AUGURI AL BOMBARDERO DE LA REINA

Trentacinque anni per Fernando Gonzalez da Santiago del Cile. Tennista giunto ad alti livelli a 26 anni, ma capace in ogni caso di vincere undici titoli Atp e tre medaglie olimpiche, due in singolare e una in doppio, tra il 2004 e il 2008.
mercoledì, 29 Luglio 2015

Tennis – Uno dei migliori atleti cileni della storia. Condòr de oro, premio assegnato dai giornalisti cileni al miglior sportivo della stagione, nel 2004, 2007 e 2008. Sudamericano atipico nello stile, molto più standard nella voglia di lottare. Dritto devastante, a questo si deve il soprannome “Mano de Piedra”, quello con il quale è probabilmente meglio conosciuto. Rovescio a una mano, non potente e preciso come l’altro colpo, ma pericolosissimo nelle giornate di maggiore ispirazione. Servizio anch’esso molto potente e capacità di venire a prendere il punto a rete. Sono queste, in sintesi, le caratteristiche di Fernando Gonzalez, nato a Santiago del Cile il 29 luglio 1980.

Un tennista che ha saputo aspettare il proprio momento, la maturità, per prendersi le soddisfazioni più importanti della carriera. Ma il rapporto col tennis è il padre a costruirlo. Perché è grande appassionato e perché mette su casa a Miami pur di far giocare il figlio. La famiglia inizia a fare la spola tra il Cile e la Florida e il piccolo Fernando dimostra di avere grandi potenzialità e di voler proseguire nella strada del tennis professionistico: “Mi interessava solo giocare a tennis allora, per me era naturale: ero bravo e quello era il posto in cui dovevo stare. Non mi rendevo conto del sacrificio che la mia famiglia aveva fatto per me, senza sapere se avrebbe portato dei frutti. È strano, ma credo di non averli mai ringraziati a quel tempo” confesserà con un po’ di rammarico al termine della carriera.

Diventato professionista, di lui si sente parlare nel torneo di tennis alle Olimpiadi di Atene 2004, quando regala al proprio paese ben due medaglie. Il bronzo conquistato nel singolare e l’oro nel doppio, in coppia con Nicolas Massu.

In verità i primi tornei Gonzalez li ha già vinti. Nel 2000 trionfa sulla terra verde di Orlando, proprio contro Massu. Nel 2002 ottiene la prima di quattro vittorie in carriera a Viña del Mar e vince anche il torneo di Palermo. Nel 2004, prima dei trionfi a cinque cerchi, vince ancora il torneo di casa battendo in finale Gustavo Kuerten. Nel 2005, da bronzo olimpico, inizia la stagione vincendo ad Auckland contro Olivier Rochus. Perde poi a Vinã del Mar contro Gaston Gaudio, mentre in luglio batte Augustin Calleri ad Amerfoort e in ottobre Marcos Baghdatis a Basilea.

Il 2006 è probabilmente l’anno della svolta. Mano de Piedra Gonzalez chiama al suo angolo il grande Larry Stefanki. È un momento decisivo per la carriera del cileno, che a 26 anni decide di affidarsi al coach americano per fare il vero salto di qualità e si mette a sua completa disposizione. Accetta di buon grado di modificare il proprio gioco, la preparazione atletica e di studiare anche l’aspetto tattico del proprio tennis. Il suo diritto diventa incontenibile e il suo rovescio, inizialmente colpo difensivo di solo appoggio, inizia a portargli in cascina un buon numero di punti. La stagione non porta vittorie nella bacheca di Gonzalez, ma arrivano le finali a Vienna, Madrid e Basilea, queste ultime perse entrambe contro King Roger Federer, non uno qualsiasi.

El Bombardero de la Reina ha la pazienza giusta e la fiducia nei dettami di Larry Stefanki dà i primi risultati a inizio 2007. La stagione si apre con l’approdo in finale agli Australian Open, dove dopo aver eliminato in sequenza Evgenij Korolev, Juan Martin Del Potro, Lleyton Hewitt, James Blake, Rafael Nadal e Tommy Haas, le sue speranze si infrangono contro lo strapotere dell’allora numero 1 del mondo Roger Federer, che lo batte in tre set. Il cileno diventa però numero 5 del ranking Atp, realizzando il suo best ranking in carriera. Approda in finale anche al Foro Italico, ma questa volta è Rafael Nadal a negargli la gioia più grande. Si consola a fine stagione con la vittoria nel torneo di Pechino.

A inizio 2008 non riesce a ripetere le prestazioni offerte agli Australian Open nell’edizione precedente, ma vince ancora una volta a Viña del Mar e si impone anche a Monaco di Baviera. L’acuto arriva a settembre, quando batte James Blake nella semifinale del torneo olimpico di Pechino e si presenta in finale al cospetto di Rafael Nadal. Peccato che lo spagnolo sia in uno dei momenti migliori della carriera e che lo batta in tre set (la finale del torneo si giocava 3 su 5). Si tratta dell’ultima grande prestazione del cileno in un torneo che conta. E si tratta anche della terza medaglia olimpica vinta in carriera, un risultato che nessun tennista ha ancora eguagliato.

A inizio 2009 il sodalizio con Larry Stefanki viene meno. Parole al miele accompagnano la separazione tra i due: “Nella mia carriera i miei migliori ricordi sono con Larry. È stato il miglior coach che io abbia mai avuto. Mi ha insegnato tanto sul tennis. Con lui ho imparato a vincere anche quando non giocavo il mio miglior tennis. Larry è un grande allenatore, specialmente quando stai cercando di arrivare al top”.

E al top Fernando Gonzalez non riesce a starci per molto tempo e nel 2010, dopo la semifinale conquistata al Roland Garros nel 2009, inizia ad accusare problemi fisici, si opera all’anca e torna sui campi ad aprile 2011. Nel 2012, al termine del Master 1000 di Miami e dopo una serie deludente di risultati, ufficializza il proprio ritiro dal circus. Durante questa stagione ha fatto una breve apparizione a Wimbledon, iscrivendosi in coppia con Albert Costa al torneo senior. Buon compleanno Bombardero!

Foto: Il temibile diritto di Fernando Gonzalez (www.zimbio.com)


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