BATTERE IL CANADA PER TORNARE GRANDI

TENNIS – Manchiamo dalle semifinali di Coppa Davis addirittura dal 1998: 15 anni di purgatorio sono sufficienti. Superare il Canada non è impossibile, il confronto è equilibratissimo. Il doppio sarà l’ago della bilancia.
mercoledì, 3 Aprile 2013

Tennis. Che la sfida contro la Croazia fosse una missione possibile lo avevamo detto in tempi non sospetti. C’erano tutte le possibilità per superare il turno e centrare i quarti di finale, evitando di doverci giocare uno spareggio per restare in Serie A. I nostri alfieri hanno fatto il loro dovere fino in fondo e, a conti fatti, è stato il doppio a regalarci il punto decisivo. Cilic ha portato a casa i suoi due punti mentre Dodig li ha persi entrambi; il punto portato dalla coppia Bolelli-Fognini ha fatto la differenza. Anche nei quarti potrebbe ripresentarsi la stessa situazione.

Tra noi e una storica semifinale si frappone il Canada. L’ultima volta che ci siamo giocati l’accesso in finale era il 1998, dall’altra parte della rete la temibile squadra statunitense, priva dei suoi due migliori giocatori (Agassi e Sampras) ma pur sempre pericolosa. L’epilogo lo ricordiamo tutti: vittoria e finale, poi persa contro la Svezia (e se Gaudenzi non si fosse infortunato, chissà come sarebbe potuta finire). Nel mezzo, 15 anni di agonia, di alternanza tra il World Group e la Serie B con lo scivolone in Serie C del 2004. Altri tempi. Adesso è il momento di pensare al Canada. La semifinale è a portata di mano.

L’asso nella manica dei canadesi si chiama Milos Raonic. Siamo nella stessa situazione degli ottavi: l’obiettivo è strappare entrambi i punti contro il loro numero 2 e poi cercare il terzo nel doppio (a meno di una sconfitta di Raonic in uno dei due singolari che lo vedranno protagonista). Si gioca a Vancouver, sulla superficie velocissima della Doug Mitchell Thunderbird Columbia. E questo è un considerevole vantaggio per i nostri avversari: il servizio di Raonic sarà difficile da intercettare. Il ventiduenne originario di Podgorica, attualmente occupa la sedicesima posizione mondiale. Quest’anno ha già vinto un torneo (San Jose) e come migliore secondo risultato ha gli ottavi agli Australian Open dove Roger Federer gli ha fatto una bella lavata di capo. Ma Roger non gioca per l’Italia e per questo i due punti di Raonic sono quasi assicurati per il Canada.

Il problema di capitan Laurendeau è chi schierare come secondo singolarista. In lizza ci sono due nomi e nessuno dei due fa paura: Vasek Pospisil o Frank Dancevic. Tenendo conto della superficie sono avversari da non sottovalutare ma se vogliamo centrare la semifinale non possiamo permetterci battute d’arresto contro di loro. Così come i due singolari di Raonic sembrano segnati, lo stesso si può dire per le due partite che i nostri affronteranno contro il numero 2 canadese. Entrambi sono fuori dai top 100: Pospisil è 140, Dancevic addirittura 198. Pospisil è giovane (classe 1990) e ha ampi margini di crescita; entrato tra i primi 100 lo scorso anno, è stato frenato da una mononucleosi ma nelle ultime settimane sembra essere tornato a giocare un buon tennis e i risultati nel circuito Challenger lo dimostrano. Dancevic è un giocatore maturo: ha 28 anni e un talento cristallino. Gli infortuni lo hanno frenato nel corso degli anni, rovinando una carriera che altrimenti lo avrebbe visto a livelli ben più significativi. Il suo best ranking resta il numero 65 raggiunto alla fine del 2007. Quest’anno non ha raccolto grandi risultati: la semifinale nel Challenger di Dallas rappresenta l’acuto principale. Che giochi Pospisil o che vada in campo Dancevic, i due punti sono a portata di racchetta.

