AZARENKA: “ERO DEPRESSA, MA ORA SONO PIÙ MOTIVATA CHE MAI”

Victoria Azarenka si racconta al New York Times con la prospettiva di ritornare al vertice del tennis mondiale. Gli infortuni e la depressione le sono costati una inesorabile discesa in classifica. Ma il rinnovato atteggiamento mentale potrebbe permetterle di riconquistare posizioni che competono a una due volte campionessa Slam.
mercoledì, 7 Gennaio 2015

Tennis – Da numero 1 del mondo a numero 42. Una discesa in classifica causata da un infortunio e da tanti problemi al suo rientro nel circuito. Victoria Azarenka era, fino a poco tempo fa, l’avversaria più accreditata di Serena Willams, ma ora si ritrova ai margini della top 40 Wta.

Lo spirito competitivo e le motivazioni per tornare al vertice, però, non sembrano smarriti: “È solo un numero” – dichiara in un’intervista rilasciata al New York Times – “Io so di cosa sono capace e ho solo bisogno di fare quello che voglio fare”. E cioè tornare regina del tennis, tornare “Al di sopra delle altre”, come ebbe a dire Patrick Mouratoglu riferendosi proprio a Victoria e Serena Williams dopo la finale degli Us Open 2013.

L’obiettivo è chiaro, ma è chiaro anche un cambiamento di atteggiamento della bielorussa vincitrice di due Australian Open. Il 2014 non è stato per lei solo un anno di problemi fisici, ma anche sentimentali, con la rottura del fidanzamento con il cantante Stefan Gordy (Redfoo): “Il mio cuore si è spezzato. Ho paura ad ammetterlo, ma così è la vita”.

E poi ci sono stati gli infortuni al ginocchio e al piede. Incidenti che le hanno permesso di giocare solo 24 partite nel 2014 e di conquistare una sola finale. “Ho spinto troppo all’inizio dello scorso anno. Non era intelligente”, dichiara ancora Victoria Azarenka che è stata colpita da una fascite plantare al piede seguita da una tendinite e da un problema al ginocchio.

Questa dichiarazione sembra restituire ai fan dell’ex numero 1 del mondo una tennista profondamente cambiata, più riflessiva e meno istintiva, più pronta a organizzare i pensieri e a chiarire gli errori del passato: “Penso che la parte più difficile era ammettere che non ero ok nel 2014. Mi è stato chiesto anche se fossi depressa e io ho risposto: Mi state prendendo in giro?. E invece, probabilmente, avevano ragione. Ero depressa perché non sapevo come gestire le emozioni”.

Ma il giorno in cui Vika fa i conti con se stessa arriva a maggio dello scorso anno, quando la bielorussa si mette e dipingere e scopre sin da subito le proprie debolezze: “Ho pianto appena mi sono messa a dipingere per la prima volta. Non sapevo cosa stavo facendo”.

Si tratta, come ammette, di un problema di comunicazione. Victoria Azarenka è nata nel 1989 poco prima che la Bielorussia dichiarasse la sua indipendenza dall’Unione Sovietica. E nonostante il suo trasferimento in Occidente sia avvenuto molto presto, l’approccio comunicativo “all’occidentale” non è stato facile da digerire: “Ho dovuto imparare questa roba perché per me non è naturale. Non è facile per qualcuno che proviene da un paese molto chiuso esprimere con facilità i propri sentimenti e le proprie sensazioni”.

Ma quello che conta di più è la percezione che la gente ha di una tennista. E per Victoria Azarenka questa percezione si è forgiata su una serie di fattori: le sue incessanti grida in campo, il suo atteggiamento combattivo e la sua indole pungente e molto difensiva durante le interviste. Victoria non si tira indietro e ribatte: “Nel profondo so di essere una persona molto buona. Sono sensibile e un cuore gentile. Sono una combattente in campo e nella vita”.

Poi cerca di spegnere ogni polemica sul lunghissimo time-out della semifinale degli Australian Open 2013 contro Sloane Stephens causato da un problema alle costole: “Stavo veramente male e non riuscivo a respirare correttamente. Sono stata accusata di comportamento antisportivo, ma nessuno ha idea di quello che ho passato in quei giorni e di quanto ho pianto.

E adesso, cosa succederà nel 2015? Le prospettive future rimangono misteriose. Serena Williams è ancora numero 1 Wta e ci sono talenti come Eugenie Bouchard e Simona Halep che si sono ritagliate uno spazio di grande prestigio nell’elite mondiale del tennis femminile. Intanto Caroline Wozniacki sembra tornata ad altissimo livello. Ma Victoria Azarenka risponde con entusiasmo: “Penso sia una grande cosa la rinascita di Caroline. Eravamo a Monaco insieme quanto tutto è successo e lei ha pianto sulla mia spalla”.

Rimane convinta delle sue possibilità di risalita in classifica. “Ci sono storie terribili, come quella di Dinara Safina che non è riuscita a tornare ad alto livello a causa di problemi alla schiena. Ma ci sono anche storia incoraggianti come quelle di Rafael Nadal e Serena Williams, tornati al numero 1 dopo assenze importanti”.

“Io credo che Vika può tornare numero e vincere altri Slam” – dice Antonio Van Grichen, ex allenatore della bielorussa – “Ha sgli strumenti e se sta bene sarà competitiva fino a quando avrà le motivazioni per giocare”. Motivazioni che non sembrano certo mancare alla 25enne nata a Minsk: ”Non sono mai stata così motivata come adesso. Penso sempre a come è andata fino ad ora. È un sogno, ma non l’ho mai dato per scontato”.

 


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