BINAGHI E L’IDEA MINISLAM: ROMA SFIDA MADRID

Il numero 1 del tennis italiano tira il bilancio di un torneo da record e annuncia: "Siamo in gara con gli spagnoli per avere una competizione intermedia tra Master e Slam".
lunedì, 20 Maggio 2013

Tennis. Angelo Binaghi, il presidente della federtennis, presenta cifre e record, lancia sfide e in sottofondo si ascolta il rombo di una gru. Il braccio meccanico a portar via pezzi, blocchi. Altre mani a smantellare, svitare, ripristinare. La festa è finita, gli amici se ne vanno e gli Internazionali Bnl d’Italia 2013 passano in archivio con i soliti sorrisi. Conferenza stampa di chiusura: tutti soddisfatti, tutti a mettere segni “più” davanti a numeri espressi in percentuali. Come al solito. Ma stavolta c’è di più e Binaghi ci arriva subito: “Quest’anno al Foro Italico tutto è andato bene e allora possiamo tornare a parlare di un progetto a cui pensavamo da tempo. Parteciperemo a una gara indetta dall’Atp affinché una, tra Roma e Madrid, possa dal 2015 avere un ‘upgrade’ e diventare l’unico torneo su terra battuta in Europa a essere inserito nella categoria dei ‘minislam‘, ossia quella categoria da inserire come tappe intermedie tra uno Slam e un Master 1000“.

GARA, CAMPI E COPERTURE – I progetti di Roma e Madrid saranno presentati a Wimbledon. E una decisione sull’eventuale “promozione” (meglio di “upgrade”, no?) sarà presa dall’Atp il prossimo novembre, in occasione del Master di Londra. “Il torneo vincitore, rivoluzionato, sarà operativo già dal 2015”.
“Avere una competizione di questo tipo – entra nel dettaglio Binaghi – significherebbe poter assistere a un torneo di dieci giorni (il tabellone femminile continuerebbe ad avere la durata attuale, ndr), di vedere in campo i big un giorno sì e uno no anziché tutti i giorni e di raddoppiare il montepremi per arrivare a 6,5 milioni di euro”.
Già, ma come si ottiene un “minislam”?
“Proporremo miglioramenti impiantistici. E’ già pronto un progetto per la realizzazione di tre nuovi campi, due dei quali tra il Centrale e la cosiddetta aula bunker, il terzo su uno dei campi in prossimità della SuperTennis Arena dove solitamente teniamo le manifestazioni con i ragazzi delle scuole. Nel progetto, infine, è prevista la copertura del Centrale“.
Proprio per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, il numero uno della Fit rivela un retroscena. “La lettera dell’Atp (la Wta, invece, si è detta disponibile a collaborare con noi anche per un’estensione del torneo femminile) è arrivata esclusivamente a noi e a Madrid. La recente visita di Ion Tiriac qui al Foro era interessata. Si è complimentato per gli impianti ma mi ha detto che il Centrale senza copertura sarebbe stato un punto a sfavore. Io invece gli ho mostrato il progetto per la realizzazione della stessa. Anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è d’accordo giacché lo stadio a quel punto potrà essere sfruttato anche per altre discipline tra cui il basket. Difatti, il presidente della federbasket Gianni Petrucci è già entusiasta”.
Tuttavia la copertura non sarebbe fondamentale al fine di ottenere questo benedetto “minislam”: “Non ci hanno ancora comunicato se è un requisito primario per la richiesta. Miami, per esempio, non ce l’ha e noi rispetto a loro siamo avanti sia a livello di idee che di progetti”.
A quanto ammonterebbe la spesa necessaria? Top secret, sebbene la fase embrionale dovrebbe essere già passata. “Se vincessimo questa gara avremmo a disposizione una manifestazione Atp da iniziare il venerdì e quella Wta invariata”. Anche se, “potrebbe non esserci una gara. Nel senso che sia noi che gli spagnoli potremmo ottenere l”upgrade’. In quindici giorni sarebbe possibile accontentare entrambi i contendenti nonché i giocatori giacché i premi sarebbero quelli di uno Slam”. E ancora: “Qualcuno ha detto che il nostro è il torneo più bello del mondo. Per quanto ci riguarda abbiamo tutte le carte in regola dal punto di vista finanziario e storico. Siamo cresciuti nonostante non avessimo campioni di riferimento. Su questo fronte noi siamo superiori a Madrid, che va avanti anche grazie all’effetto Rafa Nadal“.

NUMERI – “Crescita” è il termine chiave puntualmente utilizzato a ogni conferenza stampa di chiusura da Binaghi, che rilancia: “Il Foro Italico dovrebbe essere sfruttato di più. Si potrebbe pensare a qualcosa tipo quanto accade in Francia, rendendo quest’area un centro tecnico federale sul modello dei centri di preparazione olimpica ma le spese, rispetto per esempio alla struttura Tirrenia, qui a Roma sarebbero maggiori. Altra idea quella di disputare qui tutti i match di Coppa Davis e Fed Cup ma faremmo un torto al resto del Paese e a un movimento che è fin troppo ‘Roma-centrico’ per via dell’importanza degli Internazionali”.
Internazionali la cui edizione 2013 è stata “quella di maggior successo con inattesi quanto positivi sviluppi anche per i nostri sponsor”.
Per quanto concerne l’incasso complessivo dalla vendita dei biglietti si parla di 6.453.070 euro, con un incremento del 25% rispetto all’edizione 2012. “Questo dato parla da solo. All’inizio speravamo di raggiungere i 6 milioni, dunque un +10% e invece dal botteghino ci ritroviamo più del triplo di quanto ottenuto nel 2006. Un trend impressionante negli ultimi sette anni”.
In tutto 167.961 gli spettatori (165.478 nel 2012), che fa ritoccare il record di presenze: mercoledì scorso, i tifosi sono stati 27.672. E record anche per le sessioni serali di giovedì, venerdì e sabato.
Capitolo tv: SuperTennis “ha registrato un’audience media compresa tra il doppio e il triplo dell’anno scorso. Buoni risultati anche su Sky, sebbene i dati qui siano inferiori pur restando molto buoni. Come buona è stata la risposta di pubblico su Italia 1. La crescita del nostro canale, in particolare, testimonia la dimensione del fenomeno mediatico del prodotto tennis”.


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