AUGURI GAUDENZI, PORTABANDIERA DEI COLORI AZZURI ANNI ’90

TENNIS - 41 anni per il nostro fuori classe degli anni '90. In bacheca tre trofei in singolare e due doppio oltre all'onoreficenza di aver guidato la truppa maschile azzurra nel ranking mondiale. A qualche delusione, il ritiro forzato in quella finale Davis maledetta contro la Svezia, hanno però corrisposto molte soddisfazioni, vero Roger?
mercoledì, 30 Luglio 2014

Tennis. 41 anni per una delle eccellenze del panorama tennistico italiano. Andrea Gaudenzi ha avuto modo di non far rimpiangere, o di far rimpiangere di meno, i nostalgici dei tempi d’oro dei vari Panatta e Bertolucci. Nato a Faenza il 30 luglio del 1973 ha come compagna la racchetta da tennis fin dalla tenera età di 4 anni. Il talento è precoce e da’ mostra di se sin dagli esordi nei tornei Junior.

Qui mette in bacheca i trofei del Roland Garros e dello Us Open nel 1990 facendosi conoscere ed apprezzare da esperti ed addetti ai lavori. Nel 1992 fa il suo esordio nel circuito pro. Inizialmente l’impatto con il gruppo dei professionisti è ruvido e non molto fecondo di soddisfazioni. Il coach, scelto per lui dalla federazione fu Bob Hewitt che ai suoi tempi fu buon singolarista, ma eccellente doppista (Grand Slam conquistato in carriera). I primi risultati si cominciano a vedere l’anno dopo quando centra la sua prima semifinale in un torneo del circuito a San Marino e poi a Bucharest. Farà anche quarti a Kitzbuhel e Tel Aviv tra gli altri. A Palermo inizia la sfida a distanza con quello che sarà il suo grande amico del circuito, con cui condivideva anche il coach, Thomas Muster: nelle semifinali siciliane l’austriaco si imporrà in due set.

Talento moderno con predilezione per il gioco da fondo campo trovò di conseguenza la sua massima espressione nei tornei su terra rossa.  Nel 1994 si gioca subito il suo miglior piazzamento in un torneo dello Slam, ovviamente in quel di Parigi. Al Roland Garros si erge sino agli ottavi di finale, ma deve arrendersi ad uno dei favoriti, il croato Goran Ivanisevic che si impone a fatica in quattro set. Qualche settimana prima a Roma aveva centrato per la prima volta i quarti, battuto da un altro mostro sacro come Pete Sampras. Nello stesso anno ricorre anche la prima finale in un torneo, siamo a Stoccarda e dopo un torneo da urlo in cui aveva avuto ragione di colleghi del calibro di Costa, Stich e Chesnokov, in finale affronta lo spagnolo Alberto Berasategui che non gli lascia neanche un set strappandogli la prima gioia da pro. Qualche anno dopo sarà Fabio Fognini a rivendicare il trono germanico conquistando Stoccarda a distanza di 19 anni dal primo tentativo di Gaudenzi. Aggiunge anche altri notevoli risultati, ma arrivato alle porte del paradiso trova sempre il fenomeno di turno, e a quei tempo ve ne erano molti, che gli passa d’avanti.

Il 1995 è l’anno del best ranking, numero 18 del mondo, e comincia alla grande con la semifinale di Monte Carlo dove torna ad affrontare Thomas Muster. Il match è combattutissimo, ma alla fine è ancora l’austriaco a spuntarla con grandissima delusione dell’azzurro. È sempre l’amico Muster a negargli per la seconda volta la gioia del primo acuto battendolo nella finale di San Marino di quell’anno. Il 1996 è l’anno della prima vittoria in un torneo di doppio. Tutto avviene nel torneo di Milano in coppia con Goran Ivanisevic. All’Estoril agguanta una terza finale, ma per l’ennesima volta il solito Muster gli chiude la porta in faccia.

