AUSTRALIAN OPEN: NEL 2015 NUOVA HEAT POLICY

Dopo il clima infernale dello scorso anno e il malcontento dei giocatori, costretti a giocare in condizioni inumane, l’Australian Open vara una nuova politica per guidare gli arbitri nel processo di decisione sull’eventuale sospensione dei match per il caldo
mercoledì, 3 Dicembre 2014

Mancano circa sei settimane all’inizio della prossima edizione dell’Australian Open e già si comincia a parlare del pericolo rappresentato dal gran caldo, uno degli ingredienti che contraddistingue lo Slam australe. Dopo le polemiche sollevate, nel corso dell’ultimo torneo disputato a Melbourne Park, da molti giocatori, che hanno accusato l’organizzazione di costringerli a rimanere in campo in condizioni inumane, con temperature superiori a 40°, i  dirigenti dell’Australian Open hanno deciso di modificare la cosiddetta “Heat policy”, per evitare che si ripetano episodi analoghi a quelli accaduti nel 2014.

Un caldo storico. L’Australian Open è tradizionalmente uno Slam infuocato, ma l’edizione del 2014 è stata a dir poco storica sotto questo punto di vista, perché, per la prima volta dopo quattro secoli, si sono registrate temperature superiori ai 40° per quattro giorni consecutivi (i primi quattro del torneo), con un picco incredibile di 44°. L’incredibile ondata di calore ha causato una serie interminabili di interruzioni, dovute ai malori accusati dai vari giocatori a causa del clima infernale. Spossatezza, vertigini e addirittura allucinazioni. Frank Dancevic (nella foto), tennista canadese dal gioco brillante, ha asserito addirittura di aver visto “Snoopy” durante il suo incontro di primo turno, perso contro il francese Benoit Paire. E almeno quattro degli otto ritiri, registrati nel turno inaugurale, sono stati causati dal grande caldo. Lo stesso Dancevic è arrivato a dichiarare: “Finché non muore qualcuno, qui non cambieranno nulla”. Un attacco diretto nei confronti dell’organizzazione e delle regole poco chiare attorno al problema del caldo, che lasciavano alla discrezionalità degli arbitri la decisione di sospendere o meno gli incontri.

Una nuova politica e un nuovo tetto. Per evitare il ripetersi di episodi analoghi a quelli appena ricordati, l’Australian Open ha deciso di cambiare le regole per la prossima edizione. La decisione sull’eventuale sospensione resterà ancora nell’ambito della discrezionalità di giudice di sedia e supervisor, ai quali però vengono forniti nuovi e più precisi parametri per orientare il proprio giudizio. La sospensione dell’incontro sarà possibile quando la temperatura supererà i 40 gradi celsius e la Wet Bulb Global Temperature (un indice che prende in considerazione fattori quali l’umidità, la direzione del vento e la temperatura) supererà il valore di 32,5 gradi. “Crediamo che questo aggiornamento possa chiarire e semplificare le comunicazioni tra giocatori e staff”, ha dichiarato il direttore del torneo Craig Tiley. “Questo ci è sembrato il modo più giusto per migliorare le cose”. I match potranno essere sospesi dopo un numero pari di game, all’interno di un set, oppure al termine di un tiebreak. Inoltre, da quest’anno, saranno tre i campi dotati di tetto retrattile, che eventualmente potrà essere chiuso anche quando la temperatura è troppo alta. Dopo l’Arthur Ashee Stadium e la Hisense Arena, anche lo stadio dedicato a Margaret Court avrà la sua copertura mobile.

Ma l’inferno non dovrebbe ripetersi. Stando ai meteorologi però, la prossima edizione non dovrebbe essere infuocata come quella dello scorso anno. Le previsioni infatti, ci dicono che durante il torneo del 2015 (dal 19 gennaio al primo febbraio), la temperatura media sarà di 26 gradi o inferiore, con cinque giornate in cui il termometro supererà i 30 gradi ed una soltanto in cui si avvicinerà ai 40. Speriamo vivamente che gli esperti non abbiano preso un abbaglio, perché il gran caldo dello scorso anno, oltre a mettere in pericolo la salute dei giocatori, ha anche posto un vistoso freno al livello qualitativo dei match disputati.


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