AUGURI SAFIN. UNA VITA RINCORRENDO L’AUSTRALIAN OPEN

Tanti auguri a Marat Safin, classe 1980 che compie oggi 35 anni. Dal 2009 Safin si è ritirato, di lui si ricorda la caccia all'Australian Open, finita con la vittoria del 2005, dopo due sconfitte subite da Johansson e Federer.
lunedì, 26 Gennaio 2015

Tennis. Compiere 35 anni e non fare parte più del circuito da qualche anno, una stranezza se si guardano alcuni esempi di longevità attuali, con Roger Federer in testa. Marat Safin compie oggi gli anni e dal 2009 non calca più un campo da tennis, aveva 29 il russo quando decise dire basta. La sua consapevolezza era quella di aver fatto il suo percorso, di averlo terminato e di averlo fatto con due slam all’attivo, ma forse con qualche rimpianto di troppo.

Marat, nato a Mosca nel 1980, ha cominciato ad approcciarsi al tennis nella scuola del padre la “Spartak Tennis Club”, prima di spostarsi a Valencia all’età di 14 anni. Un giocatore precoce nel ritiro ma ancora più precoce nei successi. Siamo al Roland Garros del 1998, a soli 18 anni Marat mette in riga due mostri sacri come Andre Agassi e Gustavo Kuerten. Il torneo si interrompe agli ottavi di finale per mano di Cédric Pioline. Non è ancora il tempo di vincere, per il primo successo in carriera da professionista Marat deve aspettare l’anno successivo, in quel di Boston. E’ il primo 250 della carriera, sognando poi il titolo più bello, quello di uno slam.

Il momento arriva nel 2000, quando a soli 20 si presenta a New York per l’Us Open come ragazzo di belle speranze, ma sopratutto testa di serie numero 6 del torneo. Nessuno comunque lo indicacome possibile vincitore. Marat comincia il torneo eliminando Guardiola in 4 set, vince poi al secondo turno una battaglia di 5 set contro l’italiano Pozzi e altri 5 set al terzo turno contro Grosjean. Il percorso non è netto e spedito, tutt’altro. Un cammino ricco di ostacoli e difficoltà, che però non fanno altro che rafforzare il giovane russo. Negli ottavi di finale finalmente Safin dà l’impressione di aver trovato la giusta condizione e diventa ingiocabile, a farne le spese è Ferrero a cui restano praticamente soltanto le briciole: 6-1 6-2 6-2. Ai quarti di finale chiude in 4 set la porta in faccia a Nicolas Kiefer, prima di tornare una macchina da guerra in semifinale contro Martin e in finale contro Sampras: 6-4 6-3 6-3 al super campione americano e primo titolo dello slam conquistato.

Sembra l’inizio di un possibile domino, ma l’esplosione di Federer ne limita i successi. Ci mette anche del suo però Safin, come nel 2002 quando arriva la sconfitta inaspettata nella finale dell’Asutralian Open. A 22 anni Marat è stato già per nove settimane numero uno del mondo, e ha già dalla sua 10 titoli (7 nell’anno d’oro 2000 e 1 nel 1999 e 2 nel 2001). Safin arriva al 2002 dopo un anno così così e si presenta a Melbourne numero 9 del tabellone. Mette però in piedi un grande torneo, mostrando tutto il suo talento e la sua forza fisica, agli ottavi batte nuovamente Sampras, vince per ritiro i quarti e batte Haas in semifinale. L’ultimo atto sembra un successo annunciato contro lo svedese Thomas Johansson, tutto va secondo copione fino alla conclusione del primo set, vinto dal russo 6-3. Dopo la partita di Safin si blocca e comincia quella inaspettata dello svedese che piazza tre set di fila e porta a casa l’unico slam della carriera. Una sconfitta dolorosa, che sarà seguita da altri successi ma che resterà forse uno dei più grandi rimpianti.

Meno rimpianti ci sono forse per la sconfitta, sempre a Melbourne, nella finale del 2004. All’Australian Open Marat ci arriva senza nuovi particolari acuti ed è in cerca di quel se stesso vittorioso qualche anno prima. Il percorso è ancora una volta tortuoso, forse duro quanto mai prima. Non vince neanche un incontro in 3 set e gioca maratone al quinto contro Martin al terzo turno, contro Roddick ai quarti e contro Agassi in semifinale, dopo essere andato anche avanti 2 set a 0. In finale, dall’altra parte della rete, c’è però il più forte di tutti ad attenderlo. Roger Federer a Melbourne è ancora numero 2 mondo, ma lo sarà ancora per poco. Lo svizzero non lascia spazio di replica a Safin che praticamente è in partita soltanto il primo set, perso al tie break. Federer chiude 7-6 6-4 6-2 vincendo il primo di 4 Australian Open e il secondo di 17 slam in carriera. Per Safin le occasioni di portare a casa un altro Slam sembrano finite, viste la presenza di un cannibale del genere.  Ma il russo ha ancora soltanto 24 anni e infatti l’anno dopo arriva finalmente la volta buona per chiudere i conti con la maledizione di Melbourne.

Nel 2005 Safin si presente in Australia con un buon 2014 alle spalle: 2 titoli Master 1000 e un 250 hanno condito la stagione precedente, più la finale persa a Melbourne e ad Estoril. Si presenta come testa di serie numero 4 e anche per questo è uno dei favoriti. Al primo turno non fa vedere pallina a un giovanissimo Novak Djokovic (6-0 6-2 6-1), al secondo turno fa la stessa cosa con Ulihrach e al terzo chiude in 4 set contro Ancic. Sembra un percorso meno faticoso rispetto alle altre volte, agli ottavi perde il primo set con Rochus prima di rimontare grazie a due tie break. Nei quarti arriva un’inaspettate partita semplice contro Dominik Hrbatý, numero 20 del tabellone, prima dello scontro decisivo. La semifinale-rivincita contro Roger Federer. Questa volta è un Safin dalle ben altre intenzioni, rispetto a quello arrendevole dell’anno prima. Lo svizzero passa avanti nel primo set, ma la sfida è un’alternanza e Safin riesce sempre a rimontare, sia nel secondo che nel quarto set il tentativo di fuga di Federer, prima di piazzare nel quinto il break decisivo per un logorante 9-7. Il russo arriva in finale dopo più di 4 ore di partita e questo non sembra ben augurante in vista della terza finale agli Australian Open. Il 2005 è però l’anno buono, quello in cui finalmente Safin riuscirà a chiudere il cerchio con Melbourne. In finale tiene a bada sia Hewitt che il tifo assordante per il padrone di case. Perde il primo con un pesantissimo 6-1, prima di tornare il Safin perfetto della semifinale: 1-6 6-3 6-4 6-4. Missione compiuta.

Con la vittoria Safin chiude i conti con la sfortuna e forse anche con gli stimoli. Il 2005 è l’anno dell’ultimo successo in carriera, dopo arrivano soltanto le sconfitte in finale ad Halle e le due casalinghe a Mosca nel 2006 e nel 2008. Il ritiro del 2009 è la normale conseguenza per un campione che forse avrebbe potuto vincere di più.

Tanti auguri Marat Safin!


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