AUSTRALIAN OPEN: DAI PIONIERI A MARTE

L’ Australian Open è tra le quattro prove Slam quella che più ha saputo rinnovarsi: dall’erba al Rebound Ace al Plexicushion, dalle tribune in legno del Kooyong all’impianto avveniristico di Melbourne Park. Ripercorriamo insieme i campioni delle edizioni passate.
domenica, 12 Gennaio 2014

L’Australian Open è il primo dei quattro tornei del Grande Slam che si disputa sui campi in cemento di Melbourne, in Australia. Gestito dalla ‘Tennis Australia’, un tempo nota come ‘Lawn Tennis Association of Australia’ il torneo ha visto la luce nel 1905 al ‘Warehouseman’s Cricket Ground’, attualmente la ‘Albert Riserva Tennis Centre’, di St. Kilda Road. Nato come ‘Australasian Championships’, è evoluto nel 1927 in ‘Australian Championships’ ed infine, nel 1969m in ‘Australian Open’. Dal 1905, l’Australian Open è stato organizzato in cinque città australiane e in due della Nuova Zelanda: a Melbourne per 54 volte, a Sydney per 17 volte, ad Adelaide per 14 volte, a Brisbane per 7 volte, a Perth per 3 volte, a Christchourch nel 1906 ed a Hastings nel 1912.

Dal 26 novembre 1905, anno in cui Rodney Heath incide per primo il proprio nome nell’albo d’oro del torneo, al 4 gennaio 1976, giorno in cui Mark Edmondson diviene l’ultimo aussie capace di alzare al cielo il trofeo; solo undici campioni non erano ‘confezionati tra l’Australia e la Nuova Zelanda’, sempre la finale ha potuto contare su almeno un canguro, ed appena nove sono stati gli ‘intrusi’ abbattuti all’ultimo atto.

All’incirca lo stesso discorso vale per la gara femminile: da quando nel 1922 Margaret Molesworth vince la prima edizione, al 1978 quando Chris O’Neil si diventa l’ultima ‘aussie’ ad imporsi; vi sono solo nove campionesse e dieci finalisti ‘straniere’.

Va sottolineato che vi sono tanti ‘Profeti in Patria’ anche perché non tutti i giocatori internazionali partecipavano al torneo, dato che fino agli anni ’20 il viaggio in nave dall’Europa all’Australia durava circa 45 giorni.

Il passato remoto dello Slam australiano fa leva su nomi quali il neozelandese Anthony Wilding, i gemelli locali Arthur e Pat O’Hara Wood, i grandissimi eroi di casa James Anderson, Jack Crawford, vincitore in quattro occasioni, e John Bromwich due volte campione e sei finalista; nonché lo statunitense Fred Alexander, il francese Jean Borotra, il britannico Fred Perry, nonché lo statunitense Don Budge che nel gennaio del 1938 ha stretto in pugno il primo tassello per completare il Grande Slam.

Tra le signore meritano di essere ricordate i cinque successi della precoce quanto sfortunata Daphne Akhrust, morta di parto a soli ventinove anni, il tris di Joan Hartigan, le doppiette di Coral McInnes Buttswoth e Nancye Wynne ma anche la vittoria, giunta dopo cinque finali perse, di Esna Boyd.

Di ritorno dalla Seconda Guerra Mondiale il monologo ‘aussie’ prosegue grazie a John Bromwich, ai due volte primi Frank Sedgman e Ashley Cooper ed al fortissimo Lew Hoad.

Gli Australian Open sono stati terreno di conquista del  leggendario Roy Emerson, l’unico ad essere riuscito a proclamarsi campione per sei volte; dell’inossidabile Ken Rosewall, imbattibile in quattro edizioni e che detiene il record di vincitore più giovane, avendo vinto nel 1953 a diciotto anni e due mesi, ma pure più anziano, avendo vinto nel 1972 a trentasette anni ed otto mesi; e del duplice signore del Grande Slam Rod Laver tre volte vincitore.

In ambito femminile, il dopoguerra riaccoglie a braccia aperte Nancye Wynne, per poi lasciare spazio alle statunitensi Doris Hart e Louise Brough, nonché alla cometa più lucente dell’epoca, Maureen Connolly. Le vittorie dell’americana Shirley Fry e della britannica Angela Mortimer, precedono il dominio di Margaret Smith che per sette anni di fila e dieci in assoluto, alzerà il trofeo intitolato alla memoria della Akhrust. A provocare qualche dolore alla beniamina di casa saranno giusto Billie Jean King, Nancey Richey e Virginia Wade.

Dopo Arthur Ashe, capace di aggiudicarsi il major dopo due sconfitte patite in finale per mano di Roy Emerson, nel 1974 invade la scena un altro yankee, l’irascibile mancino bimane Jimmy Connors, implacabile nel battere Phil Dent e incamerarsi il primo di tre Slam vinti durante l’annata. Nel 1974 avviene il ‘battesimo’ anche di Chris Evert che disputa, perdendola, la sua prima finale di Slam contro Evonne Googlagong, alla sua prima di quattro vittorie consecutive.

