AUGURI THOMAS MUSTER, “THE KING OF CLAY”

L'austriaco, noto per la sua netta predisposizione alla terra rossa, compie 48 anni. Per lui tante soddisfazioni, dalla vetta del ranking ATP alla vittoria del Roland Garros, ma anche quell'incidente e la diatriba con Becker
venerdì, 2 Ottobre 2015

TENNIS – Le speranze future dell’Austria sono riposte in Dominic Thiem, che attende la grande occasione per sfondare definitivamente nel circuito maschile. Se un suo connazionale, appassionato di tennis, dovesse indicargli un esempio da seguire, probabilmente farebbe il nome di Thomas Muster, che proprio oggi spegne 48 candeline.

The King of Clay, così era soprannominato il giocatore austriaco durante la sua carriera. L’attitudine alla terra rossa era molto più di una semplice preferenza rispetto alle altre superfici: la disparità tra una stagione e l’altra è stata spesso incredibilmente netta, ma ciò non gli ha impedito di festeggiare due traguardi importanti. Il primo è il successo al Roland Garros del 1995, vinto in tre set nella finale con Michael Chang, il secondo è il raggiungimento del primo posto nel ranking ATP. Due volte in vetta, tra febbraio e aprile 1996, per un totale di sei settimane.

Il breve regno di Muster è dovuto soprattutto alle prestazioni durante quella fase dell’anno che non comprendeva tornei sul rosso. Qualche apparizione ai quarti degli US Open, due semifinali a Melbourne ad inizio e fine carriera, mai oltre il primo turno a Wimbledon. Soltanto quattro dei quarantaquattro tornei vinti sono stati conquistati su superfici a lui non congeniali: Roma e Montecarlo, invece, gli scenari da lui preferiti.

Al cemento e alla terra rossa si legano due episodi che hanno coinvolto Muster, con esiti diametralmente opposti: nel 1995, anno in cui ottenne 40 vittorie di fila sul rosso, vinse nel Principato dopo essersi ricoverato tra la semifinale con Gaudenzi e la finale con Becker. La vittoria del torneo suscitò parecchi dubbi al tedesco, che lo accusò addirittura di doping, salvo poi essere sanzionato dalla federazione. A Miami, invece, nel 1989, venne investito da un ubriaco alla guida prima della finale con Lendl. Carriera compromessa? Macché, Thomas impiegò cinque mesi e mezzo per tornare in campo, anche grazie all’aiuto di un falegname che gli costruì una sedia apposita per l’allenamento del busto, in attesa della riabilitazione della gamba malmessa.

Tanti aneddoti caratterizzano la carriera di Muster, fatta di numerosi momenti brillanti sulla terra rossa e di altrettanto numerose ombre altrove. Nonostante tutto, nonostante accuse ed incidenti, l’austriaco è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nel firmamento tennistico internazionale e, probabilmente, anche nell’immaginario di chi eleva a proprio esempio un vero guerriero dello sport, mai domo contro le difficoltà agonistiche ed extra-professionali.

Auguri Thomas, re della terra rossa.


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