AUS OPEN, SERENA: “LA PARTITA PIÙ DIFFICILE”

La Williams supera Garbine Muguruza al terzo set e ammette di aver fatto leva sul suo miglior repertorio. Al turno successivo anche Cibulkova, Venus e la giovanissima Madison Keys. Il dopogara del lunedì
lunedì, 26 Gennaio 2015

TENNIS – Era lecito attendersi qualche sorpresa, visti gli incontri equilibrati nel secondo lunedì di Melbourne. Il tabellone femminile non tradisce le attese e vede completata la griglia dei quarti di finale, dopo gli ultimi quattro ottavi disputati a partire da stanotte. Tre americane al turno successivo, due sono sorelle e si candidano alla vittoria del torneo. A completare il quadro è una ritrovata Dominika Cibulkova, che sogna il ritorno in finale a distanza di un solo anno.

La slovacca ha aperto il programma di giornata con la vittoria su Vika Azarenka. L’emozione in sala stampa è palpabile: “Credo di aver disputato una partita estremamente positiva, c’erano tutte le condizioni per assistere ad una grande battaglia e il punteggio ne è la dimostrazione più evidente. Ho superato ogni mio limite nel terzo set, dopo aver rischiato la rimonta da parte di un’avversaria davvero temibile. Anche nel primo set ero soddisfatta di come stava andando l’incontro, poi Vika ha ripreso a servire in maniera ottimale e ho accusato il suo ritorno di gran carriera. Alla fine ho dato il massimo e la mia aggressività è stata premiata“. Il cammino è ancora lungo, o almeno così spera la Cibulkova: “Finora non ho trovato turni agevoli nonostante sia testa di serie. Oggi ho sicuramente superato l’ostacolo più probante e sono soddisfatta, poi vedremo come si evolverà la situazione da qui a domenica. Riconfermarsi in finale è difficile, ma questo è un nuovo anno con nuovi stimoli e non ho intenzione di abbandonare i miei sogni“.

Delusione, invece, per la sconfitta. Victoria Azarenka saluta gli Australian Open dopo un buon torneo, considerata la sua posizione di partenza: “Sono sempre stata una persona ottimista, quindi anche dalla tournèe australiana preferisco trarre gli aspetti positivi. Lo considero un buon inizio di stagione, ho messo in mostra parecchia qualità anche nella partita di oggi, che non è terminata come volevo. Tuttavia, sono anche realista e perfezionista, quindi so che ci sarà ancora parecchio da lavorare per continuare su questa strada“. Poi rende merito alla Cibulkova: “Ha giocato una partita di grande sacrificio e dedizione – spiega la due volte campionessa – ed è un’avversaria che difficilmente ti permette di cambiare ritmo a partita in corso. O parti forte e continui così, oppure saluti il torneo. Io non ho avuto molte opportunità oggi, è stata brava e io devo ancora migliorare“.

Adesso per Dominika ci sarà l’ostacolo più grande, quella Serena Williams che ha battuto Garbine Muguruza in tre set. L’americana fa il punto in mixed-zone: “All’inizio ho avuto parecchie difficoltà, devo essere sincera. Lei ha cominciato a giocare parecchi vincenti da entrambi i lati e mi sentivo come se non fossi ancora entrata in partita. Alla fine ho inquadrato la situazione e mi sono detta: Serena, o cominci a giocare o Melbourne finisce qui. Per fortuna ho ritrovato il mio ritmo e sono riuscita a risalire la china, ma ho dovuto giocare la miglior partita del mio cammino in Australia“. Le condizioni di salute non sembrano ottimali: “Oggi mi sentivo meglio – svela la numero uno – ma fino a ieri ho avuto un fastidio alla gola e ho dovuto prendere qualche vitamina. Anche in campo si è sentito qualche colpo di tosse, mi è stato riferito“. Ora la Cibulkova: “E’ una giocatrice di livello, non puoi mai abbassare la guardia quando ce l’hai di fronte. Lo stesso sarà anche nei quarti, perchè non voglio ripetere la falsa partenza di oggi“.