Tornando al profilo organizzativo, la nascita dell’era Open è da lì a poco seguita da altre novità: se nel 1972 l’evento inizia a disputarsi stabilmente sui campi in erba del ‘Kooyong Lawn Tennis Club’, nella zona sudorientale di Melbourne; dal 1977 al 1985 lo Slam aussie viene disputato in dicembre.

Dopo le affermazioni di John Newcombe, Roscoe Tunner e Vitas Gerulaitis, l’assenza dei migliori giocatori del mondo permette a Guillermo Vilas di vincere i titoli nel 1978 e nel 1979. Tra le donne il tabellone è altrettanto povero, così le semi sconosciute Chris O’Neil e Barbara Jordan possono contare sul loro momento di gloria. Povertà ‘di nomi’ che colpisce il tabellone maschile per altre tre edizioni, finite nelle tasche di Brian Teacher e di Johan Kriek, finché giunge il momento di due grandi svedesi: Mats Wilander e Stefan Edberg, rispettivamente campioni a Melbourne per tre e due volte.

Per le donne le cose migliorano sin dal 1980 quando la diciottenne Hana Mandlikova incanta il mondo con il suo sublime talento, per poi ripetersi nel 1987. In mezzo a tanto splendore luccicano anche Chris Evert nel 1982 e nel 1984, e Martina Navratilova, nel 1981, nel 1983 e nel 1986.

Essendo con le sue tribune in legno il ‘Kooyong’ inadeguato ad ospitare un grande evento; l’ITF costringe la ‘Lawn Tennis Association of Australia’ a cambiare la sede e nel 1988 il primo Slam stagionale inizia a tenersi presso ‘Fliders Park’, più tardi rinominata ‘Melbourne Park’, un impianto avveniristico che dispone di campi  in Rebound Ace e che, prima prova Slam in assoluto, disporrà di un tetto.

Maestro nell’adattare il proprio gioco a qualsiasi superficie o avversario di turno, nel 1988 Mats Wilander vince il primo di tre Slam stagionali, mentre tra le donne una non ancora diciannovenne Steffi Graf fa ancora meglio, battendo Chris Evert alla sua ultima finale Slam e inanellando il primo di quattro successi che si possono riassumere in Grande Slam.

Le annate 1989-1990 premiano Ivan Lendl, sconfitto l’anno successivo nella sua diciannovesima ed ultima finale Slam da Boris Becker, e Steffi Graf che nel 1991 si arrenderà nei quarti a Jana Novotna, a sua volta battuta dalla ‘belva di Novi Sad’, Monica Seles. Per la fuoriclasse serba il trionfo del 1991 è il primo di tre sigilli consecutivi. Una serie interrotta dalla follia di Gunther Parche che però impedisce a Monica Seles di tornare a trionfare nel 1996.

Dal 1992 al 2003 agli Australian Open fa furore l’accento yankee con le doppiette di Jim Courier e Pete Sampras e i quattro centri di Andre Agassi. Un angolo di paradiso lo trovano però anche Boris Becker, Petr Korda, Evgenij Kafelnikov e il sorprendente Thomas Johansson.

Dopo i tre capolavori consecutivi di Martina Hingis, l’elvetica s’inchina in altrettante finali, nel 2000 a Lindsay Davenport, nel 2001 e nel 2002 a Jennifer Capriati. L’anno dopo Serena prevale nel derby ‘sorellicida’ così come nel 2004 Justine Henin respinge la sua amica-nemica Kim Clijsters. Tra altre due vittorie di Serena Williams, nel 2006 s’insinua Amelie Mauresmo, seconda francese dopo Mary Pierce a fare la voce grossa in Australia. Nel 2008 è invece il momento della zarina Maria Sharapova, non eguagliata l’anno dopo dalla connazionale Dinara Safina, che giunta all’ultimo atto non riesce a racimolare più di tre game contro Serena Williams. La minore delle sorelle Williams ‘batte il cinque’ nel 2010, quando sbarra la strada alla rientrate Justine Henin. Il Belgio deve attendere un anno per sorridere, seppure a trionfare non sarà l’estrosa vallone bensì la concreta fiamminga Kim Clijsters. Complice una certa sfortuna che sembra accompagnare Serena Williams ogni qualvolta atterra a Melbourne, dopo ‘mamma Kim’ i campi in ‘Plexicushion’, inaugurati nel 2008, della ‘Rod Laver Arena’ diventano teatro per due successi di Victoria Azarenka.

Per quanto riguarda il versante maschile, dal 2004 ai giorni nostri, Roger Federer ha totalizzato quattro vittorie su cinque finali disputate. Prima vittima di Re Roger è Marat Safin, che si rifarà l’anno dopo alla terza finale in Australia contro il beniamino di casa Lleyton Hewitt. L’elvetico mette di nuovo tutti in riga nel 2006, nel 2007 e nel 2010; in mezzo un ‘vamos’ di Rafael Nadal ed un ‘ajde’ di Novak Djokovic. Nell’ultimo triennio il serbo ha fatto degli Australian Open una sua colonia: dal 2011 al 2013 è infatti lui ad esultare.

Nel 2014 sui ventiquattro campi di Melbourne Park andrà di scena 102esima edizione per gli uomini e l‘88esima per le donne, direttore del torneo è Craig Tiley, mentre il referente risponde al nome di Wayne McKewen.


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