BERRETTINI: “NADAL E FEDERER MI HANNO INSEGNATO TANTO”

Il tennista romano racconta le partite giocate contro Federer e Nadal

Berrettini vive una stagione memorabile, a 23 anni può qualificarsi per le Atp Finals. Ad oggi è ottavo nella Race e i suoi sogni possono non fermarsi. Lui stesso non si spiega quanto gli sta accadendo di meraviglioso.

A volte chiamo Vincenzo [Santopadre, ndr] e gli domando: ‘Cos’è successo?’. Ho alzato il livello partita dopo partita. Sono stato fortunato perché i miei genitori erano sempre in un club, quindi sono nato con una racchetta in mano. Giocavano e giocavano a tutte le ore. Per me è stato molto facile. Da bambino, è vero, ho anche praticato il judo o giocato a calcio, ma il tennis mi ha affascinato e ho perso interesse per gli altri sport. Ora è diventato il mio lavoro, ma è rimasta una grande passione”.

La svolta, racconta, arriva a Melbourne: “In Australia ho giocato una bella partita contro Tsitsipas, persa in quattro set. Ma la prima vera gioia è arrivata a febbraio in Coppa Davis contro l’India. Poi Roma, dove sono arrivato con fiducia. Così come a Wimbledon. Mi ricorderò per sempre di quelle quattro partite, compresa la sconfitta contro Federer. Ogni match ha avuto qualcosa di speciale. Con Baghdatis, sapevo che era il suo ultimo torneo. Era strano, da bambino ho visto le sue partite”.

Poi il match di Wimbledon con Roger: “Sono arrivato con energia e con molte aspettative e fiducia, ma fisicamente ho iniziato ad avere qualche problema. Probabilmente, avrei perso lo stesso con lui, ma mi ha battuto fisicamente. Avrei potuto essere più preparato, ma è andata così. È stato un incontro da cui ho imparato molto e lo ricorderò per sempre”.

Infine, gli Us Open: “Mi sono infortunato alla caviglia dopo Wimbledon e sono arrivato agli US Open senza aspettative. Il momento peggiore è stato dopo il match con Gasquet, mentre la partita che ricordo meglio è quella contro Monfils, ai quarti. Mi viene ancora la pelle d’oca. Il match contro Nadal, come è successo con Federer, mi ha insegnato molto. Forse nella partita contro Rafa ho imparato di più, perché per un set e mezzo ho giocato alla pari”.

Ora, il sogno Londra: “È un torneo importante. Sembra strano dirlo o addirittura parlarne, ma io sono in fibrillazione. Perché no? Per me è un sogno, ma anche se non ci riuscissi, sarà comunque stata una stagione pazzesca”.


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