BARTOLI: “HO FATTO DELLA MIA DIVERSITA’ UN PUNTO DI FORZA”

TENNIS – Incredula e al settimo cielo, la neo campionessa dei Championships di Wimbledon, la francese Marion Bartoli, apre il suo cuore ai microfoni nel post match, mostrando tutta la sua gioia e la sua soddisfazione. “Anche nei miei più grandi sogni non sarei riuscita a crederci,”
domenica, 7 Luglio 2013

Tennis. Londra – La francese Marion Bartoli ha coronato la sua rinascita in una stagione non proprio idilliaca, catturando il suo primo Gran titolo Slam a Wimbledon. La quindicesima testa di serie ha sconfitto la tedesca Sabine Lisicki 6-1, 6-4. La Lisicki aveva estromesso dai Championships la numero 1 Serena Williams al quarto turno, ma sembrava innervosita dalla sua prima apparizione in una finale del Grande Slam.

“Quando ho iniziato questo torneo sul Campo 14 se mi avesti detto che avrei vinto io avrei pensato fosse  impossibile”, ha detto la Bartoli. “Sognavo questo momento da 6 anni.”

Una personalità poco ortodossa con tratti non convenzionali, la Bartoli ha tenuto la Lisicki inchiodata alla linea di fondo con i suoi colpi a due mani. Dal canto suo la 23enne tedesca non ha aiutato molto la sua causa con tanti errori in difesa e lanci sbilanciati al servizio che le hanno portato costosi doppi falli.

“Ero solo sopraffatta da tutta la situazione, ma credito a Marion”, ha detto la Lisicki. “Lei è già stata in questa situazione e l’ha gestita bene.”

La Bartoli stessa ha ammesso infatti che la sua precedente apparizione in finale a Wimbledon ha contribuito a mantenerle i nervi sotto controllo.

“Ero lì nel 2007 e ho perso”, ha detto la francese, che quell’anno ha ceduto a Venus Williams. “So come ci si sente ma sono sicuro che Sabine ci sarà ancora una volta. Non ho dubbi a riguardo”.

Marion Bartoli, 28 anni, è la prima donna a vincere Wimbledon senza affrontare una giocatrice tra le top 10. L’americana Sloane Stephens, testa di serie 17, è stata la più alta testa di serie che ha affrontato la francese che non ha ceduto nemmeno un set in tutto il torneo. La francese ha lottato per mesi con se stessa prima di decidere di tagliare i legami di coaching con il padre Walter, il suo unico allenatore fin dall’infanzia. Alla fine è arrivata la separazione ed ha faticato a trovare la giusta chimica. Walter era però lì per la finale, per la prima volta da spettatore.

“Mio padre è qui con me oggi e per me significa tanto”, ha detto Marion.

Marion  ha fatto qualche breve seduta d’allenamento col padre in primavera, ma alla fine ha assunto un hitting partner, Thomas Drouet, ed ha iniziato a lavorare con gli allenatori della Federazione francese di tennis, tra cui la campionessa 2006 di Wimbledon Amelie Mauresmo. La 28enne è stata un pilastro nella top 20 negli ultimi cinque anni, ma non ha mai superato i quarti di finale in un torneo WTA questa stagione. Giusto il mese scorso, ha ceduto al terzo turno dei French Open alla nostra Sara Errani, numero 5 del ranking.

La Bartoli ha sempre marciato per conto suo. Nota per le sue stravaganti abitudini on-court, il suo amore per i gatti ed un geniale quoziente intellettivo autoproclamato, la stravagante francese ha reso l’erba di Wimbledon casa sua..

“E’ sempre stata una parte della mia personalità essere diversa”, ha detto. “Ho abbracciato il fatto di essere un po’ diversa per fare qualcosa che nessuno fa. In realtà amo quella parte del mio gioco… essere in grado di avere qualcosa di diverso dagli altri. Alla fine della giornata, quando gli spettatori hanno guardato 10 incontri si saranno ricordati di quella ragazza che faceva qualcosa di diverso”.

Oltre a raggiungere la finale nel 2007, la Bartoli ha battuto la cinque volte vincitrice Serena Williams al quarto turno di Wimbledon nel 2011 nalla sua strada per i quarti di finale. Dopo una faida con la FFT durata anni, situazione che ha contribuito alla sua assenza alle Olimpiadi dello scorso anno, tenutesi proprio a Wimbledon, la Bartoli ha gareggiato quest’anno in Fed Cup, dopo anni di assenza. Ha vinto entrambi i suoi incontri e ha versato lacrime agrodolci.

“E’ stato grandioso per lei”, ha detto Amelie Mauresmo. “Dall’esterno è sembrato che l’abbia presa con lo spirito giusto.”

La Lisicki ha preso rischi grandi quanto il suo sorriso ma ha vinto solo il 52% dei suoi punti sulla prima di servizio e ha colpito 5 doppi falli che l’hanno portata alle lacrime a metà del secondo set. Quando finalmente è riuscita a controllare le sue emozioni, ha improvvisamente iniziato a mostrare la forma strepitosa che le aveva consentito di superare Serena Williams, Samantha Stosur, Francesca Schiavone e Agnieszka Radwanska. Ma la Bartoli, di lì a poco, ha chiuso il suo match con un ace.

“Anche nei miei più grandi sogni non sarei riuscita a crederci,” ha detto la Bartoli detto del suo championship point. “Forse un vincente di rovescio, ma non questo. Mi sono allenata al servizio per così tanto tempo. Almeno l’ho conservato per il momento più bello.”

La Bartoli è la sesta campionessa a vincere un major per la prima volta negli ultimi 14 Slam e la prima francese dopo la vittoria della Mauresmo di sette anni fa. La Lisicki è invece la prima tedesca a raggiungere la finale di Wimbledon dopo Steffi Graf nel 1999, quando perse da Lindsay Davenport. L’ultima vincitrice è stata proprio la Graf nel 1996. Nonostante la sconfitta, la Lisicki si porterà a casa circa 1,2 milioni dollari, non male per una giocatrice che fino a questo punto ne aveva guadagnati 2,8 in totale. La francese invece incassa 2,4 milioni dollari.

La perseveranza ha pagato. La Bartoli ha vinto il suo primo slam alla 47esima apparizione, più di ogni altra giocatrice nella storia. Eppure, anche afferrando il Venus Rosewater Dish, tutto questo andava ancora oltre ogni sua comprensione.

“E’ impensabile che stia tenendo questo trofeo”, ha detto.


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