AUS OPEN, DAY 1: LE VOCI DEL DOPOGARA

Da Federer a Djokovic, passando per Kyrgios e le donne, tra cui Sharapova e Serena. Il primo giorno di Australian Open tra sensazioni e dichiarazioni dei protagonisti di entrambi i circuiti
lunedì, 18 Gennaio 2016

TENNIS – Prima tornata di Australian Open e prime sensazioni dei protagonisti scesi in campo per l’esordio nello Slam di Melbourne. Riflettori puntati sui numeri uno dei tabelloni, ma anche sugli avversari più accreditati. Ecco le voci del dopogara tra i due circuiti.

Si parte dagli uomini e da Novak Djokovic, che ha battuto senza problemi Chung: “Non ci avevo mai giocato contro – spiega Nolee nemmeno conoscevo il suo stile. Questa poteva essere una trappola, soprattutto perché se ne parla un gran bene. A 19 anni è il momento di dare tutto e dimostrare il proprio valore: credo di aver analizzato bene la partita del mio avversario, ho gestito nel migliore dei modi l’incontro. Non è mai troppo facile affrontare chi non ha nulla da perdere, sono soddisfatto del mio esordio”.

Partenza col piede giusto anche per Roger Federer, in scioltezza su Basilashvili: “Non mi ritengo ancora al 100% delle mie possibilità – ammette lo svizzero, da buon perfezionista – ma una vittoria di questo tipo era ciò che mi serviva. Certo, ho disputato qualche buon match a Brisbane, ma per vedere i reali effetti della preparazione atletica bisognerà attendere qualche altro turno, sperando di prendervi parte. Nonostante la condizione non ottimale, le strategie della vigilia hanno funzionato: ho provato qualche novità, ho consolidato altri punti di forza e spero di trovare la giusta commistione al più presto. Per ora sono soddisfatto”.

Grandi aspettative del pubblico australiano non solo per i due big, ma anche per i beniamini locali. Nick Kyrgios è la più grande speranza e l’inizio lascia ben sperare: “È sicuramente un avvio confortante, sapevo che avrei potuto incontrare diverse difficoltà. Non è semplice gestire una pressione di questo tipo – spiega il talento di casa – ma quando sono sceso in campo, ho pensato solo a far mia la partita. Sto prendendo confidenza con il torneo e con il ruolo che rivestirò in quest’edizione, mi auguro di poterlo ricoprire il più a lungo possibile”.

Il panorama femminile, invece, ha già visto l’addio di alcune italiane. Tra queste c’è Camila Giorgi, sconfitta da Serena Williams. L’americana, favorita del torneo, traccia il suo bilancio anche in relazione al suo status atletico: “Non ho accusato particolari problemi fisici durante il match – dice raggiante – e, considerando il livello dell’avversaria, mi ritengo molto contenta della prestazione. La forma migliore è ancora lontana, anche perché c’è una grossa differenza tra l’allenamento e l’incontro vero e proprio. Ho testato il ginocchio, sento una buona risposta, ma voglio vedere come reagirà alla lunga”.

Infine, Maria Sharapova. La russa, che ha sconfitto la Hibino, è entusiasta per la sua avventura australiana: “Non vedevo l’ora di scendere in campo – dichiara Mashaa prescindere dal coefficiente di difficoltà del primo turno. Ho accumulato tanta energia nel corso della preparazione e avevo bisogno di un appuntamento così importante per esaltare le mie ambizioni. Il match è andato bene, sono felice della mia partenza, ma sono consapevole delle difficoltà che potrò incontrare a breve termine. L’esordio è sempre un’incognita, ma è un sollievo quando esci dal campo da vincitrice. L’atmosfera mi piace, spero di trascorrere più tempo possibile nel torneo”.

Nella notte si torna in campo per le partite del secondo giorno. Australian Open ancora in fase di rodaggio, aspettando le fasi più delicate dello Slam. Ma i big saranno in grado di arrivarci? Anche il day-two può nascondere numerose insidie.


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