WAWRINKA AVANTI ADAGIO, NISHIKORI ANNULLA FERRER

Australian Open 2015. Il detentore del titolo fatica quattro set per avere la meglio su Garcia-Lopez. Netto successo invece del giapponese sullo spagnolo (triplo 6-3)
lunedì, 26 Gennaio 2015

TENNIS – Pronostico rispettato, nulla di anomalo: agli ottavi di finale dell’Australian Open 2015, il detentore del torneo Stanislas Wawrinka batte l’outsider Guillermo Garcia-Lopez e passa ai quarti di finale. Ma lo fa dopo aver visto i proverbiali sorci verdi, ossia dopo tre ore di gioco e un punteggio che la dice lunga sulla faticosa giornata: 7-6(2), 6-4, 4-6, 7-6(8). Meno pronosticabile, invece, il netto successo – il triplo 6-3 – con cui Kei Nishikori ha regolato David Ferrer. In sostanza interessanti le sentenze della sessione diurna dell’ottava giornata a Melbourne.

Materiale su cui riflettere quello per lo svizzero numero 4 del mondo, il quale comunque sia era ben consapevole che non sarebbe stata una scampagnata sulla Margaret Court Arena. Dall’altra parte della rete trovava infatti lo stesso Garcia-Lopez che all’ultimo Roland Garros gli aveva rifilato il 6-4, 5-7, 6-2, 6-0 che l’aveva buttato fuori al primo turno. Tutto ciò, a livello di gioco, per Stan si traduceva sì nel solito tennis granitico ma anche contraddistinto da troppi sbagli: le statistiche, alla fine, parlano chiaro con i 61 errori non forzati contro i 32 dello spagnolo.

Il primo set si rivelava un tiro alla fune. Servizio strappato da Garcia-Lopez al quinto gioco e 3-2 per lo spagnolo; contro-break immediato; nuovo break al nono gioco; e nuovo, stavolta delicatissimo, contro-break per riportare la partita sul 5-5. Dunque un primo parziale in cui Wawrinka non faceva che rincorrere. Almeno fino a quel tiebreak dominato 7 punti a 2.

Scacciati forse i fantasmi di Parigi, per Wawrinka a quel punto era più facile entrare in controllo del match. Nella seconda frazione una palla break, sull’1-1, un’opportunità per portarsi avanti subito sfruttata dal vincitore dello scorso anno e vantaggio mantenuto fino al 6-4 che valeva il cospicuo bottino di due set a zero.

Bottino che illudeva e consentiva di tirare i remi in barca allo svizzero. Soprattutto dopo il servizio rubato sull’1-1. Sotto di un break veniva però fuori uno straordinario, indomabile Garcia-Lopez. Che, sul 4-3 e servizio Wawrinka, contro-breakava, per poi portarsi sul 5-4 e breakare nuovamente il più quotato avversario al decimo gioco per il 6-4 che riapriva i giochi.

Avvincente allora il quarto set. Mentre quel pensiero di Parigi tornava prepotentemente nella testa del 29enne di Losanna. Lui scosso, lo spagnolo determinato. Una palla break annullata per entrambi, poi il combattuto tiebreak. Sul 6-2 era bravo Wawrinka ad annullare tutti e quattro i set point e, con un parziale di 5-0, portarsi sul match point del 7-6. Colpo di coda però dello spagnolo (7-7 e matchpoint cancellato; 8-7 e altro setpoint guadagnato), prima del nuovo parziale, stavolta di 3-0, decisivo per la vittoria di un Wawrinka in versione pasticcione.

A lanciare il guanto di sfida a Wawrinka nei quarti di finale sarà Nishikori, che ha dominato Ferrer nel derby tra top 10, per la gioia dei tanti tifosi suoi connazionali sugli spalti della Rod Laver Arena. Tre set di massima attenzione per il cyborg giapponese contro un Ferrer incapace di rendere impossibile la vita all’avversario come pianificato alla vigilia. Il numero 5 del mondo si è confermato anzi furetto imprendibile per il buon David, uscito battuto per la quinta volta consecutiva da colui che è oramai diventato ufficialmente la sua bestia nera.

Primi due set, tuttavia, più equilibrati di quanto possa sembrare. Dopo aver fronteggiato due palle break al primo turno di battuta del primo set, Nishikori strappava il servizio nel game successivo e nel nono e decisivo. Messo in cascina il primo 6-3, Nishikori era subito costretto al durissimo game (il più lungo della partita: 18 punti) che apriva la seconda frazione. E che era costretto a cedere a Ferrer. I piedi, la velocità, la grande e oramai proverbiale caparbietà (oltre al solido rovescio…) di Kei Nishikori erano allora i protagonisti del contro-break che seguiva e di un altro parziale totalmente nelle mani del giapponese. Nuovo break all’ottavo game per il 5-3, poi il secondo 6-3 di giornata.

Quanto al terzo, quello arrivava per forza di inerzia. Sempre più in controllo del match, il nipponico iniziava alla grande anche il terzo set portandosi sul 2-0. Un break in apertura, un altro in chiusura di set e titoli di coda: 6-3, sorrisone per Nishikori, sguardo soddisfatto di coach Michael Chang. Caro Stanislas, il messaggio è fin troppo chiaro…

Foto: Stanislas Wawrinka in azione (sito ufficiale Australian Open)


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