AUGURI STEFAN EDBERG: L’ARTE PRESTATA ALL’ARTISTA

Compie 49 anni uno dei giocatori di maggior eleganza e tecnica della storia del tennis: non un caso che, Stefan Edberg, oggi sia il coach del n.1 di sempre. Di eleganza, di tecnica: Roger Federer
lunedì, 19 Gennaio 2015

Tennis. Ogni anno l’Atp fra i vari premi di fine stagione assegna lo  Sportsmanship award (Premio sportività) all’atleta che più di ogni altro si distingue per correttezza e fair play: dal 1996, anno in cui Edberg ha appeso la racchetta al chiodo, tale riconoscimento porta il suo nome. What else?

Basterebbe questo per raccontare l’Edberg uomo, 5 volte vincitore del suddetto “trofeo”, in un’epoca in cui era di moda essere l’esatto opposto. Quel Boris Becker soprattutto, contro cui disputò 3 finali consecutive a Wimbledon tra il 1988 ed il 1990, perdendo solo quella di mezzo. Una pacatezza e riservatezza spesso erroneamente scambiata con la scarsa cattiveria agonistica, che in realtà era ben insita nello svedese. Volendolo sommariamente e “banalmente” descrivere alle generazioni attuali (ci scuserà il buon Stefan ed i suoi fans), potremmo non andare troppo lontano definendolo un “Federer” in piccolo, aggettivo ammissibile se non altro per il diverso palmareis fra i due fuoriclasse. Ma l’eleganza fuori dal campo, la compostezza sul terreno di gioco e le bellezza estetica del loro gioco è assolutamente comparabile.

Nulla accade per caso, forse era destino: il 27 dicembre 2013 l’elvetico annuncia la sua collaborazione con Edberg per 10 settimane, oggi sono ancora insieme. Un 2014 che ci ha riconsegnato un Federer che in molti temevamo di non poter più ammirare e non vi è dubbio, al di là delle frasi di circostanza, che Edberg in questa rinascita abbia giocato un ruolo chiave. Il maestro del serve & volley, dell’eleganza a rete, di un servizio che è divenuto icona fotografica degli Australian Open, vinti ben 2 volte. Mai una parola fuori posto, un gesto scomposto o irriverente verso l’avversario: sembra si parli di Roger Federer, ma è la stessa cosa.

Anche per questo la partnership prosegue spedita, soprattutto in maniera fruttuosa, ciò che più conta se hai vinto 17 Slam: Edberg ha saputo portare stimoli nuovi in un campione che aveva vinto tutto e veniva da un 2013 orrendo, verticalizzando ulteriormente il gioco dello svizzero, con gli anni meno avvezzo alla rete ed al gioco di volo. La sua mano è evidente, se la carriera di Federer sta proseguendo alla soglia dei 34 anni in maniera così brillante molto lo deve a quel signore biondo. Una simbiosi comportamentale e prettamente tecnica, non poteva che funzionare, soprattutto fra persone intelligenti, oltre che tanto simili.

Su come si vince, beh, Stefan Edberg ha poco da invidiare a chiunque: 6 titoli Slam possono sembrare pochi rispetto ai numeri dei vari Nadal o Djokovic dell’era moderna: ma in un contesto come quello a cavallo fra gli anni ’80 e ’90, non vi è dubbio che assumono un valore ben più grande. 2 Wimbledon, 2 Australian Open e 2 Us Open, oltre ad una finale a Parigi che attesta la sua versatilità. N.1 in singolo e doppio, unico nell’Era Open con McEnroe, 4 Davis vinte su 7 finali e due volte medagliato olimpico sia in singolo che doppio, oltre a quella d’oro vinta a Los Angeles dove però il tennis non era ancora ritenuto sport ufficiale.. Rischiamo di ripeterci, ma...what else?

Oggi compie 49 anni un vero Signore del tennis: spesso si abusa di tale termine ormai inflazionato, ma nel caso di Stefan Edberg è quasi riduttivo. Che la sua sapienza e sagacia sia a servizio del più grande di sempre pone nell’olimpo delle collaborazioni il duo Edberg-Federer. Auguri Stefan!


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