AUGURI ISNER: USA, CHI SI ACCONTENTA GODE

Supera la soglia dei 30 anni John Isner, che ha recentemente annunciato di non voler partecipare alle prossime Olimpiadi

Tennis. L’uomo dei record, ne ha ben due: John Isner non sarà l’americano sognato da un Paese intero alla disperata ricerca di una nuova speranza, ma è un onesto giocatore capace di ottenere risultati di assoluto valore.

Due record, dicevamo: quello del match più lungo di sempre con Mahut, a Wimbledon e cominciato il 22 giugno per finire due giorni dopo dopo due interruzioni per oscurità, a seguito di oltre 11 ore di gioco. L’altro record è fresco di stampa, risale a circa un mese e mezzo fa quando lo spilungone statunitense è finalmente riuscito a centrare il servizio più veloce di tutti i tempi, a 253 km/h superando Karlovic e Roddick, in quello che è senza dubbio il suo colpo migliore.

Giocatore che, a dispetto della struttura fisica, ha nella completezza e versatilità la sua dote migliore, tanto da consentire all’americano il raggiungimento della top ten. Non solo un incredibile battitore abile sul veloce, anzi: un ottavo a Parigi e ben tre finali sul rosso, di cui una vinta. Delle 20 finali disputate infatti, di cui la metà vinte, ve ne sono di tutti i tipi: è infatti uno dei pochi tennisti che possono vantarsi di aver vinto su cemento, erba ed appunto terra.

Rosso che lo ha anche visto trionfare a Roma, in doppio con Querrey, a dimostrazione di un’ottima abilità anche in doppio dove è stato n.26 del mondo centrando anche i quarti a Melbourne nel 2009. Il suo miglior risultato negli Slam è il quarto di finale agli Us Open nel 2011: l’anno dopo gioca la prima delle due finali Masters 1000 perse in carriera. Ad Indian Wells con Federer, a seguito della quale raggiunge la best ranking di n.9 al mondo e Cincinnati con Nadal nel 2013.

Negli anni è cresciuto molto nei fondamentali, dotato di un buonissimo dritto è invece migliorato notevolmente nel rovescio bimane e negli spostamenti laterali: caratteristiche sviluppate a tal punto da essere competitivo anche su terra battuta. Di rilievo anche i quarti di finale giocati alle Olimpiadi di Londra nel 2012. A tal proposito, ha destato scalpore la sua rinuncia ai Giochi a 5 cerchi di Rio, preferendo il torneo di Atlanta di cui è campione in carica.

Non è il fenomeno che tutta l’America attende per riportare in auge quel tennis maschile orfano da troppo tempo di un n.1: è però il meglio che ad oggi la nazione offre, stabilmente nella top 20 e fra gli outsider più temuti dai big nell’analisi dei draw. Oggi Isner compie 31 anni, auguri!


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