AUS OPEN, NIENTE SELFIE PER I BALL BOYS E ROGER DICE “CHIEDETE LO STESSO”

Nuova regola per i raccattapalle dell’Australian Open: dal 2016 non potranno più chiedere ai giocatori autografi o magari di scattare insieme un selfie; ma il n.3 Atp non è molto d’accordo.

Tennis. Anno nuovo, regole più rigide: la direzione del primo Grand Slam, che come ogni stagione si disputerà a Melbourne, richiede più disciplina da parte dei giovani raccattapalle che a fine match tentano di “rubare” uno scatto o un semplice autografo al loro giocatore preferito. Dal 2016 finito il match, i 380 ball boys dovranno essere professionali.

“Sono stato anche io raccattapalle, mi piaceva farlo. Come me anche molti altri giocatori, ora in top100, lo erano. Se non si possono chiedere selfie o autografi, a me lo potete chiedere, sono molto aperto a queste cose” arriva dunque immediata la risposta di Roger Federer che attraverso un video incoraggia i bambini a trasgredire questa regola ricordando quando era un fan come loro, prima di diventare campione.
“Essendo stato un raccattapalle, Roger ha molto riguardo per questi ragazzi che fanno un ottimo lavoro sul campo. Ci affidiamo alla professionalità di questi giovani a non andare oltre le regole.” afferma il direttore del torneo Craig Tiley interessato alla sicurezza dei giocatori.

Nonostante le note esperienze che Federer stesso ha avuto, tra cui la più recente successa al Roland Garros, dove a fine match lo svizzero è stato colto di sorpresa da un ragazzo che era sceso sul campo per chiedere un selfie che lui giustamente rifiutò affermando in seguito “Il campo è il nostro luogo di lavoro, dobbiamo sentirci tranquilli.”; egli va contro la regola dell’Aus Open.
È infatti questione di sicurezza. Molti giocatori si fermano a fine match per firmare block notes, cappellini, magliette, palline o per scattare una foto; altri, se usciti sconfitti, tirano dritto per lo spogliatoio, ma in generale la maggior parte dei fan riescono a tornare a casa felici. Dov’è dunque il limite? Nel rispetto, probabilmente, da parte sia del giocatore che può fermarsi un minuto in più in campo, sia da parte dei fan che con pazienza e in misure di sicurezza dovrebbero attendere l’idolo a cui fa sicuramente piacere regalare uno scatto o un autografo. Perché in fondo un selfie ad un giovane fan che è rimasto in campo, sotto il sole, magari per ore, si può non concedere? Roger dice “Chiedete lo stesso”.

Foto: Roger Federer (zimbio.it)


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