AUGURI GALIMBERTI E VOLANDRI: APRIPISTA DEL NUOVO MILLENNIO

Giorgio Galimberti e Filippo Volandri, due protagonisti del nuovo millennio dipinto d'azzurro: fra magici exploit e poca continuità, protagonisti in Davis di epiche imprese
venerdì, 5 Settembre 2014

Tennis. Volandri e Galimberti, rispettivamente 33 e 38 anni per due dei maggiori protagonisti della scena tennistica internazionale fra gli atleti azzurri. Due carriere differenti, uno specialista in singolo e su terra rossa, l’altro in doppio e sul veloce, soprattutto se indoor. Il livornese combatte ancora per i campi, soprattutto Challenger, in giro per il mondo: il lombardo si diletta come opinionista televisivo e ha una Tennis Academy in San Marino.

Giorgio Galimberti resta probabilmente tutt’oggi il miglior esponente nella specialità di doppio in Italia, dai tempi di Diego Nargiso: professionista a partire dal ’95, vede la sua carriera terminare già all’età di 30 anni dopo 4 Challenger Atp vinti e 3 finali Atp di doppio di cui una vinta a Milano. Quest’ultimo è senza dubbio il maggior successo della sua carriera, ottenuto in coppia con Bracciali: era il 6 febbraio 2005 quando ebbero la meglio su Bachelot-Clement. Galimberti giocherà altre due finali in carriera, nel ’98 a Bologna e nel 2004 a Milano. Le vittorie ottenute in doppio sono in totale ben 27 nel circuito Challenger Atp, diventando n.65 della specialità nel giugno 2005. In singolo il suo best ranking sarà il n.115 del maggio 2003.

Alcune sue partite di Davis restano memorabili, con un’impresa riuscita e l’altra solo sfiorata. La prima nel 2005 in coppia con Bracciali, quando riuscirono ad avere la meglio di Rafael Nadal e Feliciano Lopez dopo 5 ore di gioco ed altrettanti set: 4-6 6-2 6-4 4-6 9-7, con cui portarono l’Italia sul 2-1 contro gli iberici. L’altra, vide Galimberti e Navarra a due punti dal match contro la Croazia di Ivanisevic e Ljubicic nel 2001: arrivò la sconfitta al quinto set per 6-4. Resta comunque un saldo positivo di 7 vittorie e 4 sconfitte in doppio, 2 vittorie ed altrettante sconfitte in singolo.

Galimberti per un brevissimo periodo ha allenato Francesca Schiavone a fine 2013, decidendo di comune accordo la risoluzione del rapporto per non togliere tempo alla propria accademia, in particolare alla giovane Barbieri che seguirà nei successivi Australian Open.

Filippo Volandri aveva il tennis nel sangue: la zia maestra, il padre presidente del circolo di Livorno. I rimpianti nella carriera di Volandri sono principalmente due: aver cominciato a giocare troppo tardi sul veloce, circa a 16 anni, dato che peserà e non poco sullo sviluppo della carriera del toscano. Ma sopratutto, aver vinto solo 2 delle 9 finali Atp disputate nel circuito professionistico. La prima affermazione arriverà nel 2004 a St.Polten su Malisse. Di lui ci si accorge subito nel 2002, quando porta a casa due punti nello spareggio contro la Croazia, battendo Ivanisevic e Vajda. Calgiari 2004 è una di quelle date anonime, ma non 10 anni dopo: fu il giorno in cui Volandri batté un 17enne spagnolo in 3 set, in finale: era Rafael Nadal. La ribalta arriva nel Masters di Montecarlo, dove raggiunge i quarti eliminando in fila Stephanek, Nalbandian e Norman perdendo poi da Spadea. Entra nei primi 100 per la prima volta e replica i quarti a Roma, battendo Massù, Sluiter e Stephanek arrendendosi solo all’allora n.1 Roger Federer.

Settembre 2004 è il “suo” mese, tanto da ottenere il riconoscimento dall’Atp quale atleta del mese: arriva in semifinale a Bucarest e nuovamente a quella di Palermo dove perderà da Berdych. E’il suo periodo migliore, quello 2004-2007: arriva ai quarti sia di Montecarlo che Amburgo, battendo gente come Canas, Puerta, Almagro, Grosjean e Felciiano Lopez. Il 2006 è l’anno del miglior risultato di sempre sul cemento, la semifinale a Doha persa con Moya dopo aver battuto Davydenko, testa di serie n.5. A settembre arriverà finalmente la vittoria all’Atp di Palermo, al terzo tentativo: è il suo secondo ed ultimo titolo Atp, vinto su Lapentti.

Il 2007 è il suo anno: quarti a Valencia, terzo turno a Barcellona ma soprattutto la storica semifinale di Roma, il primo italiano 29 anni dopo Panatta. Batte Gasquet, Federer e Berdych, diventando il quarto italiano della storia a sconfiggere un n.1 al mondo. Si fermerà al penultimo atto contro Fernando Gonzales, in un match senza storia perso 6-1, 6-2. Un mese dopo ecco gli ottavi a Parigi, dopo aver battuto Ljubicic al quinto set, perdendo poi con Robredo. Con la semifinale di Bastad Filippo raggiungerà la piazza n.25, il suo best ranking. Da allora, fra infortuni, scarso rendimento e competitività degli avversari, non otterrà più risultati importanti. L’unico sussulto sarà quello di febbraio 2012 e la finale di San Paolo, persa con qualche rimpianto al terzo a favore di Almagro. Sempre San paolo nel destino, quando a novembre 2013 dopo un grande anno nel circuito Challenger, arriverà alle finali di categoria: perde all’esordio ma in seguito saranno solo vittorie, che lo riporteranno alla n.70 del ranking.

Volandri ha giocato 9 finali Atp, vincendone appena due: una invece la finale in doppio, addirittura in un Atp 500 ad Acapulco con Starace, persa su Cermak-Friedl. Giocherà 25 finali Challenger vincendone 12, 2 Futures trionfando una volta. E’stato ininterrottamente n.1 d’Italia da maggio 2003 a settembre 2007.  Dotato di un rovescio dallo stile ed efficacia con pochi eguali nel periodo di massimo splendore, eternamente incompiuto a causa di una pessima relazione con le superfici veloci.

Galimberti e Volandri restano tutt’oggi due dei maggiori protagonisti del tennis italiano, nonostante vari rimpianti e sconfitte cocenti. Auguri!


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