AUGURI A DIEGO NARGISO, DOPPISTA DI PROFESSIONE

Tennis. Compie 44 anni di età il vincitore di Wimbledon Juniores che nel doppio è stato per anni un punto fermo nella nazionale italiana capitanata da Adriano Panatta.
venerdì, 14 Marzo 2014

Tennis. Nato a Napoli il 15 marzo del 1970, Diego Nargiso è stato un elemento importante di quell’Italia che tra il 1996 e il 1998 ha centrato due semifinali e una finale in Coppa Davis. Insieme a Omar Camporese, Diego Furlan e Andrea Gaudenzi, il napoletano era lo specialista del doppio che andava a completare una più discreta formazione di singolaristi capace di dare ai tifosi italiani qualche soddisfazione negli anni ’90.  Mancino e con un’ottima padronanza nei pressi della rete, Nargiso ha concentrato la sua carriera proprio sulla disciplina di coppia, ottenendo come best ranking in singolare la 69.ma posizione. In singolo non è riuscito a mettere in bacheca nessun trofeo, fermandosi in finale al Bordeaux Open( sconfitto da Sergi Brugera) e ai Campionati Internazionali di Palermo contro Olivier Rochus. Di titoli in doppio ne sono arrivati cinque, per giunta con altrettanti diversi compagni. Questo a dimostrazione che, ovunque lo mettevi, Diego riusciva sempre a fare il suo grazie a un buon servizio mancino a uscire e alle sicure volèe di chiusura.

Peccato però che il suo talento non abbia rispettato le attese. Diego sembrava un predestinato dopo aver vinto Wimbledon Juniores, e al contrario di altri suoi colleghi che hanno vinto quel torneo, nel circuito maggiore non ha ottenuto risultati eclatanti, svolgendo comunque un’onesta carriera. Negli Slam non è andato oltre il secondo turno agli Australian Open e al Roland Garros, e si è fermato al terzo turno a Wimbledon e agli Us Open.

Come già detto in precedenza, i ricordi più belli di Diego sono attribuibili alla Coppa Davis. Nell’edizione del 1996 la sua vittoria in coppia con Gaudenzi contro il duo Kafelnikov-Olhovskiy è stata determinante per eliminare la Russia negli ottavi di finale. Come quella sui fratelli sud africani Wayne ed Ellis Ferreira per superare il turno di successivo. In semifinale c’è stato il grande rammarico di non aver chiuso la pratica con la Francia che, sotto 2-0, con il duo Forget-Raoux è riuscita a sconfiggere la coppia italiana e ha poi completato la rimonta sul 3-2 eliminando la nostra compagine.

Nella Davis del 1997 Nargiso cambia partner. Il capitano Adriano Panatta lo accoppia con Stefano Pescosolido contro il Messico e con Omar Camporese contro la Spagna. In entrambi i casi arriva la vittoria e la qualificazione. Sfortunatamente l’Italia si fermerà in semifinale anche quest’anno, sbattendo in trasferta contro la forte Svezia di Jonas Bjorkman – che nel doppio fa coppia con Niklas Kulti – e Thomas Enquist.

Nel 1998 arriva la grande cavalcata dell’Italia fino alla finale. Nargiso fa coppia fissa con Gaudenzi e i due sconfiggono in successione il duo indiano Bhupathi-Prahlad, la coppia dello Zimbawe composta dai fratelli Byron e Wayne Black e l’accoppiata americana formata da Todd Martin e Justin Gimelstob. Si giunge così alla finale di Milano contro la Svezia, nella quale gli azzurri possono vendicare la sconfitta nella semifinale dell’anno passato. Però qui ci si mette la sfortuna: Andrea Gaudenzi si ritira sul più bello per un infortunio alla spalla contro Magnus Norman. L’Italia perde così il suo singolarista di punta e Nargiso il suo compagno di doppio prediletto. Panatta accoppia quindi il napoletano con Davide Sanguinetti, ma non è la stessa cosa: il duo viene sconfitto in tre set dalla fortissima coppa Bjorman-Kulti e la Svezia solleva l’insalatiera.

E chissà se a 44 anni di età Diego Nargiso pensa ancora a quella finale con rimpianto, se maledice la sorte avversa o se invece ricorda  con felicità tutte le volèe giovate con la maglia azzurra. Auguri!


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