AUGURI BERNARD TOMIC, ASPETTANDO IL SELF-CONTROL

Il talento australiano, chiamato a svoltare definitivamente la sua carriera, compie oggi 23 anni. Tante peripezie extra-campo per il suo comportamento fuori dagli schemi, ma si attende con pazienza la sua maturità: sta per arrivare?
mercoledì, 21 Ottobre 2015

TENNIS – È il classico caso in cui si attende la quiete dopo la tempesta, ma purtroppo per lui ci sarà ancora da aspettare. Bernard Tomic taglia il traguardo dei 23 anni e non si scrolla di dosso le due etichette su altrettante facce della medaglia: quella di talento indiscusso pronto ad esplodere, ma anche quella di bad-boy che tanto fa penare perfino le forze dell’ordine e le autorità giudiziarie.

Una carriera che ha già tanto da raccontare, quella del giocatore australiano, ma nato a Stoccarda da genitori croati. Finora, però, il piatto della bilancia più pesante accoglie le sue innumerevoli peripezie extra-professionali, a cominciare dalla recente assoluzione per i fattacci di Miami. Gli ultimi mesi, però, raccontano di un giocatore che sembra maggiormente padrone dei suoi mezzi, visto il diciottesimo posto nel ranking ATP e la riconferma nel torneo di Bogotà a fine luglio. In realtà, i risultati incoraggianti ottenuti a Flushing Meadows e a Shanghai rappresentano il miglior biglietto da visita in vista di un 2016 durante il quale, per l’ennesima volta, sarà tra gli osservati speciali del circuito, sia sotto il profilo tecnico sia disciplinare.

Nonostante la classe 1992, Tomic è nel giro della federazione maggiore dal 2009. Dopo una fisiologica fatica iniziale, è l’anno 2011 a farlo conoscere al grande pubblico. I primi segnali interessanti arrivano a Melbourne, quando attira l’attenzione dell’Australian Open con le vittorie su Chardy e Lopez. La sfida contro Nadal, però, è troppo precoce e deve abbandonare il torneo. Wimbledon è l’autentico trampolino: elimina Soderling e arriva fino ai quarti senza perdere un set, prima di arrendersi al futuro campione Novak Djokovic.

Da questo momento in poi, a soli 19 anni, ci si aspetta una consacrazione che non è ancora arrivata. O meglio, l’australiano ha confermato in ulteriori occasioni di avere grande talento, ma non è mai riuscito ad imporsi tra i più grandi. È sceso oltre i primi cento del mondo, è stato al centro di un battibecco tra suo padre e il compagno d’allenamenti Drouet, è stato accusato di possedere cocaina per migliaia di euro e, infine, la storia degli schiamazzi su Ocean Drive in Florida. Tanti piccoli ostacoli ad una carriera che, se fosse proseguita fin dall’inizio sui binari più retti, l’avrebbe catapultato stabilmente tra le primissime stelle dell’ATP.

Continua a non essere così, almeno fino agli inizi di quest’anno, quando Tomic sembra aver tracciato una linea oltre la quale non avrebbe intenzione di andare. La storia di Miami pare essere stata l’ultima di una lunga serie, ma adesso il tennis è l’unica via percorribile. “Sto giocando con entusiasmo e mi sento in un momento fantastico“, ha dichiarato l’Aussie subito dopo Shanghai. La speranza è che faccia tesoro degli errori di gioventù e capisca che le sue qualità sono un bene prezioso.

La stagione 2016 sarà senza dubbio quella della svolta, in positivo o definitivamente in negativo: o continuerà il percorso che lo vede già nei primi venti del ranking mondiale, o incapperà nelle ormai non più sorprendenti disavventure notturne. Gli appassionati del tennis si dividono in due categorie, ovvero quelli che lo aspettano ancora e quelli che lo considerano già bruciato. L’ultima parola, com’è abituato per il suo carattere, spetta ancora una volta a lui.

Auguri Bernard Tomic, aspettando la maturità professionale.


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