BECKER: “MEGLIO DA COACH CHE IN CAMPO”

Il paragone che in tanti si pongono su Boris Becker: meglio da allenatore di Djokovic o da giocatore? E sugli Slam di Nole fa un pronostico...
mercoledì, 8 Giugno 2016

TENNIS – Dietro ogni trionfo di un tennista, ce n’è sempre un altro del suo coach. Novak Djokovic detiene attualmente i quattro titoli Slam, sia grazie al suo bagaglio psico-fisico e tecnico, sia grazie alla sapiente lettura di Boris Becker: l’ex giocatore tedesco è tra i numerosi assi nella manica di Nole, ma davvero può considerarsi migliore fuori che dentro il campo? Per il diretto interessato sembra essere così e, dalle sue parole, sembra che la fame di vittorie non conosca ancora una tregua.

Intervistato dalla Bild, Becker non ha nascosto la sua chiave interpretativa sulla doppia carriera condotta fin qui: “Devo ammettere di sentirmi più competitivo da allenatore che da giocatore, sento un entusiasmo che non ho mai provato finora. Da giocatore sentivo l’importanza delle vittorie, ma da coach credo di vivere Nole come un processo di creazione comune, del quale sono partecipe con grande soddisfazione“. Una soddisfazione che potrebbe passare anche dall’ennesimo successo in una prova dello Slam. Dopo il primo titolo del Roland Garros, la riconferma sull’erba di Wimbledon è sicuramente il primo obiettivo in ordine cronologico: “Sono certo che Djokovic sarà nuovamente protagonista, proveremo a compiere un altro passo in avanti nella bacheca. Ho già prenotato i miei biglietti per Londra, spero possa arrivare il più lontano possibile“.

Il bersaglio grosso del 2016, però, è distante ancora due mesi. Le Olimpiadi di Rio de Janeiro potrebbero completare un quadro strepitoso che si estende già da un anno, con la consapevolezza di poter puntare alla medaglia d’oro: “Sarò presente anche a Rio – spiega Beckerperchè so che Novak vuole fortemente la medaglia d’oro. Per lui è un grande obiettivo, non possiamo lasciarlo senza alcun sostegno“.

Vincere in Brasile significherebbe arrivare là dove Roger Federer non è mai arrivato, ovvero sul gradino più alto del podio del singolare. Per Becker, il paragone con lo svizzero va fatto anche in ottica Slam: “Credo che Djokovic, in questo momento storico del tennis mondiale, sia in grado di poter raggiungere e superare Federer per numero di Slam. Roger è un avversario stimato e rispettato, quindi è bene fare la corsa sulla sua carriera per provare a migliorare quanto ha fatto nel corso degli anni. Sarà dura, ma questo è un altro stimolo che aiuterà tutto il team, non solo Nole, a continuare sempre verso il meglio“.

Il guanto di sfida, dunque, è lanciato sia a breve che a lungo termine. Rio de Janeiro si avvicina e la sfida per rimpinguare il medagliere di Serbia e Svizzera è già partita, ma il computo degli Slam potrebbe accendere ulteriormente una rivalità storica.


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