AUGURI A JAMES BLAKE, TENNISTA ESEMPLARE

L'ex tennista americano compie oggi 35 anni. Ad oltre un anno dal ritiro ricordiamo alcune momenti chiave della carriera dell'ex numero 4 del mondo.
domenica, 28 Dicembre 2014

Tennis – Ho bei ricordi di James Blake, il tennista statunitense fa parte della cerchia di tennisti che mi hanno fatto innamorare di questo sport  insieme a Roger Federer, Marat Safin, David Ferrer e Tommy Haas. Non dimenticherò mai lo US Open del 2005 dove fu protagonista di due grandi gare contro Rafa Nadal (vinta) e contro Andre Agassi (persa solo al 5° set dopo un ottimo piazzamento nei quarti di finale).

Più di tutti, però, ricordo il suo ultimo match, lo vidi con tristezza e partecipata sofferenza (purtroppo), quasi come fossi in campo con lui. Sembrava andare tutto per il meglio: il parziale di 2-0 era rassicurante e il pensiero che lo US Open 2013 sarebbe stato il suo ultimo torneo, mi feriva: era come abbandonare una vecchia racchetta con la quale ero cresciuto ed avevo imparato tanto sul tennis. Non può perdere ora (pensai), ed invece, all’improvviso, il crollo ed il finale più triste: sconfitta in rimonta contro il gigante Ivo Karlovic. 6-2 al tiebreak del quinto set, quella battuta devastante che non avrebbe lasciato scampo neanche al miglior Djokovic, la palla in bilico fra riga e corridoio e quelle misure impercettibili ad occhio nudo, quella camminata lenta verso il segno impresso dalla palla e il dubbio che immediatamente si è insinuato nella mente dei tanti appassionati di tennis e dello stesso Blake, la chiamata ufficiale del Hawk eye e la smorfia fatta da James che non lasciava presagire nulla di buono, la palla era dentro. iv subita da chi, di dolore già ne aveva provato abbastanza, cadendo e rialzandosi, sopportando e andando avanti. È la storia di James Blake riassunta in un match, in un singolo set, in un singolo colpo.

Corretto, leale, uomo e tennista vero, uno di quelli capaci di applaudire dopo i colpi vincenti degli avversari, uno capace di sorridere anche dopo tanta sfortuna nella vita ed una paralisi parziale dei muscoli facciali. Quattordici anni di tennis, dagli esordi contro mostri sacri come Pat Rafter, alle Olimpiadi del 2008 contro Roger Federer in un epico match. Al termine dell’ultimo incontro della sua carriera ha detto “Non credo dormirò molto stanotte, ma voglio ringraziare tutti quelli che sono rimasti fino a tardi per sostenermi. Porterò con me ogni ricordo di questi fantastici 14 anni”.

Sul cemento di Flishing Meadows, Blake ha collezionato tanti ricordi, scontato che sarebbe stato “l’ultimo torneo”, lui, da americano vero, quante volte avrà sognato di partecipare e magari vincere a New York, ma l’impegno si è dimostrato proibitivo data la presenza dei vari Agassi e Federer.

Nel 2001 l’esordio in Coppa Davis contro l’India, di Blake ricordo la pacatezza e la classe che lo contraddistingueva in campo, ricordo con amarezza la notizia della scomparsa del padre a causa di un cancro allo stomaco e la conseguente paralisi facciale causata da un rarissimo virus, lo zoster, provocata probabilmente dall’enorme stress in seguito alla lunga agonia del padre. Come se non bastasse lo zoster provocò anche un disturbo della vista e dell’udito dell’afroamericano che da piccolo aveva imparato a sopportare un tutore delle spalle per scongiurare la degenerazione di una brutta forma di scoliosi. Poteva finire in dramma l’incidente capitatogli al Circolo Pariolo di Roma dove scivolò andando a sbattere violentemente contro il paletto di ferro che reggeva la rete. L’immediata perdita di conoscenza, gli accertamenti in ospedale, attimi interminabili

Ha chiuso la sua carriera con un record di vittorie/sconfitte di 366-256 vincendo 10 tornei Atp fra i quali Cincinnati, Stoccolma (2), il Medibank di Sydney (2) e quello di New Haven (2). Il best ranking come quarto nella classifica Atp è giunto nel novembre 2006. Esempio di tanta sfortuna e tanto cuore dentro e fuori dal campo, Blake ha sempre trovato la forza di sopportare tutto ed andare avanti grazie alla sua enorme forza di volontà, alla voglia di seguire il suo idolo, Arthur Ashe, e all’immenso amore verso questo sport. A più di un anno dal suo ritiro resta ancora un esempio per tanti tennisti.

Oggi compie 35 anni, tanti auguri, James.


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