BECKER: “ORGOGLIOSO DI NOLE, LE RIVALITÀ FANNO BENE”

L'allenatore di Djokovic traccia il punto sul finale di stagione, dopo la conquista del terzo Slam su quattro nel 2015. Soddisfazione per i risultati raggiunti, anche grazie agli stimoli che provengono dagli avversari
domenica, 27 Settembre 2015

TENNIS – Tre prove del Grande Slam conquistate nel 2015, una finale persa nell’unica delle quattro che manca nella sua bacheca, un primo posto nel ranking mondiale a fine anno conquistato per la quarta volta in carriera. Come si può descrivere, se non con gli spaventosi numeri degli ultimi dodici mesi, la stagione di Novak Djokovic? Difficile trovare qualcuno deluso, tantomeno il suo allenatore Boris Becker, che gli ha dato un impatto ancor più famelico negli appuntamenti importanti.

Sulle colonne di b92, giornale serbo, il coach tedesco spiega quali peculiarità hanno caratterizzato l’annata di Nole, vera macchina da guerra in stile 2011: “È più di un atleta, è qualcosa di incredibile per questo sport. Anche dopo un torneo vinto, leggo ancora nei suoi occhi quella perseveranza e quella determinazione di chi non sa dormire sugli allori, di chi in realtà ha sempre fame e non è mai stanco di vincere. Probabilmente è questa voglia a fare la differenza nel lavoro di ogni giorno: abbiamo iniziato a lavorare insieme due anni fa e ha già vinto tutto, tranne quel Roland Garros che prima o poi arriverà. Mi rendo conto che è davvero difficile migliorare il suo stile di gioco, il mio compito reale è quello di trovare ogni volta nuovi stimoli per andare a prendere un altro trofeo. Devo dire, però, che è un compito molto facile grazie a lui. Anche dopo tutti questi successi, non si è mai cullato e non ha mai dato nulla per scontato“.

Dove trovare questi stimoli, se non nelle rivalità? “Avere continui face-to-face con i più grandi del circuito – spiega Becker –  aiuta parecchio. Il tennis è uno sport così popolare grazie agli scontri epici che si sono visti negli ultimi anni. Misurarsi continuamente con colossi del circuito come Federer, Nadal, Murray e Wawrinka ha permesso a Djokovic di potenziare anche il suo status mentale. Tra tutti loro c’è grande rivalità, non solo per quanto riguarda lo sport ma anche per le culture. Questo permette al pubblico di identificarsi in uno stile, in un marchio“.

Le finali degli Slam, però, hanno spesso accentuato una differenza di sostegno da parte degli appassionati. L’ex campione tedesco tende la mano agli avversari del suo assistito: “L‘abbiamo visto anche nella finale degli US Open, Federer ha un seguito imparagonabile con tutti gli altri. Questo non vuol dire che chi tifa Roger sia schierato contro Nole. Sicuramente è un fattore importante e da non sottovalutare, ma ci rendiamo conto di che effetto faccia lo svizzero sui fan. Il bello dello sport è anche sapere che, senza voler fare polemica alcuna, il più forte del circuito debba fronteggiare anche il pubblico. È normale tifare per il meno favorito, è un modo per accendere la sfida e spesso abbiamo assistito a confronti leggendari“. Nella finale di Wimbledon, invece, Becker non ha visto la disparità di supporto: “Credo fossimo al fifty-fifty, adesso la gente si rende conto di ciò che Nole fa anche fuori dal campo. È una persona molto simpatica, oltre che un atleta formidabile. Ritengo che stia entrando nei cuori degli appassionati, anche se non è un percorso facile e ormai compiuto“.

Anche il 2015 ha confermato lo strapotere di Djokovic, a prescindere dal successo che riscuote tra i fan. Il suo allenatore non può che confermare e conclude così: “Il tennis è fatto di cicli. Non è compito semplice stabilire chi sia il tennista migliore degli anni 2000: tutto è cominciato con un fenomeno svizzero, poi è arrivato uno spagnolo dalla grande forza fisica, infine un serbo è riuscito a sopraffare entrambi. Nole ha rotto il dominio di Roger e Rafa, si è issato a distanza da uno e dall’altro e si è visto nelle ultime finali Slam, ma non è un quesito che avrà mai soluzione. Per ora ci godiamo il momento e le vittorie, consapevoli di dover fare un duro lavoro per prolungare il più possibile questo status. Pensiamo a concludere su questi livelli il 2015, poi concentriamoci sulla nuova stagione“.

Mentre Djokovic continua ad inanellare record su record, dunque, Becker gli consegna simbolicamente lo scettro del circuito ATP. Gli ultimi mesi della stagione saranno un corollario del periodo già trascorso, considerando che Nole concluderà in vetta al ranking anche quest’anno. Gli stimoli, però, non sono mai abbastanza e il tennista di Belgrado è pronto a stupire ancora.


Nessun Commento per “BECKER: "ORGOGLIOSO DI NOLE, LE RIVALITÀ FANNO BENE"”


Inserisci il tuo commento


Articoli correlati

Dalla prima pagina » Ultima ora

Desideri ricevere in anteprima tutte le notizie? Iscriviti alla Newsletter di Tennis.it

TENNIS OGGI: nel numero di Febbraio 2020

  • Chi è Sonya Kenin?
    La storia della 21enne americana di origini russe che è esplosa a Melbourne.
  • Next Gen ancora immatura.
    Dall'Australia arriva un segnale forte e chiaro: i "Big Three" resistono agli attacchi dei nuovi talenti, che perdono l'ennesima occasione di effettuare il sorpasso.
  • Gastronomia Agonistica
    Le Olimpiadi Gastronomiche hanno chiuso con successo la loro VII edizione, a dimostrazione che questo nuovo sport sta appassionando i Circoli.