AUSTRALIAN OPEN: FABIO FOGNINI SI SVEGLIA TARDI, PASSA MULLER

Si ferma al primo turno l'avventura di Fabio Fognini agli Australian Open 2016. L'azzurro, che ha avuto set point nei primi due parziali, ha ceduto alla distanza contro un ottimo Gilles Muller. Inutile il tie break vinto nel terzo set: 7-6(8) 7-6(7) 6-7(5) 7-6(1) il punteggio finale.
martedì, 19 Gennaio 2016

Tennis – Nel 2015, dopo un pessimo inizio di stagione, Fabio Fognini si presentava a Melbourne con poche aspettative e ancor meno speranze. La brutta figura contro Alejandro Gonzalez, in quattro set, aveva fatto da preludio ad una crisi nera e ad un’emorragia di sconfitte interrotta solamente a Rio, con la vittoria su Rafael Nadal e la sconfitta in finale contro David Ferrer. Questa è un’altra storia, ma a dispetto della passata stagione il risultato non è cambiato. Il ligure non è riuscito ad uscire vincitore dall’ennesima sfida pazza della sua carriera, una sfida giocata sul filo del rasoio per più di 3 ore e 30 minuti, una sfida ricca di rammarico e di occasioni sprecate. Perchè l’azzurro ha avuto chance in tutti e quattro i parziali disputati, ma ne ha vinto solo uno. Si è aggiudicato il 71% di punti con la prima palla, ha perso il servizio solamente una volta in tutto il match, ma non ha sfruttato i set point avuti a disposizione tra primo e secondo set. Anche a causa di un risentimento muscolare alla coscia destra, Fabio non è stato in grado di mantenere la calma nei momenti più importanti, finendo per cedere alla distanza ad un ottimo Gilles Muller. 7-6(6) 7-6(7) 6-7(5) 7-6(1) in favore del lussemburghese al termine di un incontro giocato su pochi scambi, e pochi punti, dominato dalla tensione e dagli errori, ma anche dall’alto tasso di tensione.

In una partita non bellissima, condizionata dai tanti errori e della tensione, Fabio Fognini è il primo a procurarsi una chance di break, sul 2-2. Il ligure risponde bene alla prima, ma nel bel mezzo dello scambio butta via un rovescio e si consegna alle bordate dell’avversario. La prima palla funziona bene, al ligure, ma gli errori in fase di impostazione finiscono per diventare letali nel tie break, che si palesa dopo un parziale senza ulteriori palle break. Malgrado fosse stato Fabio ad avere più chance nei primi 40 minuti di gioco, Muller gioca senza paura il jeu decisif. L’azzurro va avanti di un mini-break, ma si incarta sul più bello e in un attimo si ritrova sotto 2-4. Una risposta nei piedi nel settimo punto riporta le cose in parità, ma ancora una volta è il lussemburghese ad essere più propositivo. Fognini si procura un set point al termine di uno scambio estenuante, ma in vantaggio 6-5 non riesce più a fare un punto. Muller approfitta di un errore di dritto dal centro del campo di Fognini, che di fatto regala la prima frazione dopo 53 minuti di gioco.

Fabio chiama il MTO per un piccolo problema alla coscia destra, ma al rientro tiene senza troppa fatica il proprio turno di battuta. Nel terzo game, grazie a due quindici costruiti in maniera perfetta, Muller si procura una palla break per prendere il largo anche nel secondo set. Il dritto di Fognini, questa volta, non tradisce e si va ad infrangere sulla riga più lontana, consentendo all’azzurro di portarsi sul 2-1. Il lussemburghese, nel game successivo, va prima avanti 30-0 e poi 40-15, ma a causa di un doppio fallo e di un brutto errore in lunghezza si ritrova a fronteggiare prima la parità e poi una palla break. Muller vive il suo massimo momento di difficoltà, ma ne riesce ad uscire con il servizio per ben due volte di fila. Fognini accusa il colpo e va sotto 0-30 con due gravi errori, ma reagisce con quattro vincenti di fila e si porta nuovamente avanti. La partita inizia a seguire l’ordine dei servizi e senza particolari scalpi si arriva nuovamente al tie break. Muller, questa volta, parte forte, ma dopo il mini-break iniziale e il 2-0 subisce tre punti di fila. Si entra nuovamente in lotta, ricomincia la battaglia di nervi e questa volta è il ligure il primo a dover fronteggiare un set point. Annullata la possibilità con una grande accelerazione di dritto, Fabio si procura un set point sul 7-6. Ancora una volta è un fuoco di paglia, perchè il lussemburghese non trema e piazza due prime vincenti senza il minimo sforzo, prima di approfittare di una palla corta mal giocata dell’azzurro, ancora una volta troppo superficiale nei pressi della rete.