Completa il quartetto canadese il grande doppista Daniel Nestor, 40 anni e non sentirli. Nestor è ancora uno dei migliori doppisti in circolazione (è numero 6), ha vinto l’oro olimpico a Sidney 2000, 8 Slam e 80 titoli in coppia con partner differenti e la sua presenza potrebbe essere un fattore determinante per la sfida. Stavolta il punto del doppio è tutt’altro che scontato. Anzi, analizzando la composizione della squadra canadese, il match di sabato si presenta come il più equilibrato e probabilmente la semifinalista sarà la squadra che riuscirà a portare a casa questo punto strategico.

E noi come ce la passiamo? Capitan Barazzutti ha convocato Andreas Seppi, Fabio Fognini, Paolo Lorenzi, Simone Bolelli e Daniele Bracciali. La situazione è intricata. Sicuramente i due singolaristi saranno Seppi e Fognini. Andreas non ha affatto sfigurato nei due Master 1000 americani (terzo turno a Indian Wells e ottavi a Miami) e il suo stato di forma può farci dormire sonni tranquilli. Fabio ha raggiunto questo lunedì il suo best ranking (numero 31) e per quanto resti sempre un giocatore umorale, capace di buttare match vinti come di recuperare partite perse, negli ultimi mesi sembra aver trovato una continuità che mai prima d’ora aveva dimostrato. Lorenzi farà da riserva, stavolta difficilmente avrà la possibilità di giocare.

La vera incognita è rappresentata dal doppio. Chi farà giocare Barazzutti? In condizioni normali, sarebbero scesi in campo Bolelli e Fognini che da qualche tempo fanno abitualmente coppia nel circuito con risultati eccellenti. Ma Bolelli non sta bene. Nel secondo turno di Miami contro Grigor Dimitrov, si è procurato un trauma discorsivo al polso destro. Gli esami hanno escluso l’interessamento dei legamenti dell’articolazione ma è comunque molto difficile che il bolognese possa recuperare in tempo per sabato. A dispetto delle qualità fuori dall’umano del Professor Parra, vero guru nel suo campo. Se Simone dovesse dare forfait, chi scenderà in campo al suo posto? È qui che la situazione si fa intricata. E sì, perché a quel punto il sostituto naturale del bolognese diventa il veterano Bracciali ma Daniele non ha mai giocato con Fognini e quindi Barazzutti potrebbe decidere di stravolgere completamente le coppie. Per il Canada, invece, dovrebbero giocare Nestor-Pospisil.

Seppi non ha mai affrontato Raonic. Questo fattore potrebbe influenzare il gioco, almeno in apertura, perché non aver mai risposto alle bordate di servizio del gigante di origini montenegrine è uno svantaggio notevole. Fognini, invece, può contare su un precedente favorevole e molto recente: si tratta di un 6-4 6-4 che il ligure ha rifilato al numero 1 canadese nel corso del torneo esibizione del Kooyong Classic che si è tenuto nel gennaio di quest’anno. Nulla di ufficiale, certo: non c’erano punti in palio, le sensazioni sono diverse ma un minimo di abitudine alla palla di Raonic, Fognini sembra averla maturata.

Tra l’Italia e il Canda sarà il primo confronto, anche in questo caso non ci sono precedenti. I canadesi sono dei debuttanti a questo livello, avendo superato per la prima volta gli ottavi del World Group quest’anno nel confronto che li ha visti vincitori contro la Spagna.  La storia dell’Italia in Coppa Davis è di quelle importanti: abbiamo alzato l’Insalatiera una sola volta, tra le polemiche in Cile nel 1976, ma abbiamo giocato altre sei finali (1960, 1961, 1977, 1979, 1980 e 1998). Fino alla retrocessione del 2000, la nostra nazionale era l’unica a essere sempre stata presente nel World Group.

La semifinale manca dal 1998. Vecchi ricordi. È arrivato il momento di aggiornare l’album di famiglia.  


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