AVANTI SCHIAVONE

Francesca vince un match dai due volti. Dominato il primo set, brividi nel secondo: 6-0, 7-6
venerdì, 21 Gennaio 2011

MELBOURNE – Dopo la quadrumane spagnola Arantza Parra Santonja e la bimane canadese Rebecca Marino, stavolta Francesca Schiavone ha pescato una… trimane. Monica Niculescu, che sarebbe più appropriato chiamare “Santorescu”, tanto il suo gioco per certi aspetti imita (o cerca di farlo) quello di “le magicien”, aveva eliminato nel turno precedente la testa di serie numero 32 del torneo, vale a dire la semifinalista di Wimbledon 2010 Tsvetana Pironkova. Ecco perché, considerate anche le condizioni fisiche non ottimali dell’italiana, la rumena destava una certa preoccupazione.

Uno e trino – Il ricorso abituale al dritto in chop, in cui stacca la mano sinistra, è interrotto nel gioco di Monica da qualche colpo semi-bimane arrotato per poi sfociare, solo di tanto in tanto ma sovente con efficacia, in normali dritti in top-spin a una mano. Tre soluzioni per un solo fondamentale, delle quali però nessuna è sembrata quella giusta nei primi sei giochi.

Linea piatta – Esaurito il cappello introduttivo di natura tecnica, suggerito dalla singolarità del gioco di Monica (che anche nel rovescio alterna tagli e rotazioni), veniamo dunque alla cronaca, piuttostro scarna nel primo set. Troppa la differenza, per mezz’ora, tra la campionessa del Roland Garros e la rumena. Una Schiavone attenta ma appena sufficiente è bastata a infliggere all’imbarazzante avversaria un 6-0 maturato in appena trenta minuti.

Tre break – Dopo aver ceduto sul proprio servizio i primi due punti dell’incontro, Francesca ha preso in mano le redini della contesa e ha messo a segno un pregevole lob in controtempo che le ha regalato le prime due palle-break; uno smash sulla seconda ha portato la Schiavone sul 2-0, che è diventato di lì a poco 3-0 con una bella volee di rovescio. Per mezz’ora in campo c’è solo l’azzurra; con il dritto, nel bene e nel male, non gioca una palla uguale all’altra ma sulle rotazioni di Francesca sembra piuttosto a disagio. Schiavone avanti 5-0 con un ace mentre un errore della Niculescu, sul 30-40, decreta il sesto gioco e quindi il set.

Brezza virtuale – Nel campo intitolato alla grande Margaret Court, che entro il 2016 verrà dotato di un tetto mobile, inizia a spirare una virtuale leggera brezza dall’inizio del secondo segmento. Il primo passante di dritto in corsa tirato a una mano premia la rumena con il gioco dell’1-1 ma la propensione offensiva dell’italiana trova sempre la maniera di imbarazzare la rivale odierna.

Non è Francesca – Sul 2-1 per lei, mentre ci si continua a domandare come possa la rumena essere stata top-50, la Schiavone si imballa e inizia progressivamente a smarrire le dimensioni del campo. Due dritti da dimenticare regalano il break alla rumena (3-2) che prende coraggio e inizia a spingere, tranne che con il servizio. All’improvviso sembra che la Schiavone non sappia più bene quale tattica usare, ammesso che ce ne sia bisogno: Una volee larga nel sesto game ma soprattutto la combinazione palla corta (troppo lunga) e lob (idem) decreta il doppio-break, con Monica che si ritrova inaspettatamente avanti 5-2.

Recupero – E’ evidente che dipenda tutto dalla nostra giocatrice, ma il risveglio della Schiavone sembra tardivo. Niculescu arriva al doppio set-point sul 40-15 ma il primo lo spreca servendo una seconda così scentrata che tocca addirittura il suo stesso campo. Sul secondo è invece brava l’italiana a prenderle il tempo e chiudere con la volee di dritto; ce ne sarà un terzo e qui la Niculescu recriminerà perchè il colpo vincente della Schiavone che pizzica la riga secondo lei era out.

Pareggio – Scampato il pericolo, l’azzurra torna a farsi propositiva e a rete ottiene il primo dei due break che sanciscono la parità (5-5). Dopo aver transitato per qualche minuto in una zona tennistica che non le compete, Monica torna sulla terra (anzi, sul cemento) e dilapida tutto il vantaggio facendosi brekkare anche nel decimo gioco.

Ultimi brividi di caldo – Sul campo la temperatura è di quelle che si fanno sentire e Francesca avrebbe tutto l’interesse a stringere i tempi; invece l’italiana si fa recuperare da 40-15 e concede la palla-break con una volee di dritto troppo timida che offre un secondo, stavolta vincente, passante alla rumena. Il successivo rovescio fuori misura rimette il risultato in discussione ma la Niculescu non ne approfitta, divenenendo a sua volta fin troppo timida quando va a servire per la terza volta per andare al terzo set. Una sua seconda a 98 km/h con una curva che ha preso la tangenziale non inganna Francesca che va 0-40 e approda all’insperato tie-break con un doppio fallo della sua avversaria.

Tie-break – Il gioco decisivo è dominato dalla Schiavone, anche perché la sua avversaria non ci crede più. Monica subisce quattro mini-break su altrettanti turni di servizio e alla fine il 7-2 viene salutato da Francesca con una certa gioia. Negli ottavi se la vedrà con la russa Svetlana Kuznetsova, che ha battuto 6-4, 7-6 la finalista della passata edizione Justine Henin. La russa conduce 8-4 nei confronti diretti con Francesca, che avrebbe preferito affrontare la Henin.

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