BECKER COMMENTA IL CASO NOVAK DJOKOVIC

L’ex campione tedesco ha analizzato nel dettaglio il caso Novak Djokovic
giovedì, 13 Gennaio 2022

Tennis. In una lunga intervista concessa a Eurosport Germania, l’ex numero 1 del mondo Boris Becker ha analizzato nel dettaglio la situazione del 20 volte campione Slam Novak Djokovic.

Becker ha difeso la privacy di Nole: “È una decisione personale rilasciare la tua cartella clinica. Non deve diventare una legge che tu dica a estranei: ‘Ho sofferto di questo due anni fa e questo tre anni fa e quest’ultimo settimana.’ Un po’ di privacy deve essere concessa.

Poi puoi dire che lui, in quanto numero uno al mondo, ha un ruolo speciale, una funzione da modello, è vero. Ma nonostante tutto, è la sua vita, il suo diritto e la sua decisione. E anche questo devi rispettare“.

Boris è ancora molto legato a Nole: “Sono stato anche invitato al matrimonio – posso dire che sono sempre il benvenuto nel clan di Djokovic. Ma questo non significa che pensi che tutto ciò che fa sia giusto. Spero che Novak possa anche apprezzarmi per la mia onestà nel dire la mia.

Ciò non significa che segua sempre la mia opinione. Mi chiedo anche cosa accadrà in futuro? Vuole avere questo tipo di ‘drama’ a ogni Grande Slam? Il Roland Garros ha sicuramente visto quel che è successo in Australia, così come Wimbledon e anche gli altri tornei.

I regolamenti stanno andando in una direzione sempre più severa piuttosto che una direzione permissiva.

Ecco perché la mia opinione è questa: Ragazzo, ora gioca gli Australian Open come puoi, ma poi cerca di capire che sarà più facile per te ti farai il vaccino. Non è detto però che lo faccia”.

Infine un messaggio di incoraggiamento: “È una mentalità da combattente di strada! Era nel bunker all’età di dieci quando gli aerei bombardavano la sua città. Un hotel in quarantena per lui è innocuo.

Tuttavia, la sua preparazione probabilmente è la peggiore di sempre in questo caso. Non solo non è stato sul campo da tennis per sei giorni, ma non ha potuto mangiare ciò di cui si nutre abitualmente. Inoltre con la testa non è ancora sicuro.

Posso giocare, non posso giocare, posso restare, devo andarmene? È la peggiore preparazione possibile.

Se sarà vulnerabile, lo sarà nella prima settimana del torneo. Se riuscirà a superarla, allora per me diventa il favorito”.


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