Inizia una nuova partita, con Muller sempre in controllo e Fognini ancora di più in difficoltà. Si entra nel vivo sul 3-3, quando Fabio inizia ad alternare colpi straordinari ad errori molto banali, prima di trovarsi sullo 0-30. Il lussemburghese, imperturbabile, ricomincia a spingere al 100% con il servizio e recupera lo svantaggio, volando sul 4-3 non senza qualche difficoltà. Nemmeno il ligure è esente dalla sofferenza, lo testimonia la palla break che  è costretto ad annullare con un inside-out pazzesco nel game successivo, che però riesce a portare a casa in maniera quasi miracolosa. Nel nono game succede qualcosa, Muller inizia a mostrare i primi segnali di cedimento al servizio e dal 30-0 patisce tre favolose risposte vincenti del ligure, che come un fulmine a ciel sereno ritorna ad avere palle break. Ne ha due, di nuovo, ma Muller non ne vuole sapere proprio di prolungare la partita. così è Fognini a concedere due match point nel dodicesimo game (il tutto dopo un undicesimo game perso a causa di un penalty point). L’azzurro cade nel tranello del nervosismo, ma si salva per il rotto della cuffia, prima con un passante sbagliato da Muller e poi con un passante vincente di rovescio su un attacco centrale dell’avversario. Si arriva al tie break, per la terza volta nell’incontro, e si gira sul 3-3. Nessuno concede niente, fin quando Muller non decide di commettere il settimo doppio fallo della sua partita proprio sul set point Fogna.

Nel quarto set c’è tutto il bello, ma anche tutto il brutto, del numero uno d’Italia. L’azzurro parte male, anche a causa del riacutizzarsi del dolore, e concede subito il break in maniera del tutto casuale. Tre dritti sparacchiati e poco altro, a favore di un Muller aggressivo e perfetto al servizio. Ma il tennis è strano, anche Fognini lo è, allora un sesto game quasi andato diventa per Fabio l’opportunità per rientrare in partita. Grazie a quattro risposte magnifiche, ma anche grazie ad un mini passaggio a vuoto del lussemburghese, il ligure rientra rapidamente in partita e tiene a 0 il settimo game. La lotta è serrata, Fognini prova a mantenere alta la percentuale di prime in campo e a tenere a bada tutte le accelerazioni dell’avversario, che sul 4-4 ha addirittura due palle break per andare a servire per il match. Fabio si salva, subisce il game perfetto, e nell’undicesimo gioco è nuovamente costretto ad inventarsi un passante favoloso sul 30-40 per rimanere aggrappato ad un set tanto duro quanto spettacolare. La giusta conclusione di un set del genere non può essere che il tie break, ma questa volta non c’è davvero storia. Con il dritto sbagliato a campo aperto nel primo punto, Fognini esce completamente dalla partita e si concede definitivamente a Muller, che accompagnato dai 34 ace strappa il pass per il secondo turno.

Finisce in maniera prematura l’avventura del numero uno d’Italia nel primo Major della stagione. Fabio, che con questa sconfitta raggiunge quota 7 per quanto riguarda i passi falsi al primo turno, sarà impegnato con Simone Bolelli per difendere quello che, l’anno scorso, è stato il primo titolo Slam in doppio per una coppia italiana. Rimane il rammarico per una partita che avrebbe potuto regalare un secondo turno contro John Millman, ma il tennis è questo. Anche Fognini lo è.

 


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