AUGURI FABRICE SANTORO: CLONATE QUEST’UOMO

Tanti giocatori passano, in pochissimi restano: soprattutto se ci riescono al di là delle vittorie e dei risultati. Fabrice Santoro è uno di questi. Fabrice Santoro andrebbe clonato
martedì, 9 Dicembre 2014

Tennis. “L’importante non è vincere, ma partecipare” affermava qualcuno più importante di noi decenni e decenni fa. La cavolata del secolo, per tanti, ma che torna valida quando si parla di Fabrice Santoro: perchè come disse André AgassiPer vedere giocare Fabrice il prezzo del biglietto non è ancora stato stabilito“.

Nato in Tahiti 42 anni fa, questo folle ragazzo è stato capace di ammaliare platee di tutto il mondo che ancora oggi hanno le sue gesta in mente, nonostante non abbia praticamente vinto nulla. In singolo, almeno. La grandezza del francese è tutta qui, un qualcosa di raramente realizzabile: ottenere rispetto ed ammirazione, oltre che ricorda delle tue gesta, a prescindere dai trofei sollevati al cielo. E non è una banalità affermare che ci si ricorderà molto più di lui fra 50 anni che di un Murray qualunque.

Non ti chiamano “The Magician” per caso: non se in campo sembri un polipo che coi suoi tentacoli spruzza talento da ogni poro, con back, lob e smorzate al di là della fisica. Lui le pensava, quasi sempre gli riuscivano: un mingherilino di appena 177 cm, che è riuscito a far innamorare chiunque col suo gioco folle ed atipico. Bimane con entrambi i colpi, abilissimo a rete, ma per spiegare Santoro alle generazioni di oggi, abituate ai robot di questi tristi tempi riprendiamo un’affermazione di Guy Forget ex tennista e capitano di Davis: “Il gioco di Fabrice è paragonabile ad un virus che infetta un computer: a poco a poco distrugge tutto quanto gli sta intorno“.

Evidenti limiti fisici ne hanno condizionato il rendimento a certi livelli e con giocatori dalla pesantezza di palla ben al di sopra della propria, ma ciò nonostante è riuscito a raggiungere exploit inaspettati, proprio quando nessuno poteva aspettarselo. Il suo miglior risultato in carriera è infatti il quarto di finale raggiunto a Melbourne nel 2006, a 34 anni. Raggiunge due volte gli ottavi a Parigi, a distanza di 10 anni: 1991 e 2001, in pieno stile Magician. I titoli in singolo sono 6, il più importante è il 500 di Dubai nel 2002. Decide di ritirarsi a Parigi-Bercy nel 2009, perdendo dal primo turno con Blake, ma ci ripensa poco dopo: vuole partecipare agli Australian Open 2010, perdendo anche qui subito da Cilic. Ma questa scelta non è casuale: con tale partecipazione Fabrice Santoro diventa l’unico giocatore della storia a partecipare in un torneo dello Slam per 4 decade diverse. Il primo fu Parigi ’89, a soli 16 anni e mezzo.

La bacheca del francese è impreziosita dai fenomenali risultati in doppio, dove si aggiudica 3 prove del Grande Slam: due in doppio con Llodra a Melbourne nel 2003-04 ed uno a Parigi nel doppio misto del 2005 con la Hantuchova.Tre anche le finali perse, 2002 a Melbourne e 2004 a Parigi sempre con Llodra ed infine a Wimbledon nel 2006 contro i gemelli Bryan in coppia con Zimonjic. Si aggiudica il Master di fine anno sempre in doppio e con Llodra nel 2005, anno in cui vinsero anche R0ma, uno dei 22 tornei vinti in totale nella specialità. Ha raggiunto anche due quarti alle Olimpiadi, in singolare e doppio, rispettivamente nel 1992 e 2004.

Narrare Santoro tramite freddi numeri, per quanto lusinghieri, risulta a dir poco superficiale e riduttivo per ciò che ha saputo dare al tennis: non è mai andato oltre la n.17 del Ranking Atp, ma per tanti di quell’epoca è stato fra i numeri uno indiscussi. Se dovevi scegliere che partita di tennis vedere, non c’era dubbio che il dito cadeva su di lui: oggi compie 42 anni, clonate Santoro. Rivogliamo un altro Magician.


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