AUGURI BILLIE JEAN KING: LOTTATRICE INDOMABILE

Tennis. Tanti auguri a Billie Jean King per i suoi 71 anni. Una carriera spesa a lottare in campo e fuori dal campo, risultando spesso e volentieri la vincitrice. Come quella volta nel 1973 contro Bobby Riggs.
sabato, 22 Novembre 2014

Il 22 novembre nel mondo del tennis non è un giorno come un altro. Se questo sport ha conosciuto pagine di storia ed è riuscito ad evolversi nel corso degli anni, lo si deve a una personalità che ha legato il suo nome a quello del tennis, andando oltre i meri (straordinari) risultati sportivi.

Oggi lo sport festeggia i 71 anni di Billie Jean Moffitt, ai più nota come Billie Jean King. Nata nel 1943 a Long Beach, Billie Jean si avvicina al tennis proprio nei campetti pubblici di Long Beach, mentre il fratello prende la strada del baseball professionistico lei a 17 anni si trova già sul tetto di Wimbledon centrando, infatti, alla prima partecipazione, il successo nel doppio. Siamo nel 1961 e la futura stella del tennis americano si impone in coppia con Karen Hantze Susman. Il successo tanto atteso arriva però nel 1966, mentre nel 1962 soltanto, si fa per dire, una vittoria storica sulla numero uno del mondo, Margaret Court, rimontando un 5-2 nel terzo set. Billie Jean, che nel 1965 è diventata Billie Jean King dopo il matrimonio con  lo studente di giurisprudenza Lawrence King, nel 1967 mette a segno la doppietta Wimbledon-Us Open, mentre nel 1968 riesce ad imporsi anche all’Australian Open. Il feeling con Wimbledon e con lo Us Open è speciale, e infatti, solo nel singolare, tra il 1966 e il 1974 ne conquista 10. Il Grande Slam nel singolare arriva poi “soltanto” nel 1972 con il successo al Roland Garros, che la fa diventare la quinta donna della storia a riuscirci. Chiuderà la carriera ben oltre i 40 anni (nel 1983 il singolare e nel 1990 il doppio) con 20 Wimbledon (6 singolari, 10 doppi femminili e 4 doppi misti, record condiviso con Martina Navratilova ), 129 titoli di cui 84 durante l’era Open, 12 slam nel singolare e 16 slam nel doppio, senza però essere mai riuscita a vincere il titolo in Australia, senza dimenticare anche le  7 Fed Cup vinte con la squadra statunitense.

Ma se si parla di Billie Jean è ovvio che si parla anche della battaglia dei sessi. Una battaglia in tutti i sensi: sul campo contro Bobby Riggs vinta con il punteggio di 6-4 6-3 6-3 nel 1973, e per i pari diritti tra tornei femminili e maschili, vinta anch’essa nel 1973. Per la prima volta, infatti, dopo le accuse dell’anno prima della King un grande torneo (l’Us Open) offre stesso lo stesso premio in denaro al vincitore maschile e a quello femminile, è il segno del cambiamento, il risultato di anni di lotte finalmente vinte.

L’impegno della King per il tennis e con il tennis è quindi stato a 360 gradi, fino ad arrivare alla nascita della Women’s Tennis Association, di cui è fondatrice. Il tutto condito da un vita, anche privata, comunque difficile: l’aborto, la presa di coscienza della propria omosessualità dichiarata poi pubblicamente nel 1981 e la presa di posizione forte su temi caldi che in quegli anni spaccavano l’opinione pubblica, come appunto il diritto all’aborto o la lotta all’AIDS.

Raccontare Billie Jean King significa raccontare uno spaccato della storia del tennis ma non solo: una personalità che per sempre segnerà gli anni settanta in America.

Tanti Auguri!


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