BILLIE JEAN KING: “A DJOKOVIC SERVIREBBE UNA FIGLIA”

Billie Jean King e Chris Evert parlano delle differenze fra uomini e donne nel tennis, citando Djokovic
venerdì, 25 Marzo 2016

Tennis. Come ovvio che fosse, non sono passate inosservate le parole di Novak Djokovic in merito alla differenza di guadagno che dovrebbe esserci fra circuito maschile e femminile. Non sono bastate le rettifiche per sistemare la questione.

Giungono pareri illustri a riguardo, su tutti quello della grande Billie Jean King, che ha risposto come sempre con enorme intelligenza ed un pizzico di sarcasmo: “Pregherei la maggior parte dei giocatrici di avere bambine perchè questo cambierà loro. Djokovic ha bisogno di una figlia. Quando sei nel gruppo dominante, gli altri ti appaiono molto invisibili. Se sei nel gruppo non dominante, conosci il gruppo dominante perchè devi cambiare rotta. Noi come donne, di colore o diversamente abili, sappiamo tanto sul gruppo dominante. Sappiamo più di loro di quanto loro non sappiano di loro stessi. Dobbiamo cambiare rotta nel loro mondo”.

L’ex campionessa prosegue, parlando della possibilità di un’associazione unica per ambo i sessi: “Gli uomini non vogliono. Pensiamo al potere che avremmo… i tennisti possono essere leader per l’uguaglianza. Non è questione di uomini o donne, è un argomento che interessa tutti.” A tal proposito è intervenuta anche Chris Evert: ““I tennisti devono aiutare in questo; tutti gli sforzi possibili sono necessari ad avere un messaggio di uguaglianza. Il tennis femminile è lo sport più bello.”

Prosegue la Evert elogiando su twitter Nole per essere stato fra i primissimi ad avere una coach donna ma afferma: “Non capisco la cosa sugli ormoni, non bisogna farlo. Penso che con lui sia una questione culturale. Gli europei erano dietro gli americani quando è arrivato il momento di accettare l’uguaglianza. In America siamo leader mondiali.”

Nel frattempo al “Corriere della Sera” parla uno dei padri fondatori del circuito femminile tennistico, come lo conosciamo oggi. Trattasi dell’avvocato siciliano Dino Papale, che attacca Djokovic: “Le sue parole vorrebbero riportare le lancette dell’orologio indietro di 40 anni e sono inaccettabili. Il campione serbo sa che per dare voce alle tenniste e fargli riconoscere montepremi adeguati abbiamo «invaso» il campo e bloccato il torneo di Nizza nel 1978 e l’anno dopo l’abbiamo rifatto a Monte Carlo stoppando la finale tra Björn Borg e Guillermo Vilas davanti le telecamere dell’Eurovisione?” 

Chiude così, l’avvocato italiano: “Invito Novak a prendere un caffè a Taormina, dove c’è un circolo dal 1925 grazie ai miei avi, non solo per raccontargli la storia del tennis femminile, ma anche per spiegargli dove difetta il suo ragionamento dal punto di vista morale e economico”


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