ISNER E ‘DOLGO’ MARATONETI

Lo statunitense ha sconfitto David Nalbandian per 10-8 al quinto set, mentre l’ucraino ha avuto la meglio su Tobias Kamke per 8-6, dopo aver annullato un match-point. Avanti anche Tomic e Wawrinka
mercoledì, 18 Gennaio 2012

Melborune (Australia). Il match di oggi non ha nulla a che vedere con quello epico giocato a Wimbledon contro Nicolas Mahut (che terminò per 70-68 al quinto set dopo 11 ore e 5 minuti di gioco), ma John Isner ha dimostrato nuovamente di essere davvero un osso duro quando gli incontri vanno per le lunghe. Opposto a David Nalbandian nel secondo turno degli Australian Open, lo statunitense (numero 16 del seeding) ha avuto la meglio con il punteggio di 4-6 6-3 2-6 7-6 10-8, dopo 4 ore e 41 minuti di gioco. Nel quinto parziale il gigante della Georgia è stato più volte a un passo dal capitolare, ma ha stretto i denti, e alla fine si è conquistato un preziosissimo successo. “E’ stato un gran match, ma purtroppo ho perso”, la reazione a caldo dello sconfitto. “Sull’8-8 lui ha giocato un grande game, tanto che a memoria credo di non avergli regalato nemmeno un punto, e mi ha tolto il servizio. Peccato”.

Grandi rimpianti per l’argentino. Per Nalbandian c’è indubbiamente parecchia delusione, in quanto in avvio di quinto set è stato più volte vicino al break (fallendo anche due occasioni nel terzo gioco), e sull’otto pari ne ha avute altre tre, due delle quali sprecate con un errore di rovescio, il suo colpo migliore. In questo game anche un episodio che ha visto andare su tutte le furie l’argentino, che, per averlo chiesto troppo tardi, si è visto negare un ‘challenge’ dal giudice di sedia, il quale ha aveva appena fatto overrule su un ace di Isner chiamato ‘out’ dal giudice di linea. E così nel gioco seguente è stato Isner, che sul 4-3 si era visto dire di no da un numero dell’avversario (che l’ha chiamato a rete con un’ottima demi-volèe prima di passarlo con un rovescio lungolinea), a trovare il break decisivo, approfittando del calo di concentrazione del rivale. Ad aumentare il rammarico del tennista di Cordoba anche le migliori percentuali ottenute al servizio, sei punti vinti in più dell’avversario, e un saldo fra vincenti ed errori gratuiti di + 34 (contro il + 19 rivale). “Non credo di aver perso per quell’episodio – ha concluso Nalbandian – ma non credo nemmeno di aver chiesto l’Hawk-eye troppo tardi. E’ ridicolo giocare tornei così importanti con arbitri del genere (il francese Kader Nouni, ndr). Non capisco cosa volesse ottenere”.

Al quinto anche ‘Dolgo’ e Almagro. Battaglia di cinque set anche per Alexander Dolgopolov e Nicolas Almagro, a segno rispettivamente sul tedesco Tobias Kamke e sul bulgaro Grigor Dimitrov. L’ucraino ha superato il rivale con il punteggio di 4-6 6-1 6-1 3-6 8-6, recuperando un break di svantaggio nel set decisivo (1-3) e salvando un match-point (sul 5-6 30-40) prima di trovare, nel tredicesimo gioco, l’allungo decisivo. Come Isner, ha invece rimontato da una situazione di 2 set a 1 di svantaggio anche Almagro, che ha battuto l’emergente tennista dell’est Europa per 4-6 6-3 6-7 6-4 6-0. Dopo aver conquistato autorevolmente il tie-break del terzo set, il ventenne di Haskovo sembrava aver girato a proprio favore l’esito del match, ma dal 3-3 della quarta partita ha avuto un brusco calo di rendimento, subendo un parziale di 9 a 1 che ha consegnato ad Almagro il terzo turno.

Tomic, Wawrinka e Karlovic in quattro set. Sono invece durati un set in meno gli incontri che hanno promosso al terzo turno l’idolo di casa Bernard Tomic, lo svizzero Stanislas Wawrinka, e il gigante croato Ivo Karlovic. Il primo, impegnato nella Rod Laver Arena contro lo statunitense Sam Querrey, ha avuto la meglio con il punteggio di 3-6 6-3 7-6 6-3, tenendo sempre in mano il pallino del gioco dopo un primo set opaco. Il rivale è riuscito a rimanergli attaccato grazie a un rendimento nettamente migliore nella trasformazione delle palle-break (2 su 3, contro il 3 su 10 rivale), ma è capitolato nell’ottavo gioco della quarta frazione, che l’ha visto subire il break decisivo. Wawrinka ha invece battuto Marcos Baghdatis per 7-6 6-4 5-7 6-1, dopo aver servito per il match sul 5-4 del terzo ed essersi lasciato sorprendere dal rivale (che nel corso del set ha rotto quattro racchette di fila). Karlovic si è invece imposto sull’argentino Carlos Berlocq per 7-6 3-6 6-3 6-4, chiudendo la sfida dopo tre ore e 23 minuti di gioco. Il 32enne di Zagabria, aiutato da una seconda di servizio più incisiva, ha giocato meglio i punti importanti, tanto che gli è bastato vincerne otto in più del rivale, 139 a 131, per far suo il match in quattro set.

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