AUGURI GAEL MONFILS, C’È ANCORA TEMPO

Il tennista parigino compie 29 anni proprio mentre si trova a Flushing Meadows per il suo esordio agli US Open. Una comparsa in top ten e tanti alti e bassi: c'è spazio per altre soddisfazioni?
martedì, 1 Settembre 2015

TENNIS – Quante volte ci è capitato di guardare tennisti con grandi doti atletiche, ma anche con una tecnica e soprattutto una testa incapaci di seguire lo stesso ritmo? Gael Monfils è certamente uno di questi personaggi e adesso, a 29 anni, si gioca le ultime chances della carriera per ottenere titoli importanti ed un ritorno nell’Olimpo del circuito maschile.

Mai troppo interessato a conquistare i favori del pubblico, nemmeno quelli dei suoi connazionali, il giocatore parigino può vantare un bottino di ventidue finali disputate. Solo cinque di queste, però, sono terminate con una sua vittoria: nelle altre diciassette occasioni, che racchiudono anche potenziali crocevia della sua carriera, non è riuscito a mantenere quella condizione fisica che spesso gli ha dato una grossa mano ai fini del risultato. Tre vittorie in casa, una in Polonia ed una in Svezia rappresentano un bottino troppo magro per un tennista che, solo quattro anni fa, festeggiava il best rank al settimo posto della classifica ATP.

Era il 2008, quando la prima vera opportunità si presenta di fronte a Gael. Semifinali del Roland Garros contro Roger Federer, numero uno del tabellone: perfetta parità dopo due set, poi i valori in campo premiano lo svizzero, che cede a Nadal prima la finale poi, dopo due mesi, la vetta della classifica mondiale. Un anno dopo comincia il bis di delusioni, ancora a Parigi: stavolta il background è la struttura indoor di Bercy, dove Monfils perde prima contro Djokovic, nel 2009, poi contro Soderling dodici mesi più tardi.

L’impressione è che, se il francese avesse dovuto compiere un definitivo salto di qualità, avrebbe dovuto farlo prima dei venticinque anni. Nonostante ciò, il suo miglior piazzamento in graduatoria arriva nel 2011, quando le occasioni cominciano a scarseggiare: numero sette del ranking maschile, subito dopo il terzo turno di Wimbledon, che ancora oggi rappresenta il suo miglior risultato sull’erba londinese. Da quel momento in poi terminano le opportunità e cominciano gli infortuni al ginocchio: anche la sua proverbiale resistenza sembra cedere, ma Monfils è ancora lì, a lottare ai piedi della top ten, perchè sente di aver sprecato tanto ma anche di non aver dato ancora abbastanza.

Oggi gli anni sono 29, non è più la promessa che intimoriva Federer sul rosso della sua Parigi. Ma proprio da Federer, con i dovuti paragoni, può imparare a gestirsi: se lo svizzero si è risollevato dopo tante peripezie e adesso è l’unico vero avversario di Djokovic, perchè Monfils dovrebbe gettare la spugna e smettere di inseguire i suoi sogni di gloria?

Auguri Gael, sia per il compleanno sia per gli ultimi scatti.


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