L’inversione di tendenza del secondo set ha colto di sorpresa una Garbine Muguruza scoraggiata, ma comunque consapevole di aver messo nuovamente in difficoltà la Williams: “E’ difficile da spiegare il motivo di questo passaggio a vuoto. Stavo giocando bene, ma evidentemente non ho ancora il ritmo per stare al passo con Serena: più passava il tempo, più sentivo diminuire le energie. La sua spinta aggressiva del secondo set ha fatto il resto, sono crollata quando ha cominciato a giocare alla grande“. L’opportunità del terzo set grida vendetta: “Probabilmente, se avessi conquistato quel break sarei riuscita a tener duro fino alla fine. Peccato per l’occasione sprecata, è stato un game dispendioso e mi rendevo conto di avere l’unica possibilità di strapparle un servizio solidissimo. E’ andata così, mi servirà di lezione nel corso dell’anno“.

Non solo Serena ai quarti, ma anche sua sorella Venus. La statunitense piazza il colpo di giornata grazie all’eliminazione di Aga Radwanska: “Non ho dato seguito alla buona partenza, avrei potuto fare meglio nel secondo set. Il passaggio a vuoto fino all’inizio del terzo ha rischiato di compromettere il mio torneo, non so cosa sia successo. Aga ha preso in mano gli scambi e non mi lasciava via di scampo, ma non mi sembrava di giocare poi così male. Ho giocato qualche colpo con troppa veemenza, sentivo partire il braccio e perdevo il controllo nell’impatto, ma ho avuto la forza di ricompattarmi e trovare le energie necessarie nel terzo set“. La differenza sta nello status psicologico: “Probabilmente un anno fa avrei perso questa partita. Dodici mesi rappresentano un lasso di tempo lunghissimo, è stato importante il lavoro sul piano mentale che mi ha fatto recuperare fiducia. Battere un’avversaria di questo livello, poi, non può che darmi ulteriori certezze per la fase finale“.

Meno soddisfatta, ovviamente, la sua avversaria. Una Radwanska delusa, quella che si presenta nel dopogara: “Ho giocato un ottimo secondo set, mi sentivo davvero in gran forma e padrona del match. Poi però Venus ha ripreso le redini e ogni turno di battuta è diventato sempre più rapido: nessuna delle due dava particolari occasioni all’altra, ma nel terzo set mi rendevo conto di perdere qualche metro da fondocampo. La componente principale è stata quella, lei aveva più risorse ed energie da spendere“. I benefici dell’allenamento con la Navratilova, però, sono evidenti: “Stiamo attraversando un buon momento – continua Aga – anche se il risultato di Melbourne non rende giustizia al lavoro che è stato fatto. Bisogna soltanto riorganizzare le idee e ripartire dal prossimo torneo, tutto qui. La stagione è lunga e avrò altre occasioni“.

A chiudere la giornata è il successo della giovane Madison Keys, che a nemmeno vent’anni entra nelle prime otto degli Australian Open. L’americana è raggiante dopo il successo sulla connazionale Brengle: “Da quando ho battuto la Kvitova c’è stato un picco di entusiasmo che mi porta a giocare con grande determinazione. Affrontare un match con i favori del pronostico, però, dà tutta un’altra sensazione. Sentivo quasi l’obbligo di dover vincere e qualificarmi ai quarti: per fortuna ho messo da parte la tensione e sono riuscita ad esprimermi al meglio“. La chiave del successo sta nella distanza dalla riga di fondo: “Soffrivo un po’ lo scambio lungo – ammette la Keysma avevo capito che avrei dovuto tenerla con i piedi fuori dal campo e ho cominciato ad attaccare con più profondità. Prendendomi qualche rischio, sono riuscita a conquistare metri e mantenere il pallino dello scambio“. Le speranze del ricambio generazionale americano sono poste sulla giovane promessa: “Sono molto eccitata, sento di avere una grande occasione tra le mani. Non sono mai stata in questa situazione, ma già non vedo l’ora di giocare la prossima partita. Sogno di lasciare Melbourne col trofeo tra le braccia“.


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