascia stupiti per il coraggio e la consapevolezza con cui esplode colpi assolutamente impensabili per la maggior parte delle sue colleghe. E se lei li prova con successo vuol dire che ce li ha nella testa e crede immensamente in se stessa.

Le sue imprese, per il momento, sono più che altro degli exploit, delle vittorie che le hanno procurato degli scalpi importanti come quelli di Maria Sharapova ad Indian Wells, Caroline Wozniacki agli US Open e Viktoria Azarenka ad Eastbourne (solo per citare i più importanti). Ma quest’anno sono arrivate anche le prime due finali del circuito WTA, a Katowice, in Polonia ad aprile, e a Linz, in Austria ad ottobre, sempre su superfici veloci, dove il gioco di Camila si esalta al massimo. Entrambe sfortunate, curiosamente accomunate dal fatto di esser state perse al fotofinish con match point non trasformati dalla giocatrice italiana, devono essere comunque viste come un trampolino di lancio per un futuro in cui i successi non dovrebbero mancare.

Anche in chiave azzurra la crescita di Camila e la sua integrazione nel team della nazionale come ricambio generazionale di qualità al posto di una delle quattro straordinarie campionesse che hanno fatto la storia, è estremamente importante. E infatti Corrado Barazzutti, saggiamente, l’ha fatta esordire in Fed Cup: anche qui Camila non ha tradito le attese ripagando gli appassionati italiani con una vittoria sonante per 61 62 già all’esordio assoluto contro la promettente americana Madison Keys. Insomma, nell’augurare alla bella Camila un buon compleanno nella notte di San Silvestro le auguriamo di percorrere fino in fondo il difficile cammino verso il suo sogno: quello di essere una star del tennis internazionale. Non tutte sono capaci di crederci fino in fondo ma lei ci crede e questo può fare la differenza.

 

 

 

 

 


3 Commenti per “AUGURI CAMILA GIORGI, MINA VAGANTE DEL WTA”


  1. vittorio ha detto:

    ci vorrò molto per vedere il mio commento?
    grazie

  2. vittorio ha detto:

    insisto nel bisogno assoluto di almeno un anno sabbatico…con qualunque coach ma non col padre…così…tanto per provare!

  3. achille ha detto:

    mi piace tanto, è molto carina, la
    più bella del ranking, Malgrado il suo fisico aggraziato spara delle bordate fantastiche. Quando diventerà meno fallosa, potrà arrivare fra le prime. Glielo auguro di cuore.


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