BAUTISTA AGUT: “LA ATP CONSIDERA TROPPO POCO I GIOCATORI”

Il tennista spagnolo punta il dito contro i vertici del circuito mondiale auspicando però che anche tra i suoi "colleghi" ci sia una maggiore volontà di essere uniti per avere maggiore peso nelle decisioni
venerdì, 27 Aprile 2018

TENNIS – Nel pieno dello svolgimento del torneo Atp 500 di Barcellona, dove la “pattuglia” dei suoi connazionali è molto folta, Roberto Bautista Agut lancia una sorta di attacco all’Atp in previsione di quelli che potranno essere gli scenari futuri del circuito mondiale, di pari passo con quelli in pieno mutamento della Coppa Davis. Il tennista spagnolo ha le idee molto chiare rispetto a quanto ha dichiarato il presidente dell’Atp Chris Kermode, secondo il quale il tennis ha bisogno di diverse innovazioni, e non ha usato giri di parole per spiegare il suo punto di vista.

“Di sicuro una prima buona decisione – afferma Bautista Agut – sarebbe quella di scegliere un solo tipo di palle per ogni superficie. Ovvero, per la ‘stagione’ europea sulla terra rossa si dovrebbe giocare sempre con le stesse, poi se ne dovrebbe individuare un tipo per l’erba e un altro per il cemento su cui gioca la parte finale dell’anno. Ancora invece ogni settimana si cambia, e non è semplice adattarsi subito. Inoltre credo che si debba rivedere anche il format del calendario, perché i tornei del Grande Slam portano via tante energie e quando c’è anche la Coppa Davis poi serve ancora più tempo per recuperare”.

A proposito di Coppa Davis, a Bautista Agut sembrano non piacere i cambiamenti messi in cantiere forse già a partire dal prossimo anno. “Sentiamo dire che ci potrebbero essere due turni iniziali da giocare uno in casa e uno fuori, e poi una ‘Final-eight’ o addirittura una ‘Final-12′ in un’unica sede. Non c’è ancora niente di certo ma di sicuro se le cose andranno così si andrà a perdere la vera essenza della Coppa Davis, che diventerà in questo modo una competizione del tutto diversa. E’ anche vero però che il calendario Atp è serratissimo, quindi una soluzione potrebbe essere quella di mantenere il formato attuale giocando però per l’insalatiera d’argento ogni due anni, ma prima di tutto dovrebbe essere l’Atp a comprendere la necessità di ridisegnare il calendario. Non penso – prosegue il tennista spagnolo – che dovrebbero obbligarci a giocare almeno 18 tornei all’anno, e a chi dice che se uno vuole può giocare di meno, rispondo che poi calano i guadagni e certi giocatori non se lo possono permettere”.

Servirebbe quindi una presa di posizione precisa da parte dei giocatori stessi. “Sarebbe una cosa positiva ma purtroppo la mia sensazione è che noi giocatori contiamo veramente poco. La Atp dovrebbe considerarci di più e dare maggiore peso alle nostre esigenze, e da parte nostra sarebbe necessaria una presa di coscienza veramente forte che possa portare ad unirci veramente e a far valere le nostre istanze. Quando vengono organizzati i meeting tra giocatori queste cose vengono dette, poi però, essendo il tennis uno sporto individuale, ognuno riprende la sua strada e diventa più difficile dare forma ad azioni condivise. In quei frangenti invidio gli sport di squadra dove è più facile far sentire la propria voce, la speranza però è che anche noi tennisti in futuro potremo avere un peso maggiore, auspicando una maggiore apertura anche da parte dei vertici dell’Atp”.

(Nella foto Roberto Bautista Agut – www.zimbio.com)


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