AUGURI BENOIT PAIRE, TALENTO MAI ESPLOSO

Il numero 72 del ranking compie oggi 26 anni. Nessun titolo nella carriera da singolarista, fra match point sprecati e talento incompreso e mai mostrato del tutto.

Tennis – Deve tanto a papà Philippe, Benoit Paire, chissà quale sarebbe stata la sua strada se le orme del padre (che si recava a lavoro) non lo avessero condotto nel mini-tennis vicino casa, ad Avignone.  La curiosità per il posto dove lavorava il  babbo, poi una propensione naturale:  si avvicinò al tennis a 6 anni il piccolo grande Benoit, per essere ora 196 centimetri, praticamente non si deve essere stati mai più piccoli dei bambini della stessa età. Una famiglia intera che ruota intorno a racchetta e pallina gialla se si considera cha anche il fratello Thomas è un allenatore di tennis.

Negli occhi la voglia di  diventare un giocatore professionista e come idolo Marat Safin: ecco chi era da piccolo Benoit Paire. Il tennista francese compie oggi 26 anni e non ha mai nascosto la sua grande passione per lo sport “Se non fossi diventato un giocatore di tennis mi sarebbe piaciuto giocare a calcio” disse tempo fa. il mio hobby preferito è quello di guardare il calcio ed è un grande sostenitore del Olympique de Marsiglia”.

Lo stereotipo del tennista francese: talentuoso, svogliato, bravo e dannato, con quel rovescio di gran lunga più determinante del dritto e quel caratteraccio che gli ha procurato pochi match vinti sul campo e molti matchpoint non realizzati, troppi per le potenzialità di cui è dotato. Il Tige (il gambo), come lo chiamano per la sua altezza e per la sua snellezza (196cm per 80kg), se si mettesse a fare sul serio raggiungerebbe la top 30 come fece nel 2013 piazzandosi al 24esimo posto del ranking Atp, ma sembra non curarsene più di tanto.  Per il nativo di Avignone 79 vittorie e 94 sconfitte nel torneo maggiore, quest’anno il bilancio dice 5 vittorie in 10 match, l’ultimo match ad Istanbul contro Denis Istomin è stato deludente perdendo 6-3, 6-4.

Basterebbe davvero poco per mostrare a tutto il mondo il talento del francese, che però, sembra non sforzarsi più di tanto, con quell’aria in campo che a volte sembra suggerire la frase “potrei ma non voglio”, se lo uniamo alla sua “faccia da schiaffi”, a volte diventa davvero irritante guardarlo per quante occasioni riesce a sprecare.

Due le finali conquistate in carriera: nel 2012 a Belgrado e a Montpellier nel 2013, quando arrivò anche il primo titolo di doppio a Chennai con Stan Wawrinka. Per pensare alla fragilità mentale di Paire basta ricordare l’incontro del 2010 agli US Open quando perse contro Feliciano Lopez nonostante il vantaggio di 2 set ed un break…da anni lavora avendo come coach Lionel Zimbler ma questo matrimonio tennistico non sembra produrre i frutti sperati, eppure basterebbe un po’ di impegno in più, infortuni permettendo. Ebbene si, perché Paire, come molti colleghi del circuito, è stato anche lui fermato da problemi fisici che lo hanno costretto ad un lungo stop forzato nel settembre 2014. Da lì tanta riabilitazione e pochi incontri giocati con continuità ma a 26 anni c’è ancora tempo per recuperare e far brillare a pieno il proprio talento, dando uno schiaffo morale a tutti, forse anche a sé stesso.

Auguri Benoit Paire.


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