AUGURI TRECY AUSTIN, CAMPIONESSA SFORTUNATA

Tanti auguri a Trecy Austin, la due volte campionessa Us Open che a soli 21 anni ha dovuto dire addio al grande tennis. Una carriera in rampa di lancio, quella dell'americana, bloccata dai continui infortuni alla schiena. Tanti i record di Trecy: la più giovane a vincere un titolo Wta, la più giovane a vincere l'Us Open e, ovviamente, la più giovane ad essere inserita nella Hall of Fame del Tennis.
venerdì, 12 Dicembre 2014

Tennis. Lottare e vincere nel tennis non è mai cosa semplice, è ancora più difficile se lo si fa negli anni in cui a dominare c’erano anche alcuni emblemi della racchetta come Martina Navratilovoa o Chris Evert, soltanto per citarne un paio. E’ riuscita in questa senza dubbio l’americana Trecy Austin che oggi compie 52 anni. Nata nel 1962 a Palo Verde, California, Trecy ha da subito fatto capire che il tennis sarebbe stata la sua strada, nel 1972 si laurea infatti già campionessa nazionale under 12 e chiude l’attività nelle categorie giovanili con ben 21 titoli.

Il salto è d’obbligo e neanche i risultati tardano ad arrivare: nel 1977 all’eta di 14 anni e 28 giorni vince il torneo di Portland, diventando così la tennista più giovane a vincere un torneo da professionista. Un record che tiene ancora oggi e che difficilmente verrà battuto. Possiamo così considerare Trecy la prima bambina prodigo del tennis femminile, un mondo che ha generato e continua a generare giovanissime atlete in grado di competere ad altissimi livelli fin da giovani, mai però quanto Trecy. Ma l’americana è stata precoce in tutto, nelle vittorie come nelle sofferenze: a 14 anni il primo titolo e a 21 già il primo ritiro, causa infiniti problemi fisici. E in mezzo cosa c’è stato? La consapevolezza di una campionessa che per anni avrebbe potuto vincere e dividersi il dominio con le altre fuoriclasse.

A dirlo ci sono i risultati ottenuti del biennio 1979-1980. Nel 1979 vince 7 titoli imponendosi 4 volte sulla Navratilova, ma sopratutto vince per la prima volta l’Us Open in finale contro Chris Evert che vinceva il torneo dal 1975. Non l’abbiamo definita la prima bambina prodigio a caso, visto che anche questo successo, avvenuto a 16 anni e 9 mesi, è un altro record. Nel 1979 c’è anche il successo sulla terra rossa del Foro Italico, ottenuto imponendo lo stop sempre a Chris Evert che vinceva sulla terra da 125 partite. Nel 1980 continua la sua ascesa, pur continuando a saltare Australian Open e Roland Garros. Vince 12 titoli, arriva per la prima volta in semifinale a Wimbledon e vince il doppio misto. Diventa, ad aprile e anche se per pochi giorni, la nuova numero 1 del mondo spodestando sua maestà Martina. Dopo Wimbledon ritorna nuovamente in testa alla vetta per restarci 20 settimane, superata dalla Evert dopo la vittoria di quest’ultima allo l’Us Open. Alla fine del 1980 Trecy è stata così per 22 settimane la leader del mondo e nel 1981 la strada per la definitiva consacrazione sembra in discesa. Gioca finalmente l’Australian Open senza andare oltre i quarti di finale, ma gli infortuni tornano e gli impediscono di giocare a Parigi. Il piatto forte, l’ultimo grande show della bambino prodigio arriva ancora nello slam casalingo, dove si impone nuovamente contro la Navratilova per il suo secondo slam della carriera. L’anno si chiude così con 8 titoli, senza che nessuno immagini quello che sarebbe accaduto soltanto qualche mese dopo.

I problemi alla schiena sono un avversario troppo forte da battere e alla lunga, nel 1982 a soli 20 anni, si fanno sentire pesantemente: a San Diego vince così il suo ultimo titolo Wta. Fa giusto il tempo ad accarezzare la terra del Roland Garros (quarti di finale nel 1982 e 1983) che a soli 21 anni è costretta al ritiro. Il tentativo di rientrare nel 1986 giocando il doppio, viene poi interrotto da un incidente in moto, segno perenne di una sfortuna che non ha ma lasciato la giovane campionessa. L’ex campionessa però no smette di bruciare le tappe e ecco che viene inserita nella Hall of Fame a soli 30 anni (nel 1992), neanche a dirlo… un record anche questo. Nel 1993 un ultimo disperato tentativo di un nuovo approccio con la racchetta finisce dopo la sconfitta al primo turno del Roland Garros dell1994.

La carriera di Trecy Austin è finita così come il viaggio di una stella cadente all’occhio umano: rapido ma che ha comunque lasciato dietro di se una scia.

Auguri bambina prodigio.


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