AUGURI ANDREAS, 30 ANNI PER IL SOLDATINO AZZURRO

TENNIS - Festeggia gli anni uno degli esponenti del tennis italiano che assieme a Fognini ha segnato l'epoca recente. Pro dal 2002, una vita professionale in compagnia dello storico coach Sartori. Per lungo tempo è stato il numero uno azzurro, in attesa di altre soddisfazioni dalla Davis
venerdì, 21 Febbraio 2014

Tennis. Compie oggi gli anni uno degli  atleti che più ha dato alla causa del tennis italiano in questi ultimi anni, sia a livello di esempio che a livello di risultati. Andreas Seppi infatti entra ufficialmente nei 30. E se qualche anno fa questo traguardo coincideva con l’entrata in vigore della fase del tramonto della  carriera di un tennista, al giorno d’oggi non si può affermare più lo stesso. Esempi lampanti di colleghi molto  più in la con l’età di lui – basti pensare ad Haas, Ferrer o lo stesso Federer – fungono da prova vivente che oramai la classe e l’agonismo in questo sport non hanno davvero età. C’è poi da considerare che il talento altoatesino è sbocciato tardi e si è fatto conoscere in qualità di vincitore di un torneo Atp solo tre  anni fa nel 2011 per la prima volta.

Andreas  Seppi, nato a Bolzano ma residente da sempre a Caldaro sulla Strada del Vino, è stato un tennista regolare, umile con la testa sulle spalle ed i piedi ben piantati sulla  riga di fondo campo. Mai salito alla ribalta per notizie non attinenti strettamente al tennis, la  sua passione da una vita. All’età di 11 anni si affida alla cure del coach Massimo Sartori che avrà il compito di portarlo nel tennis che conta, tutto ciò avviene nell’estate del 1995. Pare che il rapporto abbia funzionato tra i due tant’è che Sartori tutt’ora, a quasi 19 anni di distanza, siede ancora lì nel  suo angolo, testimone dell’ascesa e dei successi del suo pupillo. Tra i due un rapporto di reciproca  stima  e rispetto che ha sfidato  gli  anni, le difficoltà ed i cambiamenti. “Seppio”, soprannominato così  dal suo coach, non si distingue molto a livello  juniores. Per lui un solo Slam giocato, il Roland Garros del 2002, dove centra la  semifinale, mentre a vincere quell’anno fu il giovane Richard Gasquet.

Professionista dal  2002, timbra per la prima volta il cartellino nel main draw di un torneo ufficiale nel luglio 2003 a Kitzbuhel a 19 anni, ancora sul rosso. Perde al primo  turno da un francese, Olivier Mutis numero 74 del mondo che si impone in due set. Ma tant’è  il battesimo è fatto. Un idolo su tutti: il cecchino russo Evgenij Kafel’nikov, diventato nel 1999 il primo russo a raggiungere la vetta del  ranking Atp dotato di un gioco potente e di grande freddezza mentale. Proprio l’anno in cui il russo si ritira dal professionismo, il 2004, è allo stesso tempo molto importante per il bolzanino. Sul tappeto verde di Halle infatti giunge la prima vittoria in un tabellone Atp: a farne le spese un altro russo celebre, Nikolay Davydenko che cede in tre set al giovane azzurro. E sempre nello stesso anno qualche mese dopo ricorre anche il suo debutto in un torneo dello Slam, Flushing Meadows dove Andreas si fa subito conoscere per il suo vizio da quinto set – che si porterà fino ai giorni nostri – battendo al primo turno l’allora numero 12 del mondo Rainer Schuettler in rimonta  per poi cedere nel turno successivo a Michael Llodra. Subito dopo raggiunge per la prima volta i quarti nel defunto torneo di Palermo e fa il suo esordio come  componente del team di Coppa Davis aiutandola a risalire in serie B, da allora sarà presenza fissa nel team azzurro, eccetto una pausa di due anni tra il  2010 ed il  2011, anno in cui i nostri si riappropriano del World Group.

Al 2007 risale la prima finale in carriera nel torneo di Gstaad dove vince un paio di match al tie break decisivo, ma all’atto finale subisce una cocente rimonta per mano di Paul-Henri Mathieu dopo aver servito per il match sul 5-3 del secondo set. Il primo successo si fa un po’ attendere, ma non manca e nel 2011 finalmente il bolzanino alza le braccia al cielo. Nel torneo di preparazione di Eastbourne su erba, dove fa anche finale di doppio in coppia con Grigor Dimitrov,  mette tutti in fila ed in finale si impone su Janko Tipsarevic in tre set, dopo aver giocato la semifinale la mattina stessa. Di gran lunga l’anno migliore è il 2012.  Sono ben 4 le finali giocate in quell’anno di cui due vinte nei tornei 250 di Mosca e Belgrado. Il best ranking (# 18) lo toccherà però nel 2013 dopo aver centrato gli ottavi all’Australian Open (l’anno prima era diventato numero uno italiano approdando ai quarti del Masters 1000 di Roma). Nello  stesso  anno la  grande soddisfazione di portare il  proprio team  di Davis ai quarti di finale del  World Group  per la prima volta dal 1998, decisiva la vittoria sulla Croazia in cui Seppi porta a casa il primo punto battendo Ivan Dodig.

In totale si contano dunque 12 finali in tornei ufficiali distribuite equamente tra singolare e doppio, sebbene in quest’ultima disciplina  non sia mai giunto l’acuto.  Sempre presente nella Top 100,  con l’eccezione di sei settimane, che ha raggiunto per la prima volta nel 2005, sta accusando solo ora un piccolo calo che lo ha visto scendere alla posizione numero 32. Nella sua lunga carriera vanta anche una discreta tradizione con i tennisti top 10 tra cui una vittoria a Rotterdam nel  2008 su Rafael Nadal allora ancora numero 2 del mondo.

Sebbene non sia iniziato nel modo migliore questo 2014, ieri sera è arrivata la seconda eliminazione all’esordio dal torneo di Marsiglia per mano di Llodra, confidiamo che l’annata dell’azzurro possa essere comunque densa di soddisfazioni: all’orizzonte c’è un quarto di finale di Davis importantissimo a Napoli contro i britannici ed avremo bisogno del miglior Seppi, nel frattempo buon compleanno!


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