AUSTRALIA, UN TALENTO DA COLTIVARE

Chengdu rilancia Tomic, Kyrgios cerca stabilità tra i big e De Minaur può essere la next big thing del tennis targato Australia. La testa prima di tutto.

TENNIS – All’inizio del terzo millennio fu Lleyton Hewitt, l’ultimo giocatore che ha portato l’Australia sulle vette più alte del tennis mondiale. Quell’esplosione proveniente da Adelaide, in un momento di transizione dopo la diarchia Sampras-Agassi e prima del dominio di Federer, portò al biennio 2001-2002 in cui arrivarono Wimbledon, US Open e la doppietta alle Finals, oltre al primo posto nel ranking ATP a metà novembre del 2001.

Mentre Hewitt cercava di elevarsi a nuovo sovrano della racchetta maschile, cominciavano a crescere, se non ancora a nascere, talenti australiani che avrebbero poi avuto l’arduo compito di dargli seguito. Adesso l’ex numero uno del mondo segue da vicino alcuni talenti, molti dei quali sono arrivati ad un passo dalla definitiva consacrazione o provano a raggiungerla con i favori dell’età anagrafica dalla loro parte.

Il torneo di Chengdu ha riportato in auge il partito australiano delle teste calde, capitanato da Bernard Tomic, che ha vinto la finale contro Fabio Fognini. Un talento immenso, quello del tennista nato a Stoccarda, ma un approccio comportamentale che lascia a desiderare e che spesso gli ha causato bruschi crolli nelle sue ambizioni. La vittoria in Cina può essere d’incoraggiamento per se stesso e per Nick Kyrgios, altra figura che gli si avvicina in termini di atteggiamento e cammino in carriera: il minimo comune denominatore è una potenzialità sopita, non in grado di essere coltivata per diventare un top player.

Matthew Ebden, John Millman e Matt Reid rappresentano la base operaia su cui costruire una valida artiglieria a ridosso dei più grandi, come dimostrano i risultati ottenuti durante il 2018 anche in ottica major, ma il vero pupillo australiano è Alex De Minaur. Un classe 1999 capace di giocarsela con i big, seppur non ancora esperto: è il terzo australiano nel ranking dopo Kyrgios e Millman, numero 38 della classifica mondiale e considerato tra le next big things dopo Alexander Zverev.

Le aspettative del tennis australiano sono altissime, il talento è prezioso e potenzialmente gestibile per un altro decennio, ma serve una maggiore attenzione dopo gli errori degli ultimi anni che hanno impedito soprattutto a Kyrgios e Tomic di diventare top ten stabili. Testa, ancor prima che tecnica: l’Australia ha di nuovo un tesoro tra le mani.


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