BECKER: “NADAL PUÒ BATTERE IL RECORD DI SLAM DI FEDERER”

TENNIS - Il tedesco, 6 volte vincitore Slam, plaude alla stagione di Nadal e poi afferma: "Può battere il record di Federer, per lui nulla è impossibile". Sulle possibilità dello svizzero si mostra invece più scettico: "Può farcela, ma deve tornare a giocare seriamente a tennis. In questo sport non puoi abbassare la guardia"
giovedì, 12 Dicembre 2013

Tennis. Il circus del tennis è fermo ormai da qualche settimana, ma gli argomenti, si sa, non mancano mai. Al valzer di dichiarazioni, sentenze più o meno definitive e vaticini azzardati, ha preso parte anche Boris Becker, che ha parlato a margine della seconda edizione del Doha Goals (Gathering of All Leaders in Sports), evento che si pone come obiettivo quello di abbattere le barriere culturali attraverso lo sport. L’ex campione tedesco, presente insieme ad altre leggende dello sport in qualità di relatore, ha affrontato diversi argomenti, soffermandosi in particolare sulla stagione di Rafael Nadal e sulla possibilità che il maiorchino superi il record di Slam detenuto da Federer.

Come giudichi l’anno di Nadal?

“È un piacere parlare di Nadal. Quest’anno è stato protagonista di uno dei più grandi comeback della storia dello sport. Il migliore che ci sia mai stato nel tennis. Sembra la trama di un libro. È tornato a febbraio in Sud America, ha difeso con successo il titolo al Roland Garros, vincendolo per l’ottava volta, e anche se a Wimbledon non ha fatto molto bene, è riuscito comunque a conquistare il numero 1 in un modo incredibile. L’ho visto a inizio anno a Manacor, era ancora infortunato..e ora è il numero 1! È un grandissimo campione”.

Può superare Federer nel numero di Slam vinti?

“Se me lo avessi chiesto un anno fa, ti avrei risposto che era impossibile. Ma nulla è impossibile con Nadal. Ha 27 anni e Federer è fermo a quota 17. Vincere altri 4 Slam è più che fattibile”.

E Federer potrà vincerne altri?

“Se torna a giocare seriamente a tennis, sì. Ha un talento enorme, ma il modo in cui stava giocando…non puoi abbassare la guardia. Ora ha 31 anni e il tennis è uno sport prevalentemente per i giovani. Però se cambia qualcosa può farcela”.

A proposito di giovani. Tu hai vinto Wimbledon a 17 anni, un’età in cui oggi si fatica ad emergere. Come mai?

“Ci sono molte ragioni per cui probabilmente non vedremo più tennisti così giovani vincere tornei importanti. Ai miei tempi c’erano molti ragazzi di quell’età, come Chang, Edberg, Sampras, Wilander…McEnroe era ancora giovane. Era la normalità. Potrei esporre motivazioni valide per due ore, però riassumo dicendo che oggi i ragazzini passano la loro vita su internet. È un grande strumento, ma è anche una grande fonte di distrazione. Noi avevamo solo una cosa per la testa e a 16 anni eravamo già abbastanza maturi per fare il salto di qualità. Ora i tennisti si impongono dopo i 20 anni. È il segno dei tempi che cambiano”.

Quel Wimbledon (edizione 1985) è stato il miglior momento della tua carriera?

“È difficile scegliere. Ho giocato più di 1000 partite in carriera, e ognuna di queste è stata difficile. Ricordo tutte le vittorie, quelle Slam e quelle negli altri tornei. Probabilmente però sì, davanti a tutte c’è la vittoria del mio primo Wimbledon”.

Come ci si sente quando si solleva un trofeo?

“È difficile da descrivere. Si tratta di un’azione che esegui concretamente di domenica, ma che cominci a preparare già dal lunedì in cui comincia il torneo. È come un sogno che man mano prende forma, fino al momento culminante. È impossibile descriverlo a parole se non lo avete mai vissuto. Murray, ad esempio, ha detto che ci si dimentica di quello che è successo in partita mentre si tiene tra le mani la Coppa degli US Open”.

Murray ha la forza necessaria per spezzare il duopolio Nadal-Djokovic?

“Dipende dal suo stato di forma. Si è infortunato alla schiena e non ha giocato gli US Open, vedremo come starà al rientro. Lui è sicuramente un grande giocatore, in grado di vincere tornei del Grande Slam in Australia, a Wimbledon e a New York”.

 

 


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