BERDYCH BESTIA NERA DI TSONGA

Nell'incontro serale della terza giornata delle Finals di Londra il ceco batte il transalpino con il punteggio di 75 36 63. E' la terza vittoria stagionale di Tomas contro Jo-Wilfried, ora sempre più in bilico per la qualificazione alle semifinali del torneo dei Maestri
mercoledì, 7 Novembre 2012

Londra (Gran Bretagna) – Tre su tre nella stagione per Tomas Berdych nei confronti di Jo-Wilfried Tsonga. Nella terza partita nel 2012 fra due bombardieri del circuito il ceco (nella foto, di Roberto Zanettin) mette in mostra la sua maggiore adattabilità alle diverse situazioni tattiche, concede solo un passaggio a vuoto (durante il secondo set), sciorina devastante gioco d’attacco ben bilanciato dal netto miglioramento in fase difensiva e si impone con lo score di 75 36 61. Paradossalmente il francese mette a segno i colpi più spettacolari del match, ma palesa ancora una volta la sua fragilità, sia mentale (nell’ultimo set ha “sciolto” troppo in fretta) sia tecnica, con il rovescio troppo incostante a questi altissimi livelli e il dritto falloso nei momenti clou della partita. Il risultato della notturna dell’O2 Arena lascia ancora un punto interrogativo sui due giocatori che si qualificheranno al penultimo round delle Finals di Londra. Djokovic non può dirsi matematicamente alle semifinali (anche se le due vittorie in altrettanti incontri hanno un loro peso) e neanche Tsonga, ancora a secco di punti nel torneo dei Maestri, è già con le valigie pronte. Tutto si deciderà fra due giorni, quando scenderanno in campo Novak Djokovic contro Berdych e Tsonga contro Andy Murray.

Dominio dei servizi. Fra due dei migliori battitori del circuito e nelle zone altissime della speciale classifica delle palle break annullate durante il 2012 (Berdych è quarto, Tsonga quinto) l’inizio del match serale della terza giornata delle Finals non poteva che essere dominato dai servizi. Entrambi i bombardieri tengono con autorità i rispettivi turni alla battuta, e il set vola via veloce fra 1-2 micidiali, ace e servizi vincenti. Come il palleggio si allunga però, Berdych è più leggero nei movimenti, e amplifica l’impaccio di Tsonga che, quando deve difendersi sul suo lato sinistro, è ancora un paio di categorie inferiore al rivale.

L’equilibrio vacilla leggeremente nel sesto game (15-30 Tsonga), ha una scossa maggiore nel settimo (3 palle break annullate dal francese), per poi definitivamente rompersi nell’undicesimo gioco. Sul 5 pari e servizio per il numero 7 del tabellone londinese, Berdych cambia marcia e diventa un muro inespugnabile. Le bordate di Jo-Wilfried non intaccano la difesa ceca e così arriva il primo break dell’incontro. Pochi minuti dopo (48 totali dall’inizio delle ostilità) Berdych, al termine di un game perfetto, porta a casa il primo set con il punteggio di 75. Risultato che premia la maggiore sagacia tattica del 27enne allievo di Tomas Krupa e mortifica il francese, con qualche ombra nei momenti decisivi del parziale.

Tsonga torna alla carica. Non accusa per nulla il colpo il transalpino, che comincia il secondo set con un game giocato in modo sontuoso. Tanta qualità per Tsonga che ha due conseguenze: la prima è di far intuire al pubblico dell’O2 Arena che il match è tutt’altro che finito; la seconda è di mandare un messaggio chiaro all’avversario, che comincia infatti ad affrettare i “15” fino a smarrire il ritmo. Con maggiore velocità rispetto al set precedente, le sorti del parziale si decidono già nel quarto gioco, quando Tsonga strappa per la prima volta il servizio all’avversario guadagnandosi così un vantaggio che saprà tenere fino al 6-3 conclusivo (solo nel nono gioco torna il pathos con una palla break per Berdych, annullata dal superservizio del nativo di Le Mans).

Tsonga parte bene…Berdych para e breakka. Galvanizzato dalla vittoria del secondo set, Jo Wilfried parte forte nel set decisivo, mentre per Berdych è il momento di rimanere in difesa e sperare che le pallate avversarie non rimbalzino nel rettangolo valido. La tattica paga e nel quarto gioco il ceco approfitta del leggero passaggio a vuoto e della mira solo leggeremente sballata del rivale per conquistare un importante break (3-1), e poi allungare sul 4-1. La partita di fatto termina qui, perchè Tsonga entra nel limbo e non lotta più. Berdych ringrazia, chiude 61 e rimane ampiamente in corsa per la qualificazione alle semifinali.


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