Per il primo titolo di singolare bisogna volare al 1998 quando a Casablanca il tennista di Faenza può finalmente alzare le braccia al cielo. Battuto in finale lo spagnolo Calatrava in due set. Nello stesso torneo Gaudenzi arriva addirittura a strafare vincendo il trofeo di doppio in coppia con il connazionale Diego Nargiso. Nello stesso anno a Kitzbuhel centra un’altra finale e si arrende ad un ottimo Albert Costa soltanto al quinto set. Le soddisfazioni non cessano e in Coppa Davis, dopo aver riportato la nazionale al penultimo atto dopo lunghissimo tempo l’anno precedente, si va a giocare la finale in casa per altro, a Milano, contro i fuoriclasse della Svezia. L’epilogo è però drammatico per il tennis azzurro. Gaudenzi gioca una partita eroica contro Magnus Norman, ma sul 6 pari del quinto set deve gettare la spugna a causa della rottura di un tendine della spalla, da poco operata in artroscopia. Col suo ritiro coincide anche la caporetto del team azzurro che cede 5-0 agli svedesi.

Viene operato d’urgenza e rientra dopo tre mesi. Per vedere l’ombra di un risultato positivo però bisogna attendere il 2001 quando torna al successo a St. Polten battendo Hipfl in finale bissando poco più di un mese dopo a Bastad dove si impone in finale su Ulihrach. Prima del ritiro Gaudenzi si toglie due soddisfazioni mica da ridere: nel 2002 al primo turno degli Internazionali batte in due set niente di meno che l’allora numero 11 del mondo Roger Federer in quello che negli annali del tennis professionistico costituisce il loro unico scontro. Qualche settimana dopo sbatte fuori dal Roland Garros Pete Sampras fungendo così quasi da ponte tra il passato ed il futuro del tennis.

I troppi infortuni lo costringono al ritiro definitivo nel 2003. Il suo ultimo match è il primo turno di San Marino, il torneo che gli regalò i primi sorrisi da ragazzino pro. Chiude con la soddisfazione di essere stato numero uno italiano a più riprese dal 1994 al 1996, nel biennio 1998/1999 e nel 2002, e se Roger gli chiedesse la rivincita…


Nessun Commento per “AUGURI GAUDENZI, PORTABANDIERA DEI COLORI AZZURI ANNI '90”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

  • NADAL VS DJOKOVIC. PER PARIGI, PER LA VETTA DEL RANKING TENNIS - La vittoria a Roma ha messo Nole in fase di sorpasso. La vetta del ranking non è mai stata così in bilico. Per Rafa dopo la peggiore annata sul rosso europeo degli ultimi dieci […]
  • BOLELLI IN CAMPO, SARÀ ROMA O PARIGI? Il tennista bolognese lotta ancora con l'infortunio al ginocchio sinistro. Roma o Parigi nel suo futuro, a caccia di certezze sul rientro in campo
  • RAFA E I 13 DISPIACERI SULLA TERRA ROSSA TENNIS - Una speciale classifica stilata da Tennis.com che ha voluto ordinare per importanza e clamore generato le 12 sconfitte patite dall'iberico mancino in carriera sulla amata terra […]
  • ANDREA GAUDENZI, IL MITO E LA SFORTUNA Numero uno da Juniores, eroe di Davis negli anni 90, vincitore di tre titoli a livello ATP. Andrea Gaudenzi, che è stato anche numero 18 del mondo, compie oggi 42 anni. Auguri ad uno dei […]
  • MAURESMO INCORONATA NELLA SUA PARIGI Sabato scorso allo Chatrier l'ex allenatrice di Andy Murray ha ricevuto l'anello della Tennis Hall of Fame. "Ho lasciato il tennis giocato senza rimpianti"
  • LE FATICHE DI THOMAS MUSTER, ERCOLE MODERNO TENNIS - Thomas Muster, una sorta di “Ercole moderno” che anziché destreggiarsi nelle “dodici fatiche” per quattordici anni della sua vita ha sgobbato sui campi da tennis di tutto il […]

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.