AUGURI A DEL POTRO, GIGANTE POTENTE MA FRAGILE

L’argentino di Tandil sta lavorando per il suo ennesimo rientro dopo tre operazioni al polso sinistro e dopo la separazione dallo storico coach. “Il cammino è duro e lungo, mancano alcuni mesi prima del mio ritorno. Ma non ho nessun dubbio. Per me è iniziata una nuova carriera”.
mercoledì, 23 Settembre 2015

Tennis – Ventisette anni, molti dei quali passati con la racchetta in mano e galoppare su un campo da tennis, alcuni, gli ultimi, a passare da una clinica all’altra, da un intervento all’altro, da una seduta di riabilitazione all’altra. Juan Martin Del Potro può dirsi fortunato a poter pensare di tornare in campo a tirare i suoi diritti potentissimi e i suoi traccianti di rovescio. Ma il prezzo che ha sinora pagato alla fortuna è veramente alto e in grado di abbattere le ambizioni di qualsiasi mente che abbia la pretesa di definirsi forte.

E invece le tre operazioni al polso sinistro (più una al destro), ultima delle quali subita sul finire del mese di giugno, non sono riuscite a scalfire le certezze del gigante di Tandil. O forse ci sono riuscite, ma soltanto per pochissimo tempo. Era il 21 giugno quando l’ex numero 4 del mondo dedicava ai propri tifosi un post sul suo profilo Facebook: “Voglio essere felice, in salute, con o senza racchetta. Spero di potervi ringraziare al più presto su un campo da tennis o in qualsiasi altro posto mi renda felice”. Frasi che avevano fatto temere il profilarsi di un imminente ritiro dell’argentino, ma che è più facile interpretare come un semplice sfogo di tutta la frustrazione accumulata in un lungo periodo di quasi totale inattività.

Anche perché, dopo appena una settimana, lo stesso gigante di Tandil si ripresentava su Twitter annunciando di aver tolto i punti al malandato polso sinistro e di essere in attesa di novità sul percorso di recupero che lo aspettava. Da quel momento sembra che qualcosa sia cambiato. Juan Martin ha rinunciato al suo storico coach e al suo preparatore atletico, Franco Davin e Martiniano Orazi, ringraziandoli sempre a mezzo social per la disponibilità e per tutto quanto fatto per lui in tanti anni di carriera e di circus.

Poi, a fine luglio, ogni dubbio dei tifosi di “Delpo” e di tutti gli appassionati di tennis è stato sciolto: “I momenti più duri della mia carriera, quelli in cui non sapevo cosa avrei fatto domani, sono andati. Ora so cosa voglio fare e ho grandi aspettative per ciò che inizia la prossima settimana”.

Perché nella settimana in questione Juan Martin è tornato finalmente ad allenarsi e a calcare il campo da tennis, a sentire la racchetta in mano e la pallina sulle corde: ”Oggi sono impegnato più che mai a cercare di tornare a giocare a tennis. Non ho più nessun dubbio sul mio futuro. Ora per me inizia una nuova carriera”.

Una nuova carriera fatta di duri allenamenti, di continui controlli al polso sinistro. Una nuova carriera che, come confermato recentemente dall’argentino, dovrà aspettare ancora qualche mese per ricominciare definitivamente: “È un nuovo inizio e mancano ancora alcuni mesi prima del mio ritorno. È un lungo processo, un passo alla volta, ma non vedo l’ora di tornare”.

Un pensiero, Delpo, lo ha fatto anche agli Us Open, scrivendo su Facebook che il prossimo anno ci sarà anche lui. Già, gli Us Open, quel torneo che gli regalò la gloria mondiale, che lo portò sul trono del tennis e che lo fece diventare, nel 2009, il vero antagonista dei Fab Four. Si dice che la cosa più importante per uno sportivo sia avere sempre un obiettivo chiaro. Dopo un infortunio, dopo un problema in famiglia, dopo un momento difficile, avere uno scopo, un trofeo da vincere, una reputazione da difendere diventa motore di ogni azione, diventa carburante per i muscoli e ossigeno per la mente. Bene, Juan Martin Del Potro, ormai sprofondato al numero 566 Atp, un obiettivo lo ha di sicuro. Ed è quello di tornare forte, di tornare competitivo e di incamminarsi ancora una volta sulla strada da lui stesso inaugurata in quel settembre 2009. Una strada poi trovata anche da Stan Wawrinka e Marin Cilic. Una strada che porta al successo nei major in barba ai Fab Four. Perché anche se non sei un marziano della racchetta può vincere uno Slam. E il merito di questa consapevolezza, oggi diffusasi anche grazie alle imprese di Cilic e Wawrinka, è tutto di colui che per primo è riuscito a interrompere il dominio di Federer, Djokovic, Nadal e Murray. Proprio lui, sì, Juan Martin Del Potro da Tandil, Argentina. Lo ha dimostrato, può ancora confermarlo. Buon compleanno gigante buono.

Foto: Il diritto devastante di Juan Martin Del Potro (www.zimbio.com)


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